Accadde Oggi 13 Marzo #almanacco

Oggi la Chiesa festeggia , Tredesin de Marz, festa dei fiori di Milano

222 — Marco Bassiano Alessiano diventa Imperatore romano con il nome di Marco Aurelio Severo Alessandro.
483 — Elezione di Papa Felice III
1138 – L’Antipapa Vittore IV s쳭e ad Anacleto II
1516 – Carlo V d’Asburgo, assumendo il nome di Carlo I, divenne Re di Spagna.
1639 – L’Università di Harvard viene intitolata all’ecclesiastico John Harvard
1781 – L’astronomo William Herschel scopre il pianeta Urano
1861 – I soldati borbonici issano la bandiera bianca sulla Real Cittadella di Messina; si arrende così uno degli ultimi centri di resistenza borbonica.
1881 – Alessandro II di Russia viene assassinato con una bomba presso il Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo
1900 – Guerre boere: le truppe britanniche occupano Bloemfontein, nello Stato Libero dell’Orange
1921 – La Mongolia dichiara l’indipendenza dalla Cina
1930 – Comunicata la scoperta del pianeta Plutone
1943 – Olocausto: le truppe tedesche deportano o uccidono gli ebrei del Ghetto di Cracovia
1954 – Battaglia di Dien Bien Phu: le truppe Viet Minh attaccano i francesi
1968 – USA: incidente con il gas nervino VX nella Skull Valley, Utah
1969 – Programma Apollo: la Apollo 9 rientra sulla Terra dopo aver testato il Modulo lunare
1972 – Milano, si apre il XIII congresso del PCI, nel corso del quale Enrico Berlinguer sarà eletto segretario del partito
1987 – Disastro della motonave Elisabetta Montanari: alle ore 9:05 di venerdì 13 marzo, un incendio nella stiva di una gassiera causa la morte per asfissia di 13 operai addetti alla manutenzione.
1996 – Thomas Watt Wilton irrompe nella palestra della scuola elementare di Dunblane uccidendo 16 scolari per vendetta personale.
1997 – Le Missionarie della carità indiane scelgono Sorella Nirmala per s쳭ere a Madre Teresa di Calcutta
2003 – Ha luogo l’ottava e ultima udienza preliminare dei processo penale per l’attribuzione delle responsabilità nell’ambito del Disastro aereo di Linate dell’8 ottobre 2001; vengono rinviati a giudizio tutti gli 11 imputati
2007 – Ha inizio il ritiro dal servizio del primo velivolo stealth: il Lockheed F-117 Nighthawk
2013 – Dopo il Conclave viene eletto Papa, al quinto scrutinio, il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio con il nome di Francesco. La fumata bianca è alle 19.06, seguita dal rintocco delle campane.
2016 – Attentati ad Ankara (34 morti) e Grand Bassam, in Costa d’Avorio (18 morti).

Città del Vaticano: anniversario dell’elezione di Papa Francesco 13 marzo 2013

Nati

Manuel Agnelli (1966) – Cantante, musicista, scrittore e produttore discografico italiano
Adam Clayton (1960) – Musicista britannico, membro degli U2
Carlo Conti (1961) – Conduttore televisivo italiano
Ron Hubbard (1911) – Scrittore statunitense, fondatore di Scientology
Luciano Ligabue (1960) – Cantautore e rocker italiano
William H. Macy (1950) – Attore statunitense
Alfonso Pecoraro Scanio (1959) – Politico italiano
Carlo Vanzina (1951) – Regista e sceneggiatore italiano
Ela Weber (1966) – Conduttrice televisiva tedescaALLEGATI

Morti

Nicolas Boileau (1711) – Poeta, scrittore e critico letterario francese
John Holmes (1988) – Pornodivo statunitense

Fu una giornata indimenticabile. Segnò la nuova era e la via maestra di una Chiesa che stava per percorrere strade piene di buche e di ostacoli insormontabili. Papa Francesco il 13 marzo 2013 ridisegnò la struttura del Vaticano. Auguri!

