Termoli. Consegna modulo di terapia intensiva al San Timoteo

DIRETTA

Vita e morte di San Giuseppe: pubblicato il Libro di Don Mario Colavita



Il ricavato del volume sarà devoluto per aiutare il progetto dei padri salesiani a Betlemme intitolato “Il forno della solidarietà”.

È da poco uscito  per i tipi di Tau editrice la Storia di Giuseppe falegname: l’apocrifo sulla vita e la morte di san Giuseppe a cura di don Mario Colavita.
È una storia commovente e avvincente del custode di Gesù e del patrono della Chiesa universale.
San Giuseppe è il più santo dei santi, tanto che san Gregorio nazianzeno (330-390) scrive: “il Signore ha riunito in Giuseppe come nel sole, tutta la luce e lo splendore degli altri santi tutti insieme”.
San Giuseppe, sposo di Maria gode di una tenera simpatia e di una candida fiducia da parte dei cristiani. È entrato nel cuore dei credenti con la discrezione e l’umiltà, la forza e la convinzione di essere il cooperatore della storia della salvezza.

Del culto di San Giuseppe la Chiesa ha sempre avuto una particolare devozione e attenzione, ne è prova un costante magistero pontificio che da Pio IX (1870) a papa Francesco ha posto la figura del Custode del Redentore come inscindibile dalla vita di Gesù, Maria e della Chiesa. San Giuseppe, scrive Giovanni Paolo II: “protegge il mistico corpo, la Chiesa, di cui la Vergine santa è figura e modello”.
Teologi e santi ne hanno diffuso il culto e la storia, liturgia e arte ne hanno diffuso preghiere e immagini.

Il volume aiuta a comprendere meglio l’ambiente del primo cristianesimo e a collocare la vita di Giuseppe nel contesto della Galilea del I secolo, mettendo in luce l’umanità di un uomo che per volere di Dio è stato chiamato a prendersi cura del mistero dell’incarnazione.
Dal vangelo di Matteo sappiamo che il lavoro di Giuseppe era quello del carpentiere, in greco téktôn, il termine greco tradotto con carpentiere, corrisponde al latino faber e indica un artigiano che lavora il legno o la pietra.
Concretamente si può pensare al lavoro del carraio, o del fabbricante di aratri e di strumenti per l’agricoltura, nonché a uno che tratta genericamente il legno, il classico falegname, o ancora al carpentiere che provvede alle strutture in legno necessarie all’edilizia; questa era in quei tempi assai fiorente nella regione della Galilea, a causa della costruzione di nuove città.
Ciò significa che Gesù ha imparato il mestiere da Giuseppe e ne deve aver rilevato l’attività alla sua morte; risulta pertanto il ritratto di una condizione economica dignitosa della famiglia di Giuseppe, anche se non si può definire agiata.



L’apocrifo Storia di Giuseppe falegname del II-III secolo è l’unico scritto che parla della vita e della morte di Giuseppe, una pietra preziosa che arricchisce la corona dell’Incarnazione.
In agonia Giuseppe, confortato da Gesù e Maria, fa la sua professione di fede: “O Gesù nazareno, Gesù mio consolatore, Gesù liberatore della mia anima. Gesù mio protettore.  Gesù, nome soavissimo sulla mia bocca e su quella di tutti coloro che lo amano.

Nella storia della devozione san Giuseppe è invocato come il Patrono della Chiesa universale e protettore dei poveri, esuli, dei padri e degli sposi.

Don Mario ha scelto di promuovere un iniziativa di solidarietà e di carità:

Il ricavato del volume sarà devoluto per aiutare il progetto dei padri salesiani a Betlemme. Da più di venti anni i salesiani aiutano le famiglie povere di Betlemme con il forno della solidarietà. Un forno che ogni giorno dà il pane a più di 130 famiglie, soprattutto in questo momento di pandemia un aiuto concreto non può mancare.