Draghi: "Dati impongono cautela, ma i vaccini ci danno speranza"

Oggi 12 Marzo, proprio nel giorno in cui l'esecutivo ha varato il nuovo decreto, il premier Mario Draghi ha fatto visita al centro vaccinale anti Covid dell’aeroporto di Fiumicino. Tanti sono stati gli argomenti trattati dal primo ministro, dal tema campagna vaccinale alle misure previste nell'ultimo DPCM, tra cui il prolungamento della cassa integrazione. Di seguito le parole del premier riportate da Adnkronos: «Questa è la mia prima visita in un sito vaccinale, è stata una visita breve ma veramente bella. Questi ragazzi che lavorano come volontari o in forma permanente - ha detto il premier - hanno reso questo che è un luogo medico un luogo di speranza, entrando qui si capisce che ne usciremo" attraverso "una mobilitazione collettiva fondata sulla solidarietà». 
«A più di un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria - ha continuato Draghi -, ci troviamo davanti ad una nuova ondata di contagi, nell’ultima settimana si sono registrate più di 150.000 infezioni. Il numero dei pazienti in terapia intensiva è cresciuto di oltre 650 unità. Questi dati ci impongono cautela. Il ricordo della scorsa primavera è vivo, faremo di tutto per impedire che si ripeta. Abbiamo adottato misure restrittive adeguate e proporzionate con un decreto legge che vedrà il Parlamento coinvolto nella discussione. Le scelte - sottolinea quindi il presidente del Consiglio - sono state condivise più volte nella conferenza stato-regione, nello spirito di massima collaborazione».

"A queste misure", continua Draghi, "si accompagna l’azione di governo a sostegno di famiglie e imprese e l’accelerazione della campagna vaccinale, che sola dà speranza di uscita dalla pandemia".
«Per venire incontro alle esigenze delle famiglie, abbiamo deciso, già nel decreto legge di oggi, di garantire il diritto al lavoro agile per chi ha figli in didattica a distanza o in quarantena. Per chi svolge attività che non consentono lo smart working, sarà riconosciuto l’accesso ai congedi parentali straordinari o al contributo baby-sitting», spiega.
Ma «pensiamo solo che con una vaccinazione diffusa potremo fare a meno di restrizioni come quelle che abbiamo dovuto adottare», ha quindi spiegato. Ad oggi, ha continuato il premier, «si vedono già i primi risultati di questa accelerazione» sui vaccini. «Solo nei primi undici giorni di marzo è stato somministrato quasi il 30% di tutte le vaccinazioni fatte fino all’inizio di questo mese: è il doppio della media dei due mesi precedenti. Il ritmo giornaliero attuale è di circa 170.000 somministrazioni al giorno. L’obiettivo è triplicarlo presto". E proprio "l’altro impegno che ho preso con i cittadini è quello di dare nuovo vigore alla campagna vaccinale».
Nella giornata di ieri, ricorda quindi Draghi, «l’Agenzia Italiana del Farmaco ha bloccato un lotto di vaccini AstraZeneca, dopo la segnalazione di alcuni gravi eventi avversi. È una decisione precauzionale - ha spiegato Draghi -, in linea con quanto fatto in altri Paesi europei, e che dimostra l’efficacia dei sistemi di farmacovigilanza. Il parere dell’AIFA, condiviso dagli scienziati, è che non ci sia alcuna prova che questi eventi siano legati alla somministrazione del vaccino».
«L’Agenzia Europea per i Medicinali sta esaminando i casi sospetti, ma ha anche consigliato di proseguire col suo utilizzo. Qualunque sia la decisione finale dell’EMA, posso assicurarvi che la campagna vaccinale proseguirà con rinnovata intensità».
«L’Unione Europea - ha poi aggiunto - ha preso degli impegni chiari con le case farmaceutiche e ci aspettiamo che vengano rispettati. In queste settimane abbiamo preso decisioni forti nei confronti delle aziende in ritardo con le consegne. Seguiteremo a farlo, per difendere la salute degli italiani».