Papa Francesco (in latinoFranciscus PP., in spagnoloFrancisco), nato Jorge Mario Bergoglio (pronuncia italiana /berˈgɔʎʎo/; pronuncia spagnola [βeɾˈɣoɣljo], [beɾˈɣoɣljo]Buenos Aires17 dicembre 1936) è, dal 13 marzo 2013, il 266º papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma, 8º sovrano dello Stato di Città del Vaticanoprimate d'Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice. Di nazionalità argentina, è il primo papa proveniente dal continente americano

Appartiene ai chierici regolari della Compagnia di Gesù (Gesuiti) ed è il primo pontefice proveniente da quest'ordine religioso.

Nato in una famiglia di origini piemontesi e liguri, è il primogenito dei cinque figli di Mario Bergoglio, funzionario delle ferrovie salpato nel 1928 dal porto di Genova per cercare fortuna a Buenos Aires, e di Regina Maria Sivori, casalinga. Da parte di padre, il bisnonno Francesco era nativo di Montechiaro d'Asti, mentre il nonno Giovanni Angelo era nato in località Bricco Marmorito di Portacomaro Stazione, frazione di Asti non lontana da Portacomaro, ove è sopravvissuto un ramo della sua famiglia; la nonna Rosa era originaria di Piana Crixia in provincia di Savona. Da parte materna, il nonno era originario di Santa Giulia di Centaura, frazione collinare di Lavagna in provincia di Genova; la nonna era originaria della frazione Teo di Cabella Ligure in provincia di Alessandria

All'età di 21 anni, a causa di una grave forma di polmonite, gli viene asportata la parte superiore del polmone destro. Infatti a quell'epoca malattie polmonari come infezioni fungine o polmoniti erano curate chirurgicamente per la scarsità di antibiotici. Anche per questo i vaticanisti lo esclusero dalla lista dei papabili durante il conclave della sua elezione. 

Perito chimico, si è mantenuto per un certo periodo facendo le pulizie in una fabbrica e poi facendo anche il buttafuori in un locale malfamato di Córdoba. In base a quanto dichiarato dallo stesso, ha avuto anche una fidanzata prima d'intraprendere la vita ecclesiastica. 

Decide di entrare nel seminario di Villa Devoto e l'11 marzo 1958 comincia il suo noviziato nella Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile e tornando a Buenos Aires in seguito, per laurearsi in filosofia nel 1963. Dal 1964 insegna per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires. 

Riceve l'ordinazione presbiterale il 13 dicembre 1969 con l'imposizione delle mani da parte dell'arcivescovo di Córdoba Ramón José Castellano.

Dopo altre esperienze d'insegnamento e la nomina a padre superiore provinciale dell'Argentina (dal 31 luglio 1973 al 1979) è rettore della Facoltà di teologia e filosofia a San Miguel. Nel 1979 partecipa al vertice della Celam (Consiglio episcopale latinoamericano) a Puebla de Zaragoza ed è fra coloro che si oppongono decisamente alla teologia della liberazione, sostenendo la necessità che il continente latino-americano faccia i conti con la propria tradizione culturale e religiosa. Nel 1986 si reca in Germania per un periodo di studio alla "Philosophisch-Theologische Hochschule Sankt Georgen" di Francoforte sul Meno con lo scopo di completare la tesi di dottorato, ma non consegue il titolo. Nel breve periodo tedesco Bergoglio ha modo di vedere e conoscere l'immagine votiva di Maria che scioglie i nodi, devozione che poi contribuirà a diffondere in Argentina. Ritornato in patria diventa direttore spirituale e confessore della chiesa della Compagnia di Gesù di Córdoba.

Il 20 maggio 1992 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Buenos Airestitolare di Auca. Riceve la consacrazione episcopale il 27 giugno 1992 con l'imposizione delle mani da parte del cardinale Antonio Quarracinoarcivescovo di Buenos Aires, assistito dal vescovo Emilio Ogñénovich e dall'arcivescovo Ubaldo Calabresi.

Il 3 giugno 1997 è nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. S쳭e alla medesima sede il 28 febbraio 1998, a seguito della morte del cardinale Antonio Quarracino. Diventa così primate d'Argentina. Dal 6 novembre dello stesso anno è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina.

