di Viviana Pizzi

"A Toma darei un 5 e mezzo". Ha concluso così la neo assessora Filomena Calenda l'intervista con Moliseweb di Maurizio Varriano. Quindi poco meno della sufficienza a un presidente con cui, nei prossimi due anni, dovrà condividere linee programmatiche e problemi da risolvere. Tra questi le vertenze Gam e Unilever. E sulla inversione a U che ha messo in pratica passando dalla firma della mozione di sfiducia alla nomina assessorile ha dichiarato: non mi vergogno di nulla, non sono io quella passata dal centrodestra al centrosinistra o viceversa Sono stata eletta con la Lega. 

Le risposte al termine di un confronto giornalistico durato più di mezzora dove sono state diverse le tematiche ,messe a fuoco. Dai problemi del lavoro ai rapporti con le altre consigliere del presente e del passato e anche un rapporto col linguaggio di genere. E' partita infatti proprio dal dichiarare apertamente che vuole essere declinata al maschile. "Non mi piace assessora - ha dichiarato- non è importante come mi chiamano ma quello che sarò in grado di fare".

Su questo tema ci torneremo successivamente. Ora andiamo a scandagliare tutta la situazione che la ha portata alle decisioni politiche attuali. Il primo di tutti, quello che si chiedevano tutti. E' stato tutto orchestrato? La decisione di cambiare Marone con Calenda era già stata presa? "Non è stato orchestrato nulla - ha dichiarato Calenda- non ho tolto nulla a nessuno. Ci voleva un segnale politico di cambiamento e c'è stato. Per tre anni ci sono stati gli assessori esterni ora c'è una consigliera eletta". 

Poi il parallelo col Governo nazionale: "Siamo sullo stesso livello - ha sostenuto Calenda - i problemi di Fratelli d'Italia sono cose lontane. Ma ora mi spieghi la minoranza la coerenza che hanno chi diceva "mai con il 5 stelle" e "mai col partito di Bibbiano". 

Poi sollecitata dalle nostre domande ha risposto agli attacchi o accuse come si vogliano chiamare ricevuti non solo dall'opposizione ma dalle stesse colleghe di maggioranza. 
"A Giuditta Lembo chiederò quali sono le logiche non appena avrò occasione di incontrarla- ha sostenuto - Micaela Fanelli ha fatto tante battaglie per la rappresentanza di genere va bene. Ho ancora il suo messaggio dove mi scrive "Una di voi in Giunta". La stimo tantissimo. sarà assessore alle politiche sociali e rispondendo a Emilio Izzo dico che non c'è nessun conflitto d'interesse con il mio lavoro, quello lo ho lasciato ad altri"

Ma in un'altra parte dell'intervista torna anche a rispondere ad Aida Romagnuolo e a una ex collega senza farne mai il nome. "I comunicati vanno e vengono, non li avevo letti- con la mia ex collega ci rivediamo nel 2023". 

Il suo ruolo Filomena Calenda lo vede come necessario come ultimo tassello nell'aver eliminato definitivamente la Lega dal consiglio regionale. Le due ex elette sono state espulse e non c'è più nessun assessore esterno che la sostenga. Nonostante i voti con cui sono sedute in consiglio sono proprio quelli, 

Poi sulla programmazione: "Il discorso sulla rimozione di Florenzano resta aperto, continuo a sostenere che ci sono stati degli errori. La mia firma alla mozione di sfiducia la ho dovuta necessariamente ritirare con un documento. Ora i cittadini molisani hanno bisogno di risposte . Non mi sottraggo ad esse ma mantengo la mia posizione. Oggi devo pensare al mio nuovo impegno. Ribadisco che con Marone non era stato deciso ancora nulla. Tutto quello che è accaduto lo abbiamo saputo nel pomeriggio". 

Poi un passaggio su Nicola Morra. "Mi piacerebbe sapere cosa vuole da me uno che ha attaccato anche la compianta presidente della Regione Calabria Jole Santelli che si era candidata pur sapendo di avere un brutto male. Io l'aspetto". 

E sugli attacchi social: "mi danno la forza so che devo andare avanti, aspettino prima di giudicare". Ma non finisce certamante qui. Ci sono i problemi da risolvere e su quelli si affiderà alla struttura già esistente. Non sa se andrà a Roma a discutere della vertenza Unilever come non sa chi sarà il prossimo vicepresidente del Consiglio regionale, carica dalla quale si è dimessa come si dimise dalla presidenza della IV commissione quando ottenne il precedente incarico.