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di Viviana Pizzi

Il giorno dopo le dichiarazioni di Unilever, che convertirà l'attuale produzione nel 2024, la sindaca di Pozzilli Stefania Passarelli e il delegato sindacale Cisal Antonio Martone hanno espresso le loro perplessità sul futuro dei 300 lavoratori dello stabilimento che ora produce detersivi per la casa, ma dopo produrrà anche articoli per la cura della persona e alimentari con un nuovo sistema di smaltimento della plastica. Dettagli che la stessa sindaca ha dichiarato di non conoscere ancora a fondo al microfono di Maurizio Varriano. L'obiettivo è comune: garantire la stabilità occupazionale e la serenità dei lavoratori. 

"Al Mise si sarebbe dovuta tenere una riunione sui caratteri generali della situazione - ha spiegato Martone - del progetto di dismissione si parla già dal 2018. Ieri invece è andato in scena l'atto finale in cui si è parlato nei dettagli. Ancora ci sono situazioni da dipanare soprattutto per quanto riguarda la situazione occupazionale. Siamo delusi da questo comportamento I lavoratori però devono essere tranquilli. Unilever ha annunciato una fase di confronto per arrivare a stabilire cosa accadrà da qui al 2024. Sul lato degli ammortizzatori dovremo confrontarci anche con la Regione, Siamo fiduciosi nelle istituzioni e abbiamo ancora fiducia in Unilever". 

La sindaca Stefania Passarelli ha poi sostenuto di non conoscere ancora a fondo il progetto della nuova società riguardo alle tonnellate di plastica da smaltire. Si tratterebbe di 130mila tonnellate. 

"Ogni cambiamento ha la sua preoccupazione - sostiene la sindaca - Dobbiamo lavorare per continuare a mantenere questo stabilimento a Pozzilli e garantire i livelli occupazionali. spero che questa azienda continui a lavorare qui sul territorio. Se agli operai, a cui verrà chiesto di cambiare il proprio lavoro, verrà garantito lo stesso livello occupazionale allo stesso stipendio siamo pronti a sederci al tavolo di confronto. Se sarà una cosa diversa lo vedremo. Mi sento di dire che è necessario trovare un'intesa che soddisfi tutti per il bene dei padri di famiglia coinvolti e che insistono con la loro vita sul territorio". 

Ma la posizione di Martone è leggermente diversa ed è legata ad anni passati allo stabilimento con la vecchia produzione. Si sente deluso e lancia anche degli attacchi precisi contro gli altri sindacati che a suo dire non avrebbero fatto abbastanza per trovare soluzioni diverse da quella che si sta creando ora. 

"Siamo delusi - ha sostenuto- se i sindacati fossero stati tutti uniti avremmo potuto trovare una soluzione alternativa mantenendo lo stesso tipo di produzione. Ora però il nostro obiettivo è la tutela dei lavoratori. Unilever dice che si raggiungerà l'obiettivo in 24 o 36 mesi massimo nel 2024. Il tempo mi sembra troppo lungo perché  guardandomi in giro ho visto che nessuna delle riconversioni a cui ho assistito ha terminato il proprio percorso. Ora i sindacati sono uniti alla ricerca della tutela dei livelli occupazionali". 


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