Il 21 febbraio 2001 Giovanni Paolo II, tenendo un concistoro ordinario pubblico per la creazione di quarantadue nuovi cardinali e la pubblicazione dei due cardinali riservati in pectore nel concistoro del 21 febbraio 1998, lo crea cardinale del titolo di San Roberto Bellarmino. Prende possesso del titolo il 14 ottobre successivo. 

Dal 2005 al 2011 è a capo della Conferenza Episcopale Argentina.

Inoltre è consigliere della Pontificia commissione per l'America Latina, gran cancelliere dell'Università Cattolica Argentina, presidente della Commissione episcopale per la Pontificia Università Cattolica Argentina, membro della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, membro della Congregazione per il clero, membro della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, membro del Comitato di presidenza del Pontificio consiglio per la famiglia e membro del Consiglio post sinodale.

Durante il suo impegno come vescovo ha scelto uno stile di grande semplicità, spostandosi con i mezzi pubblici e rinunciando a vivere nella sede dell'Episcopato, a favore di un comune appartamento dove si cucinava da solo i pasti. 

Il motto che compare nello stemma adottato da Bergoglio dopo la sua ordinazione a vescovo è Miserando atque eligendo, espressione tratta da un'omelia di Beda il Venerabilesanto e dottore della Chiesa e traducibile come «[lo] guardò con misericordia (con sentimento di pietà) e lo scelse»:[31]


 

(IT)

«Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi" (Mt 9, 9). Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore. Vide un pubblicano e, siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: "Seguimi".»

(Beda il Venerabile, Homelie, traduzione dalle Omelie (Om. 21; CCL 122, 149-151))

Negli anni settanta nel Sudamerica si accese il dibattito sulla teologia della liberazione: Bergoglio non condivise le aperture di diversi membri importanti del suo ordine e assunse una posizione più moderata, esprimendo anche parole di condanna verso quei gesuiti che si lasciavano attrarre dalla teologia della liberazione. Quando partecipò nel 1979 a Puebla alla terza conferenza generale del Consiglio episcopale latinoamericano, fu tra i principali oppositori di questa riflessione teologica, anche se alcuni lo considerano vicino a una sua "scuola argentina". Durante gli anni della dittatura, s'impegnò in prima persona per offrire rifugio e protezione ai religiosi perseguitati per la loro vicinanza alla teologia della liberazione. Il Colegio Máximo dei gesuiti, di cui era il padre provinciale, divenne in quel periodo una centrale di soccorso dove, con la scusa degli esercizi spirituali, veniva fornito un nascondiglio sicuro e una via clandestina per poter lasciare il Paese.

Nel Documento di Aparecida, in occasione della quinta conferenza generale dell'episcopato latino-americano nel 2007, l'allora cardinale Bergoglio si espresse circa il merito dei singoli di ricevere l'Eucaristia. Il testo al punto 436 afferma che "Dobbiamo rispettare la coerenza eucaristica, vale a dire essere a conoscenza del fatto che non possono accedere alla Santa Comunione e allo stesso tempo agire con fatti o parole contro i comandamenti, soprattutto quando favoriscono l'aborto, l'eutanasia e altri gravi delitti contro la vita e la famiglia. Questa responsabilità pesa in particolare sui legislatori, i governanti e gli operatori sanitari".

Il cardinale Bergoglio criticò aspramente, perché "allontanano il popolo di Dio dalla salvezza", alcuni sacerdoti di Buenos Aires, che si erano rifiutati di battezzare i bambini nati da coppie non sposate o figli di madri nubili. 

Il cardinale Bergoglio, conformemente alla posizione ufficiale della Chiesa su questi temi, ha invitato il clero e i laici a opporsi all'aborto e all'eutanasia, ritenendo i movimenti politici a essi favorevoli espressione di una "cultura della morte".

Secondo il quotidiano britannico The Guardian, avrebbe una visione diversa da quella ufficiale della Chiesa sull'uso di contraccettivi, ritenendo che possono essere ammissibili per prevenire la diffusione di malattie anche se si è opposto alla loro distribuzione gratuita, proposta dal Governo Kirchner in Argentina. 

