Covid. Lanza: Il nuovo Commissario ad Acta apra un tavolo sanitario, il Prefetto ne sia garante

Si è svolto questo pomeriggio l'incontro tra Nicola Lanza,Azione Civile (sanità in Molise e il Prefetto di Campobasso, dott. Francesco Antonio Cappetta, all'interno del quale, Lanza ha presentato delle proposte al Prefetto: "Premesso che il Governo - si legge nella nota a firma di Nicola Lanza - ha tutti i poteri e i doveri per gestire la sanità nella nostra Regione; in caso di emergenza sanitaria, di livello nazionale o internazionale, è lo Stato che deve garantire l'uniforme azione pubblica sul territorio italiano per mettere tutti i cittadini sullo stesso livello di sicurezza.  CHIEDIAMO IL RISPETTO DEI LEA Livelli essenziali di assistenza (LEA), le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini. In seguito alle dimissioni del Commissario ad Acta per la sanità nel Molise il dott. Angelo Giustini proponiamo, come Azione Civile, che il governo valuti, in sostituzione del Commissario, un organo collegiale composto da 3 persone di cui uno sia esponente del territorio. Chiediamo che l’organo collegiale o il Commissario ad Acta nominato dal governo apra un tavolo di confronto permanente (che si riunisca con cadenza almeno quindicinale), attraverso una “consulta” con i movimenti politici e i comitati di cittadini che in questi anni di attivismo hanno evidenziato le criticità del sistema sanitario regionale e che il Prefetto di Campobasso, dott. Francesco Antonio Cappetta, ne sia garante e parte attiva. Portiamo all’attenzione la questione del debito pubblico sanitario sorto in regime commissariale, il cui pagamento è a ns. avviso illegittimamente imposto ai cittadini molisani e a tal proposito evidenziamo alcuni passaggi storici. Il 15 novembre 2008 con una lettera di diffida al Molise il Presidente del Consiglio dei Ministri invitava ad azzerare il debito accumulato. Con il comunicato stampa n. 350 del 24 luglio 2009, l’ufficio stampa del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali comunicava: “COMMISSARIAMENTO SERVIZI SANITARI DI CAMPANIA E MOLISE: DICHIARAZIONE DEL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI, MAURIZIO SACCONI”  Il debito sanitario della regione Molise totalizzato e rilevato risultava pari a 133,6 milioni di euro. Se la diffida fatta al Molise riguardava l'azzeramento del debito sanitario, che non era stato ottenuto dalla gestione regionale, questo risultato lo si attendeva dai commissari successivamente nominati dal Governo, come si attendeva l’azzeramento del disavanzo di bilancio ma, contrariamente alle attese, è stato generato un ulteriore debito in contrasto con le disposizioni del comunicato n. 350, che prosegue “Il commissariamento determina la sostituzione degli organi della regione con un commissario che – ancorché coincidente con il presidente della Giunta – deve operare insieme con il sub-commissario sulla base delle indicazioni del tavolo tecnico Stato-regione per azzerare il disavanzo.” Da luglio 2019 ad oggi la Regione Molise è sotto commissariamento e il debito è cresciuto superando i 600 Milioni di euro. I piani di rientro dal debito a carico della regione Molise hanno determinato in negativo la nostra storia economica e sociale. Ora appare chiaro che, sia il mancato raggiungimento dell'azzeramento del debito sotto la reggenza commissariale, sia la contestuale crescita del debito sanitario, non sono imputabili ai cittadini molisani.  Azione Civile, chiede che lo Stato si faccia carico del debito prodotto sotto la gestione commissariale. La richiesta dell’azzeramento dei debiti dell’Asp di Reggio Calabria e di una parte di quelli dell’intero comparto sanitario della Calabria, avanzata in questi giorni dal Presidente facente funzioni della Regione Calabria al Ministro della Salute dott. Roberto Speranza, conferma che è la condizione indispensabile per poter avviare una nuova politica sanitaria in Molise sulla stregua di quanto avvenuto in Calabria".