Rita D’Addona nel Consiglio Nazionale delle Acli

Campobasso, 2021/ 20 marzo. Una donna molisana nel Consiglio Nazionale delle Acli. “La scelta di eleggere la molisana Rita D’Addona tra le 7 donne del Coordinamento Donne nel Consiglio Nazionale delle Acli, gratifica la nostra dimensione aclista del territorio e allo stesso tempo spinge la nostra Acli a programmare con impegno, competenza e solidità il confronto con le altre realtà del Paese per fare rete e puntando sempre più alla formazione con lo sguardo attento verso gli scartati dalla società”. Così, il Presidente di Acli Molise aps Enzo Scialò nel commento a margine del Consiglio Nazionale delle Acli per ridisegnare gli organismi per la nuova presidenza guidata dal neo eletto Emiliano Manfredonia.  Dal consiglio, svoltosi ieri con una prima sessione della mattina che ha visto l’elezione della rappresentante Nazionale del Coordinamento donne Chiara Volpato con la partecipazione delle sette consigliere in quota rosa (tra le quali la D’Addona) e di tutti i presidenti regionali,  in parte in presenza e in parte in modalità da remoto.  Dalla nuova geografia, la conferma del programma incentrato, in modo particolare, sul tema LAVORO: i giovani, il lavoro povero, le difficoltà nel lavoro, il welfare sono i segmenti del lavoro per i quali l’’Associazione Cristiana dei lavoratori (ACLI) vuole confrontarsi e avere un ruolo nella politica per dare voce agli scartati.  Lo ha affermato Emiliano Manfredonia  nella sua relazione  introduttiva  con l’affermazione su giovani lavoro e  welfare “torneremo ad ispirare i giovani. Spero che questo mandato si incentri sul tema del lavoro, un duro lavoro,  che metta in luce il duro lavoro nel sistema del welfare” perché – ha indicato Manfredonia -  un buon welfare sostiene un buon lavoro”. Un impegno, nel lavoro e nel sociale, che viene affidato anche alle donne acliste nei territori.  Una corresponsabilità richiesta dai territori per ri-costruire un tessuto sociale, oggi più che mai, soffocati dalle crisi su più livelli. Dal Molise, dunque, la voce del Coordinamento Donne nel Consiglio Nazionale per promuovere equità, inclusione e formazione. “Come donna e donna del Molise – ha dichiarato la neo consigliera D’Addona  -  sento  l’instancabile desiderio di vedere quell’oltre richiamato dalla figura di San Giuseppe celebrato ieri. Giuseppe è colui che accoglie, custodisce e sogna. Dove gli altri non vedono nulla, Giuseppe, facendosi sognatore è colui che guarda oltre come ha detto Papa Francesco.

Guardare cioè a quell’oltre nelle fragilità, nei disagi delle prossimità in favore della crescita umana  e dello sviluppo integrale dei territori,  potenziali serbatoi di risorse umane e produttive,  per  un territorio connesso e vivibile per il bene delle comunità.  La parola equità pronunciata dalla Volpato deve risuonare come un gong nel nostro Molise più che mai disgregato e assetato di unità.
La stessa unità e quell’impegno sollecitato da Giovanni Paolo II, in visita pastorale in Molise, il 19 marzo 1995, quando, ai piedi della Madre Addolorata, Patrona del Molise, disse sappiate offrire l’impegno per una profonda e fattiva unità: unità nelle Comunità familiari. Mai il cuore della Madre debba addolorarsi per le divisioni dei suoi figli!
Vedo la mia elezione nel Consiglio Nazionale Acli come l’affermazione di un cammino guidato dalla formazione, dall’esperienza in ambito educativo, giornalistico ed ecclesiale e da una forte propensione verso il sociale già maturata nel mio percorso lavorativo nella diocesi di Campobasso. Oggi, si consolida con la modernità del pensiero femminile che deve richiamare a quell’impegno indicato da Giovanni Paolo II e più volte sollecitato da Papa Francesco  con l’elogio alla femminilità le donne sono concrete e sanno tessere con pazienza i fili della vita”.

Il nostro augurio – soggiungono dalla Presidenza delle Acli Molise - va a padre e madre, genitore di quel giovane uomo o giovane donna, perché si facciano solleciti di un cambiamento radicato nella solidarietà e nella equità. L’augurio alla nuova squadra aclista affinché diventi timoniere di una “barca” sulla quale uomini e donne possano affrontare le tempeste che ci attendono e realizzare il sogno perché “nessuno sia lascato solo”.