Bergoglio ha ribadito l'insegnamento della Chiesa cattolica sull'intrinseca immoralità delle pratiche omosessuali e, di pari passo, ha insegnato l'importanza del rispetto per le persone omosessuali. 

Nel 2010, in occasione del dibattito sulla legge sostenuta dal governo argentino volta a stabilire l'equivalenza tra matrimonio eterosessuale e unioni omosessuali, l'arcivescovo di Buenos Aires si oppose al disegno di legge, entrando in contrasto con la presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner. In una lettera alle Suore Carmelitane di Buenos Aires Bergoglio scrisse: 

«Il popolo argentino dovrà affrontare, nelle prossime settimane, una situazione il cui esito può ferire gravemente la famiglia. Si tratta del disegno di legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. [...] È in gioco l'identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di tanti bambini che saranno discriminati in anticipo, privandoli della maturazione umana che Dio ha voluto che si desse con un padre e una madre. È in gioco un rigetto frontale della legge di Dio, per di più incisa nei nostri cuori. [...] Non siamo ingenui: non si tratta di una semplice lotta politica; [...] bensì di una mossa del Padre della Menzogna che pretende di confondere e ingannare i figli di Dio.»

Alcuni hanno sostenuto che la sua militanza nella campagna contro la legge abbia contribuito alla sua approvazione e da qualche membro della Chiesa argentina la sua lettera fu vista a posteriori come un errore strategico. Nel 2012 la Chiesa argentina espose le sue ragioni nel dibattito su modifiche al codice civile argentino, ragioni che includevano la surrogazione di maternità e la fecondazione artificiale, ma evitando il linguaggio forte che le alienò consensi nel 2010. 

Il difficile rapporto tra la Casa Rosada e Bergoglio, iniziato già con la presidenza di Néstor Kirchner, è proseguito con fasi alterne fino all'elezione al soglio pontificio

Nell'enciclica Lumen fidei, redatta a quattro mani con papa Benedetto XVI, viene ribadito e valorizzato il ruolo della famiglia intesa come unione tra uomo e donna nel matrimonio:

«Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia. Penso anzitutto all'unione stabile dell’uomo e della donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza dell'amore di Dio, dal riconoscimento e dall'accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne (cfr. Gen. 2, 24) e sono capaci di generare una nuova vita, manifestazione della bontà del Creatore, della sua saggezza e del suo disegno di amore.»

Durante una conferenza stampa tenutasi il 29 luglio 2013 per il ritorno al Vaticano dal Brasile per la Giornata mondiale della gioventù, rispondendo a una domanda sulla lobby gay in Vaticano ha affermato:

«Mah! Si scrive tanto della lobby gay. Io ancora non ho trovato chi mi dia la carta d'identità in Vaticano con "gay". Dicono che ce ne sono. Credo che quando uno si trova con una persona così, deve distinguere il fatto di essere una persona gay, dal fatto di fare una lobby: perché le lobby, tutte non sono buone. Quello è cattivo. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla? Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega in modo tanto bello questo, [...] e dice: "non si devono emarginare queste persone per questo, devono essere integrate in società". Il problema non è avere questa tendenza, no, dobbiamo essere fratelli, perché questo è uno, ma se c’è un altro, un altro. Il problema è fare lobby di questa tendenza: lobby di avari, lobby di politici, lobby dei massoni, tante lobby. Questo è il problema più grave per me. »

L'11 aprile 2014, rivolgendosi alla delegazione dell'Ufficio Internazionale Cattolico dell'Infanzia, ha denunciato la "manipolazione educativa" dei bambini riguardo alla maturazione e all'identità sessuale, paragonandola ai regimi totalitari del Novecento:

«Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva. Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all'educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del "pensiero unico". Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: "A volte, non si sa se con questi progetti - riferendosi a progetti concreti di educazione - si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione".»

