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Furbetti del vaccino, ancora ignoti i nomi. Faiella, sindaco di Sant'Elia: la solita consigliera si dimetta


Torna alla ribalta la questione dei furbetti del vaccino. Torna sui media grazie al sindaco di Sant'Elia a Pianisi Biagio Faiella. Ci va giù duro chiedendo le dimissioni della consigliera regionale che ha sollevato la questione dei 947 vaccini dati a persone non identificate. 


"Ho appreso dai giornali e dai social  - sostiene Faiella- che la solita consigliera regionale, che dovrebbe rappresentare la voce dell'intero territorio, ha dichiarato che alcuni Amministratori locali,  approfittando della loro carica,  avrebbero ottenuto il vaccino, in barba al piano vaccinale e al rispetto delle categorie fragili e della stessa vita. 

Voglio dire alla Consigliera che non può permettersi, anche in ragione del ruolo istituzionale ricoperto, di lanciarsi in arditi paragoni tra soggetti non meglio identificati ed animali da soma (accorta a fare nomi perché la querela sarebbe dietro l'angolo), e di pensare di prendere in giro i Sindaci e la comunità regionale, facendo una distinzione tra il "suo" concetto di "amministratore", e quello che lei stessa ha ampiamente dichiarato in uno dei suoi spot giornalistico/propagandistici, producendosi in una notevole arrampicata sugli specchi. 
E cito testualmente da un articolo de "Il Tempo": "sembrerebbe che a usufruire della somministrazione dei vaccini ci sarebbero stati anche alcuni noti politici a livello regionale, ma anche qualche sindaco con i suoi amministratori e sempre con parenti, amici e compari". 

A questo punto, visto che siamo ormai alla ribalta nazionale, la Consigliera dovrebbe rendere noti i nomi dei soggetti in questione, assumendosi la responsabilità di ciò che dice, oppure, in alternativa, farebbe meglio a tacere. 

Mi domando se sia cosciente del ruolo che ricopre, perché tali pretestuose e reiterate affermazioni stanno sortendo, come unica conseguenza, quella di impoverire la politica della sua dignità. Il suo ruolo non è assolutamente quello di agitare proclami che contribuiscono solo a spogliare i cittadini della fiducia nelle istituzioni e nelle persone che, come il sottoscritto, sono in prima linea sul territorio; il suo ruolo dovrebbe essere anche quello di combattere proprio quel chiacchiericcio inane e tendenzioso che fomenta l'idea che chi è in politica lo fa solo per il proprio tornaconto economico. 

Si dimetta, Consigliera, per aver gettato fango su chi avrebbe dovuto proteggere e sostenere - e non mortificare con azioni propagandistiche mirate, poiché siamo tutti sullo stesso fronte - solo per essere puntualmente presente sui giornali, provando a screditare chi si occupa seriamente di una comunità regionale già profondamente provata. 
Siamo stanchi. 

Da Sindaco del comune di Sant'Elia a Pianisi mi premeva far sapere, alla comunità che rappresento, che sono fermamente contrario al privilegio richiesto di essere vaccinato come autorità sanitaria territoriale e prima di altri aventi diritto. 
Io sono ugualmente a rischio, lo siamo tutti; per questa ragione e, come un capitano di nave, verranno prima i miei cittadini e poi io. 
Se rispettiamo le regole, non ci sarà bisogno di anticipare nessun turno. 

Io amo la mia terra e le persone che rappresento. 
Chi fa politica lo deve fare per amore e con spirito di sacrificio... non per soldi o visibilità, anche a rischio di essere criticato perché le sue scelte non sono sempre condivise. 
Io sono un Sindaco del territorio, e con umiltà e abnegazione lo servo ogni giorno, affinché il futuro sia migliore per tutti".