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Covid, a Campobasso cittadini di serie B: nessuno screening gratuito sulla popolazione ma le scuole sono chiuse

di Viviana Pizzi

La seconda ondata del Covid stava per arrivare. L'Asrem per decisione del direttore generale Oreste Florenzano e della dirigente Virginia Scafarto decise di procedere a test sierologici gratuiti per le città di Campobasso, Isernia e Termoli. I test però erano rivolti soltanto ai giovani fino ai 35 anni, ed era una cosa per controllare che la Movida fosse meno pericolosa. Era ancora il tempo dei ristoranti aperti la sera fino alle 23 e dei locali in centro che avrebbero potuto affollarsi. 

Nel frattempo la pandemia da Covid è tornata con tutta la sua prepotenza in Molise. I morti sono 422 in totale stando ai dati Asrem, di più secondo le conte ufficiose dei vari comitati per la sanità pubblica. Per tentare di tenere sotto controllo i contagi in molti piccoli comuni della Regione sono stati attivati gli screening gratuiti di tamponi antigenici con il metodo del drive-through. Lo hanno fatto anche a Termoli, comune in zona rossa dal 7 febbraio e che lo resterà ancora per un'altra settimana. Ricordiamo che a organizzarli ci pensano le amministrazioni comunali. 

Nessuna voce in tal senso invece dal Comune di Campobasso. Come se non fosse necessaria una mappatura del contagio più capillare. Come se non ci fossero focolai da tenere sotto controllo. Eppure, al pari di molti altri comuni, anche nel capoluogo di regione le scuole resteranno in Dad anche in zona arancione, che scatta da oggi dopo tre mesi di zona rossa regionale. Tanti provvedimenti ma nessun screening gratuito sulla popolazione. Come se avere la residenza a Campobasso fosse un peccato originale. Altrettanto non avere soldi per andare a fare un tampone privato a un costo minimo di 20 euro. Il Pd di Campobasso ha presentato una mozione in tal senso ma sarà discussa solo al prossimo consiglio comunale di Campobasso. Siamo ancora lontani dall'organizzazione. 

Vivere in una città grande in questo caso è una discriminante. Il Comune non mette a disposizione un servizio che pure farebbe comodo a quelle fasce di popolazione che non possono accedere alla sanità privata. E che se devono ricoverarsi per qualsiasi patologia non possono che andare a curarsi al Cardarelli di Campobasso. Cittadini di serie B quindi, che se non hai soldi non puoi nemmeno fare un tampone di controllo per sapere se sei o meno un positivo asintomatico.