La critica è stata poi ribadita il 19 gennaio 2015 nella conferenza stampa durante il volo di ritorno dalle Filippine, conferenza in cui ha parlato esplicitamente di teoria del gender:

«Vent’anni fa, nel 1995, una Ministro dell’Istruzione Pubblica aveva chiesto un grosso prestito per fare la costruzione di scuole per i poveri. Le hanno dato il prestito a condizione che nelle scuole ci fosse un libro per i bambini di un certo grado di scuola. Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender. [...] Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai balilla, pensate alla Gioventù hitleriana... »

I medesimi concetti sono stati ribaditi il 27 luglio 2016, durante l'incontro con i vescovi polacchi a Cracovia, richiamandosi al pensiero del suo predecessore, Benedetto XVI:

«In Europa, in America, in America Latina, in Africa, in alcuni Paesi dell’Asia, ci sono vere colonizzazioni ideologiche. E una di queste - lo dico chiaramente con "nome e cognome" - è il gender! Oggi ai bambini – ai bambini! – a scuola si insegna questo: che il sesso ognuno lo può scegliere. E perché insegnano questo? Perché i libri sono quelli delle persone e delle istituzioni che ti danno i soldi. Sono le colonizzazioni ideologiche, sostenute anche da Paesi molto influenti. E questo è terribile. Parlando con papa Benedetto, che sta bene e ha un pensiero chiaro, mi diceva: "Santità, questa è l’epoca del peccato contro Dio Creatore!". È intelligente! Dio ha creato l'uomo e la donna; Dio ha creato il mondo così, così, così…, e noi stiamo facendo il contrario. Dio ci ha dato uno stato "incolto", perché noi lo facessimo diventare cultura; e poi, con questa cultura, facciamo cose che ci riportano allo stato "incolto"! Quello che ha detto papa Benedetto dobbiamo pensarlo: È l'epoca del peccato contro Dio Creatore!". E questo ci aiuterà. »

 

«Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!»

(Papa Francesco, 16 marzo 2013)

In una riunione dei vescovi latino-americani nel 2007 Bergoglio dichiarò: "Viviamo nella parte più ineguale del mondo, che ha fatto crescere ancora di più la miseria che si è ridotta di meno" aggiungendo "L'ingiusta distribuzione dei beni persiste, creando una situazione di peccato sociale che grida al cielo e limita le possibilità di una vita più piena per così tanti dei nostri fratelli". 

Il 30 settembre 2009 Bergoglio, parlando al convegno Las deudas sociales de nuestro tiempo ("I debiti sociali del nostro tempo") organizzato dall'Università gesuita del Salvador a Buenos Aires presso il Palace Hotel Alvear, citò il Documento di Santo Domingo redatto nel 1992 in occasione della quarta conferenza generale del Consiglio episcopale latinoamericano, documento in cui si afferma che "la povertà estrema e le strutture economiche ingiuste che causano grandi disuguaglianze" sono violazioni dei diritti umani. Bergoglio continuò la sua relazione descrivendo il debito sociale come "immorale, ingiusto e illegittimo",specialmente quando si verifica in una nazione che possiede le condizioni economiche necessarie per evitare i danni della povertà. Egli reclamò una risposta etica culturale e solidale per saldare il debito sociale nei confronti di milioni di argentini, per lo più bambini e giovani, affermando che è imperativo lottare per cambiare le condizioni strutturali, le attitudini personali o corporative che generano questo situazione.

Nel corso di uno sciopero di 48 ore tenutosi a Buenos Aires, sciopero indetto per la decisione del presidente Fernando de la Rúa di tagliare i salari e le pensioni dei dipendenti pubblici del 13%), Bergoglio predicando nella chiesa di San Cayetano, il santo patrono del lavoro e del pane, osservò la differenze esistente tra "poveri che sono perseguitati quando chiedono di poter lavorare e le persone ricche che ricevono applausi per essersi sottratti alla giustizia".

