Consiglio Regionale, Calenda, Iorio e Romagnuolo: rimuovere la struttura commissariale e la dirigenza Asrem

Di Viviana Pizzi

Toma assente in aula salta l' informativa del presidente della Regione Donato Toma. Si passa direttamente al secondo punto all'ordine del giorno che si tratta della mozione per chiedere la rimozione di Giustini. Prima di questo un minuto di silenzio per la strage di via Fani. 

A fare da sfondo a tutto questo la manifestazione organizzata dal gruppo spontaneo dal nome "Cacciamoli". A capo di essa, a cui dovrebbero partecipare circa 100 persone, c'è Emilio Izzo già titolare di numerose proteste per la sanità pubblica. La manifestazione, molto forte e durissima, sta spostando l'inizio del Consiglio regionale che è in ritardo di quasi due ore. Chiusi nelle loro stanze a decidere di spartizioni di voti di mozioni mentre la gente che protesta fuori diventa sempre più forte. 

Al punto 2 all'ordine del giorno si aggiunge un emendamento presentato dai consiglieri Calenda, Romagnuolo e Iorio. Su questo punto Greco ha chiesto e ottenuto due minuti di sospensione dei lavori. Il punto relativo a Giustini si sopprime quindi si passa direttamente al voto. 

SOSTITUIRE TUTTI: ECCO L'EMENDAMENTO DI IORIO CALENDA E ROMAGNUOLO

Tocca al consigliere Michele Iorio illustrare l'emendamento. Una mozione che si inserisce in una indagine giudiziaria in cui non ci dovevano essere interpretazioni di nessun genere.

"Non condividiamo la mozione principale - sottolinea- perché si punta il dito solo sul commissario che si è dimesso. Il dato politico della gestione Covid è negativa anche per scelte che hanno portato alla decisione della scelta del Cardarelli. Un subemendamento che dia alla Regione la possibilità di cambiare marcia nella gestione Covid. Quello che viene imputato alle politica sono le scelte sbagliate. Abbiamo assistito a un balletto di documenti del Consiglio Regionale che di fatto non sono stati rispettati. Mi riferisco alla struttura commissariale, all'Asrem e alla mancata iniziativa del presidente Toma di dare seguito a quanto deciso dal Consiglio Regionale all'unanimità. Scegliendo il Cardarelli e individuando vicino al Cardarelli gli ambulatori nella cosiddetta "torre Covid" con l'abbattimento di tutto l'esistente con una rianimazione e una subintensiva con un numero di posti letto insufficienti alla problematica Covid. Si puntava sul fatto che il Covid fosse in fase recessiva. Non è stato così allora e non è così nemmeno adesso. Chiediamo con questa mozione di esprimere un giudizio negativo su chi ha gestito il piano dell'emergenza Covid e rivolgiamo l'impegno per rinunciare alla costruzione della Torre Covid. Siamo con la ditta interessata invece al balletto delle responsabilità se si dovesse continuare a insistere su questa eventualità. Una certezza dando un obiettivo dobbiamo trovare una sicurezza per tutti i pazienti. Siamo al trasferimento giornaliero di chi va fuori dal Molise. Ci sono ospedali da campo e strutture esterne attrezzate per rianimazioni a Campobasso, Isernia e Termoli. Riteniamo che il personale vada ricercato non solo per Larino ma anche per queste strutture. Queste cose il consiglio regionale e i molisani le conoscono e si rendono conto della complessità di gestire una emergenza come questa, La mozione è basta sulla ripresa del dialogo per il Covid post di Larino e l'azzeramento di tutte le cariche, dalla struttura commissariale alla dirigenza Asrem. Per queste ragioni abbiamo presentato un emendamento sostituitivo e intendiamo sostenerlo". 

Anche la Consigliera Filomena Calenda sostiene l'emendamento chiedendo la rimozione del subcommissario e del direttore generale dell'Asrem. "Mi sento responsabile pur non avendo alcuna responsabilità in merito - sostiene- ci sono per caso burattinai che sostengono queste richieste? Ribadisco ora sperando di non tornare più sui rami secchi. Facciamo ripartire Larino per cui non servono tutti quei milioni per realizzarsi. Se ben portata all'attenzione questa questione il premier saprà dare risposte esaustive. 


