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Covid, l'economia che muore: fotografi e titolari di palestre con bilancio in rosso da un anno

Sport dimenticato, fotografi senza lavoro in mancanza di cerimonie. A Termoli si è ridotto del 50 per cento".

Per titolari di palestre, fotografi, professionisti e titolari di attività in genere il lungo di fatto iniziato con la prima ondata di Covid-19 dello scorso anno, con riaperture a "singhiozzo", sta mettendo in ginocchio tessuto il tessuto economico regionale, fatto per lo più di piccoli operatori economici.
    "Purtroppo dal 4 marzo 2020 al 13 Marzo 2021 ( oggi) abbiamo lavorato un mese e mezzo: settembre e ottobre fino al 20 quando hanno deciso di chiudere di nuovo le nostre strutture: palestre, scuole di danza , ginnastica ritmica. Tutto chiuso. L' agonismo potrebbe svolgere attività, ma purtroppo le sedi delle palestre scolastiche non possono essere usate e di conseguenza ci alleniamo online - spiega una professionista - Il danno economico è alto perchè gli affitti devono essere pagati e le utenze di base anche. Possiamo dire però che un piccolo ristoro c'è stato da parte dello Stato fino a dicembre scorso. Poi siamo stati dimenticati. Purtroppo lo sport è visto come un hobby e non come un vero lavoro e, quindi, proprio il Governo lo ha messo in secondo piano. Abbiamo cercato di continuare il nostro lavoro online, ma è difficile perchè tante ragazze si stanno arrendendo. Ora, se riusciremo a riaprire, bisognerà ricominciare da zero. Se nel 2019 avevamo 120 iscritti, ora forse ne abbiamo 30. I sacrifici di tanti anni sono andati in fumo.
    Stessa situazione per i fotografi, soprattutto per coloro che erano specializzati in matrimoni. "Non si può sposare nessuno - dice un operatore della città - di conseguenza non possiamo lavorare. Teniamo aperto il locale per offrire un servizio, ma non facciamo nulla. Il lavoro è quasi a zero".
    A peggiorare la situazione, l'attivazione della zona rossa prima per il Basso Molise con ordinanza del 7 febbraio scorso poi per tutto il Molise tuttora in vigore. (ANSA)
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