Nell'anno 2002, in piena crisi economica dell'Argentina, Bergoglio criticò aspramente la classe politica al potere dicendo: "Non dobbiamo tollerare il triste spettacolo di coloro che non sanno più come mentire e si contraddistinguono per il tentativo di mantenere i loro privilegi, la loro avidità e la loro ricchezza guadagnata con disonestà." Bergoglio proseguì pregando Dio affinché coloro che hanno responsabilità dirigenziali comprendessero che il vero potere è al servizio degli altri e affinché gli argentini affrontassero con coraggio la ricostruzione del loro paese. Le osservazioni dell'arcivescovo si conclusero con una critica alla "assuefazione alla povertà". Molti commentatori hanno sottolineato come sia evidente in diversi suoi interventi e commenti del tempo l'opposizione di Bergoglio al governo Kirchner. 

Nel giugno 2019 Papa Francesco ha parlato della emergenza climatica e l'irresponsabilità delle passate e presenti generazioni come "un brutale atto di ingiustizia verso i poveri e le generazioni future". Sono i poveri, infatti, che "soffrono il peggior impatto della crisi climatica".

«O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate.»

(Papa Francesco, 26 marzo 2016[)

Bergoglio ha sempre dedicato grande attenzione alle persone che vivono ai margini della società, tanto da affermare che il potere del papa deve essere il servizio, specie ai più poveri, ai più deboli e ai più piccoli. In quest'ottica, desidera una Chiesa di «prossimità», vicina all'umanità e alle sue sofferenze.

Nel 2001, durante una visita a un ospedale di Buenos Aires, ha voluto lavare e baciare i piedi a dodici malati di AIDS, criticando l'indifferenza della società verso gli ammalati e i poveri.

«Ribadisco la ferma condanna di ogni forma di tortura e invito tutti ad impegnarsi per la sua abolizione e per sostenere vittime e familiari.»

(Papa Francesco, 26 giugno 2017)

Bergoglio ha esposto la sua contrarietà alla pratica della tortura e ha sostenuto il ddl tortura che prevede l'introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento legislativo penale italiano. 

Bergoglio, anche alla luce dei suoi vent'anni di impegno come arcivescovo di Buenos Aires, ha dedicato particolare attenzione alle sfide e alle opportunità offerte dalla moderna società urbana. Questi scenari, talvolta visti con timore, si presentano infatti come particolarmente affascinanti per il cristianesimo, considerato che proprio nelle grandi città del tempo la Chiesa si formò e trovò modo di espandersi.

Le moderne città sono viste da Bergoglio come luoghi di incrocio e scambio dove i legami di etniaculturastoria non sono omogenei e, al tempo stesso, gli stessi diritti civili sono distribuiti in maniera non uguale. In questo contesto, per Bergoglio il cristiano è chiamato a impegnarsi nell'essere cittadino, mettendosi a servizio della comunità in cui vive e attuando comportamenti che "creano cittadinanza". "Agire da buoni cittadini – in qualunque città – migliora la fede": riprendendo la raccomandazione di san Paolo (Romani 13,1) Bergoglio evidenzia a questo proposito il valore dell'inculturazione: vivere a fondo l'umano, in ogni cultura, migliora l'esperienza religiosa e la vita stessa delle città. 

La capacità di riconoscere come fratelli le persone che vivono nella città apre alla speranza, radicata nella fede, di nuovi incontri dove riconoscere e servire il prossimo, superando le forze centripete presenti nelle realtà urbane, dove molti sono portati a vivere in un sostanziale isolamento[85]. Lo sguardo della fede deve servire a vedere l'altro come un concittadino e deve divenire, in questo modo, uno sguardo "civico". In questa prospettiva Dio, secondo Bergoglio, diventa anche la chiave per superare il relativismo moderno: ogni incontro e ogni volto sono unici e la verità si serve mostrando nuove strade in avanti e non giudicando il passato delle persone.