NIRO: DIRE CHE IL CENTRO COVID SI POSSA FARE A LARINO E' UNA VERGOGNA


L'assessore  Vincenzo Niro chiede se i colleghi abbiano letto il tenore della mozione e sappiano da dove arriva. "La mozione è un documento che parte dall'insediamento della struttura commissariale- sostiene- per arrivare a questa gestione. Siamo commissariati da quando siamo in piano di rientro. Siamo stati completamente esautorati dalle nostre funzioni ivi compresa la competenza per quanto riguarda la sanità perchè lo hanno detto diverse sentenze della Corte Costituzionale. Cosa resta? La mozione veniva fuori da notizie che si sono state apprese con una visita ispettiva del Molise. Una gestione sanitaria con forti criticità. Abbiamo una competenza che ci impone di fare chiarezza di tutti loro che si sono resi responsabili a vario titolo di quello che sta avvenendo in mozione. Una mozione di cui viene cambiato completamente il senso. Non so chi si è reso responsabile della sanità a quali livello. Il primo punto della mozione non era relativo a Angelo Giustini ma alla struttura apicale. Su quello che è accaduto ho presentato due emendamenti di modifica soprattutto in conseguenza della conoscenza delle dimissioni ad acta. Qualcuno ha deriso quando qualcuno ho detto in aula che finalmente emerge la verità. Commissario responsabile della cattiva gestione della sanità. C'è una questione verità al popolo molisano. Il 15 giugno avevamo già dato indirizzo per il Vietri. Se si continua su questo fronte si va contro i divieti dei ministeri. Vi invito a leggere le relazioni del 2012. Non prendiamoci in giro ma soprattutto non prendiamo in giro le persone. Chi se ne è assunto le responsabilità ha avuto tutti gli elementi per farlo. Sostenere una cosa del genere è una vergogna. E io non mi macchierò di una cosa del genere e per questo voto decisamente no chiedendo appello nominale per me Nicola Cavaliere e Gianluca Cefaratti". 

GRECO: PRONTA LA MOZIONE DI SFIDUCIA CON 8 FIRME


E' intervenuto in merito anche il consigliere Andrea Greco. "Non riesco a pensare che tutto questo sia vero- ha sostenuto - tutto questo mi sembra una vera e propria sceneggiata. Alla vigilia dei 400 morti all'assise non è rimasta altro che andare a casa. Dico a tutti che dobbiamo essere all'altezza dei discorsi che abbiamo fatto. C'è una mozione di sfiducia sulla quale ci sono già 8 firme. La firmo davanti a voi per mettere fine a questa vergogna assoluta a cui stiamo assistendo da un anno. Mi vergogno di essere in queste istituzioni. Dovete firmare la mozione di  sfiducia. Si metta a verbale che c'è giò la mia sfiducia. Dico ai colleghi di maggioranza di firmare la mozione e andare a casa. Qualsiasi altra mozione è ridicola. Non è così non ci sto. Purtroppo amaramente e disperatamente non è così perchè Toma veniva a prendere impegni e poi veniva in aula a prendere impegni. Le responsabilità sono soprattutto politiche. Mi dispiace che non c'è il presidente Toma che ha dimostrato in questo frangente troppa vigliaccheria politica. Al nodo del pettine. A 35 anni non voglio più stare con questa legislatura. Dobbiamo andare a casa tutti formalizzando la richiesta di mozione di sfiducia. Il primo responsabile di quanto accaduto è del presidente Toma. Il primo responsabile è il presidente Toma in contumacia con tutto quello che è interessato in questa regione in questi anni. Questo è solo il tempo di andare a casa. Questa classe politica ha rappresentato un tale nullismo".

FANELLI: TENTATIVI DI FUGHE ROMANE METTONO TOMA IN CONTUMACIA

La sfiducia politica da parte nostra e da parte del Movimento Cinque Stelle è un atto dovuto. "Usciamo fuori regione da morti e da vivi - ha sostenuto - in questa aula per tre volte vi ho chiesto di stabilire i controlli sui vaccini. In tutte le strutture amministrative è sempre colpa del sindaco. Oggi presentiamo una interrogazione sul perchè ai centralini dell'Asrem non risponde mai nessuno. Perchè le cose più banali sull'ordinario non vengono fatte. Toma bocciato a Roma, Toma bocciato in aula e ora bocciato anche dai molisani. Oltre le voci ma quelli che sentono la paura in silenzio. Il consiglio regionale ha l'obbligo di rispettare questo sentimento. Credo che anche questa maggioranza sostenga. Non può essere oggi cambiamo la mozione. Comportare sul piano istituzionale che al suo interno ha persone oneste. L'impianto di quella mozione, quella originale su Giustini è oscena. In questa fase la lucidità politica è d'obbligo. I dati della pandemia su intensive e subintensive e manca il controllo sui vaccini vuol dire che siamo arrivati a non gestire nulla. Non può che essere votata una mozione di sfiducia al presidente. Il commissario ad acta non deve essere Toma.Voteremo solo la mozione di sfiducia nei confronti del presidente Toma. Non è più il momento di dire che chi è corresponsabile possa essere il commissario per la sanità". 



Successivamente hanno sostenuto la tesi della mozione di sfiducia in aula anche i consiglieri Calenda e Primiani. Dopo il protocollo della mozione di sfiducia il presidente Micone ha aggiornato il consiglio regionale al 6 aprile. Alla capigruppo toccherà stabilire quando verrà calendarizzata la mozione. Si apre quindi la fase di trattative per evitare che il Governo Toma cada. Sarà quindi una Pasqua di vera passione per la maggioranza di centrodestra.