«Il nostro obiettivo, in accordo con il ministro della Salute, Roberto Speranza, il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e il Commissario straordinario all’emergenza, Generale Francesco Paolo Figliuolo, è quello di utilizzare tutti gli spazi utili disponibili per le vaccinazioni», ha aggiunto il premier.
«Ci si potrà vaccinare non solo negli ospedali, ma anche nelle aziende, nelle palestre e nei parcheggi come questo di Fiumicino. In Italia sono già operativi 1694 siti vaccinali fissi e altri verranno individuati. Per questo cambio di passo, avremo bisogno dell’aiuto di molti. Penso prima di tutto ai medici generali, specialisti e specializzandi, con cui abbiamo già sottoscritto accordi a tal fine. Ma anche ai medici competenti delle aziende, ai medici sportivi e agli odontoiatri» che, dice, «opereranno nel pieno rispetto dei protocolli medici, per garantire somministrazioni rapide e sicure. Il loro contributo è centrale per il successo di questa campagna, come lo è già stato in tutte le altre fasi della pandemia, ma fondamentale è la partecipazione di tutti i cittadini».
Collaborazione decisiva, continua Draghi, «è anche quella con le Regioni. Lo Stato, attraverso il Commissario straordinario e la Protezione Civile, si farà carico di intervenire in tutte le situazioni di difficoltà. Il principio è quello della sussidiarietà, nel rispetto delle prerogative che la Costituzione assegna a ogni livello dell’amministrazione pubblica».
A "medici, infermieri e volontari che lavorano instancabilmente in tutti i presidi sanitari d’Italia, va la più profonda riconoscenza mia e di tutto il Paese", dice, ringraziando anche il ministro Roberto Speranza "per quanto fatto finora". L’Italia, ha poi sottolineato, «ha scelto di cominciare la sua campagna vaccinale dal personale delle strutture sanitarie, che deve poter operare in sicurezza, nell’interesse di tutti. Abbiamo poi proceduto a vaccinare nelle Residenza Sanitarie Assistenziali, dove vivono i nostri concittadini più fragili. Infine, abbiamo dato priorità agli ultra-ottantenni, insieme a chi opera nella scuola, nell’università e nel soccorso pubblico. Mentre completeremo la vaccinazione di queste categorie, procederemo rispettando un ordine dato dall’età e dalle condizioni di salute».
«A tutti, chiedo di aspettare il proprio turno, come ha fatto in maniera esemplare il Presidente della Repubblica. È un modo di mostrarci una comunità solidale, proteggendo chi più ha da temere per gli effetti della pandemia», ha quindi voluto sottolineare il premier.
«Le misure previste nel decreto legge sono corpose, coprono una platea più ampia e arriveranno rapidamente. Tra i provvedimenti più significativi - spiega ancora Draghi in merito al decreto varato stamane -, c’è il prolungamento della cassa integrazione guadagni, un più ampio finanziamento degli strumenti di contrasto alla povertà, per sostenere i 'nuovi poveri', coloro che sono diventati maggioranza nelle file della Caritas».
«Il decreto che comprende tutte le altre misure di sostegno all’economia è previsto per la settimana prossima. Per questo i 32 miliardi già autorizzati sono interamente impegnati. Ma non basta. Ho intenzione di proporre al Parlamento, in occasione della presentazione del Documento di Economia e Finanza, un nuovo scostamento di bilancio», ha aggiunto, continuando: «Agli autonomi e alle partite Iva che hanno patito perdite di fatturato riconosceremo contributi in forma più semplice e immediata, senza criteri settoriali».
«Il ministro del Turismo ci ha ricordato oggi in Consiglio dei ministri che non sappiamo quando usciremo da questa situazione ma quando ne usciremo dobbiamo essere organizzati per la riapertura delle attività economiche e dovremo aggiornare già oggi i protocolli regionali», ha quindi spiegato ancora Draghi.