Secondo Bergoglio, l'atteggiamento del cristiano nelle città può quindi risolversi in tre atteggiamenti: la capacità di andare incontro all'altro e di creare prossimità; la testimonianza; la pazienza nel seguire i processi senza forzarne i tempi. Il cardinale Bergoglio era considerato uno dei candidati più in vista per l'elezione a pontefice nel conclave del 2005; secondo la ricostruzione del conclave operata dal vaticanista Lucio Brunelli sulla base del supposto diario di un cardinale elettore, Bergoglio sarebbe stato il cardinale più votato dopo Ratzinger. Pur se tradizionalmente il presule aveva sempre rifiutato incarichi di un certo peso nella curia romana, anche i cardinali che votarono per Carlo Maria Martini puntavano sul porporato argentino, che poteva contare sui voti di quasi tutti i cardinali provenienti dall'America Latina

Al secondo scrutinio i voti per Ratzinger aumentarono rispetto al primo, ma anche Bergoglio ottenne un numero di preferenze non trascurabile: i sostenitori di Bergoglio miravano a fargli ottenere 40 voti. Al terzo scrutinio a Ratzinger mancavano pochissimi voti per essere eletto: diversi cardinali del blocco di Bergoglio, allo scrutinio successivo, diedero a Ratzinger i voti che gli mancavano per l'elezione. 

Il pontificato di Benedetto XVI fu bruscamente interrotto quando, l’11 febbraio 2013, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto, lo stesso papa annunciò le proprie dimissioni, rese poi effettive il 28 febbraio seguente.

Il Conclave iniziò il pomeriggio del 12 marzo. L’elezione avviene la sera del giorno dopo, al quinto scrutinio. Bergoglio assume il nome di Francesco in onore di san Francesco d'Assisi.[93]. È il primo gesuita a diventare papa e il primo pontefice proveniente dal continente americano[94] (nonché il primo extraeuropeo dai tempi di Gregorio III).

«Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Vi ringrazio dell'accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca. [...] E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. [...] E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me. [...]»

(Il primo messaggio pubblico di papa Francesco)

Nel suo primo discorso pubblico come papa, dopo aver salutato affettuosamente la folla con un cordiale e semplice "buonasera", ha chiesto di pregare per Benedetto XVI, recitando insieme a tutti i fedeli la preghiera del Padre nostro, dell'Ave Maria e del Gloria al Padre. In seguito ha ricordato lo stretto legame tra il papa e la Chiesa di Roma, «che presiede nella carità tutte le Chiese», con un riferimento implicito alle parole introduttive della Lettera ai Romani di Ignazio di Antiochia. Ha poi chiesto ai fedeli di pregare anche per lui, sottolineando questo momento chinando il capo e rimanendo in silenzio per qualche istante. Anche in questo caso, si può cogliere un riferimento implicito al rito di ordinazione episcopale descritto dalla Tradizione apostolica di Ippolito di Roma, risalente all'inizio del III secolo, in cui spicca il richiamo al silenzio e la preghiera del popolo convenuto affinché le Spirito Santo discenda sul vescovo neoeletto.

Papa Francesco ha impartito poi la benedizione Urbi et Orbi senza l'abito corale e senza le tradizionali scarpe rosse preparate nella sagrestia della Cappella Sistina dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie Guido Marini e previsti per l'occasione, ma indossando solo l'abito piano bianco, con la croce pettorale in argento che utilizzava prima di essere eletto papa. Solo al momento della benedizione il nuovo pontefice ha indossato la stola, che poi ha subito tolto. Dopodiché, prima di congedarsi, ha nuovamente salutato i fedeli in piazza San Pietro, ringraziandoli per la loro accoglienza.

Il giorno seguente, padre Federico Lombardi, incontrando la stampa accreditata, ha raccontato che il neo-pontefice, subito dopo l'elezione, nel ricevere l'omaggio di tutti i cardinali nella Cappella Sistina, ha preferito stare in piedi piuttosto che utilizzare la poltrona a disposizione, è tornato nella Domus Sanctae Marthae sul pulmino con gli altri cardinali invece di utilizzare l'automobile papale. In seguito si è recato alla Casa del Clero dove aveva soggiornato nei giorni precedenti al Conclave, ha preso i suoi bagagli e ha pagato il conto. 

Il pomeriggio del 14 marzo Francesco ha concelebrato insieme ai cardinali elettori la missa pro Ecclesia nella Cappella Sistina. Ha scelto di proclamare l'omelia, improvvisata al momento, dall'ambone invece che ex cathedra.

Il Papa ha deciso di risiedere nella Domus Sanctae Marthae anziché nell'appartamento papale del Palazzo Apostolico