South Beach a Montenero di Bisaccia: la paola al presidente Toma

DIRETTA
di Viviana Pizzi

Le minoranze e la consigliera regionale Filomena Calenda hanno presentato la mozione di sfiducia al Goverrnatore Toma. Hanno chiesto di passare dalle parole ai fatti. In un primo momento la consigliera Aida Romagnuolo non aveva firmato ma lo ha fatto successivamente. Alla fine il documento lo ha firmato anche l'ex presidente Michele Iorio. Il Pd ha chiesto inoltre, tramite il segretario Facciolla, a  Toma di tornare da Roma e dimettersi. Ad annunciarla in aula ci hanno pensato i capigruppo del Movimento Cinque Stelle e del Pd Andrea Greco e Micaela Fanelli. Soddisfazione per chi è fuori dal consiglio, con la manifestazione Cacciamoli voluta dai cittadini guidati da Emilio Izzo e Andrea Di Paolo, chiedevano proprio al consiglio di andare a casa. Se quando la mozione verrà calendarizzata tutti e undici i firmatari la votano il presidente Donato Toma e i consiglieri regionali andranno tutti a casa. 

"Non riesco a pensare che tutto questo sia vero- ha sostenuto Greco - tutto questo mi sembra una vera e propria sceneggiata. Alla vigilia dei 400 morti all'assise non è rimasta altro che andare a casa. Dico a tutti che dobbiamo essere all'altezza dei discorsi che abbiamo fatto. C'è una mozione di sfiducia sulla quale ci sono già 8 firme. La firmo davanti a voi per mettere fine a questa vergogna assoluta a cui stiamo assistendo da un anno. Mi vergogno di essere in queste istituzioni. Dovete firmare la mozione di  sfiducia. Si metta a verbale che c'è già la mia sfiducia. Dico ai colleghi di maggioranza di firmare la mozione e andare a casa. Qualsiasi altra mozione è ridicola. Non è così non ci sto. Purtroppo amaramente e disperatamente non è così perchè Toma veniva a prendere impegni e poi veniva in aula a prendere impegni. Le responsabilità sono soprattutto politiche. Mi dispiace che non c'è il presidente Toma che ha dimostrato in questo frangente troppa vigliaccheria politica. Al nodo del pettine. A 35 anni non voglio più stare con questa legislatura. Dobbiamo andare a casa tutti formalizzando la richiesta di mozione di sfiducia. Il primo responsabile di quanto accaduto è del presidente Toma. Il primo responsabile è il presidente Toma in contumacia con tutto quello che è interessato in questa regione in questi anni. Questo è solo il tempo di andare a casa. Questa classe politica ha rappresentato un tale nullismo".

La sfiducia politica da parte nostra e da parte del Movimento Cinque Stelle è un atto dovuto ha sostenuto Fanelli. "Usciamo fuori regione da morti e da vivi - ha sostenuto - in questa aula per tre volte vi ho chiesto di stabilire i controlli sui vaccini. In tutte le strutture amministrative è sempre colpa del sindaco. Oggi presentiamo una interrogazione sul perchè ai centralini dell'Asrem non risponde mai nessuno. Perchè le cose più banali sull'ordinario non vengono fatte. Toma bocciato a Roma, Toma bocciato in aula e ora bocciato anche dai molisani. Oltre le voci ma quelli che sentono la paura in silenzio. Il consiglio regionale ha l'obbligo di rispettare questo sentimento. Credo che anche questa maggioranza sostenga. Non può essere oggi cambiamo la mozione. Comportare sul piano istituzionale che al suo interno ha persone oneste. L'impianto di quella mozione, quella originale su Giustini è oscena. In questa fase la lucidità politica è d'obbligo. I dati della pandemia su intensive e subintensive e manca il controllo sui vaccini vuol dire che siamo arrivati a non gestire nulla. Non può che essere votata una mozione di sfiducia al presidente. Il commissario ad acta non deve essere Toma.Voteremo solo la mozione di sfiducia nei confronti del presidente Toma. Non è più il momento di dire che chi è corresponsabile possa essere il commissario per la sanità". 



Dopo il protocollo della mozione di sfiducia il presidente Micone ha aggiornato il consiglio regionale al 6 aprile. Alla capigruppo toccherà stabilire quando verrà calendarizzata la mozione. Si apre quindi la fase di trattative per evitare che il Governo Toma cada. Sarà quindi una Pasqua di vera passione per la maggioranza di centrodestra.