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Romagnuolo: Calenda non rappresenta me e le donne in Giunta


"Ieri ho e abbiamo assistito e vissuto, una delle  pagine più tristi e buie della storia politica consumata nel nostro Molise. Avevamo un'occasione unica ed irripetibile, quella cioè di porre fine ad un triste scenario portato ormai avanti da ben tre anni e soprattutto, consumato in un momento come quello che stiamo vivendo dove ogni giorno contiamo i morti a causa del Covid che, in questo momento, nel Molise hanno superato la soglia dei 400. Era l'occasione, di dare  voce alle richieste dei cittadini che non si sono sentiti tutelati da questa nostra classe politica regionale (sia maggioranza che minoranza), che non è riuscita nemmeno a garantire, per assoluta incapacità, il diritto alla salute di tutti noi e il non essere riuscita a creare un centro covid a Larino".

Lo ha dichiarato la consigliera regionale Aida Romagnuolo, tra gli undici firmatari della mozione di sfiducia a Toma e alla Giunta Regionale.

"Una vera punizione per tutti. Strani giochi politici di potere, creati ad arte solo per creare ulteriori disagi e danni ai cittadini molisani e a quelli più disagiati e bisognosi in particolare. - ha continuato-  La consigliera Calenda, che prima firma la mozione di sfiducia in consiglio regionale e non nel bar dello sport contro il Presidente della Regione, che sia in aula che sulla stampa da giorni dichiarava ripetutamente che si doveva tornare a casa perché Toma e la sua giunta erano inadeguati, dopo pochi minuti  dalla firma della mozione di sfiducia, rinnega tutto  per comprarsi e non meritarsi, una poltrona da assessore. Dov'è il pudore, la coerenza, la lealtà e soprattutto la dignità di queste persone che con questi comportamenti tirano schiaffi in faccia a tutti noi molisani? Una cosa è  certa, la Calenda con tutto il rispetto, non mi rappresenta e né tantomeno rappresenta la quota rosa in Giunta, anche perché credo che occupare quel ruolo quasi abusivamente sia una grande offesa per tutte le donne del mondo, anzi, quella quota la definirei la quota nera. Sono rimasta sconvolta e mai avrei mai immaginato che si potesse arrivare a tanto, sia da parte di chi le ha proposto l'assessorato e sia da parte di chi, la Calenda, l'ha accettato. Con grande determinazione e convinzione, io ho firmato la mozione di sfiducia provando un grande senso di responsabilità e, la prima cosa che ho pensato, sono stati i tanti cittadini molisani che hanno perso la vita a causa del Covid, e ai loro familiari che li piangono. Un gesto e un atto di totale menefreghismo, che resterà nella storia della nostra Regione. Mi dissocio e resto sempre più convinta, che al primo posto della mia azione politica restano solo il Molise e i cittadini".