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Consiglio Regionale, non passa la mozione di sfiducia: 11 a 10 per Toma che salva se stesso

di Viviana Pizzi

Con undici voti a dieci non passa la mozione di sfiducia al Governo Toma. Tutto questo dopo oltre sei ore di discussioni e reciproche accuse. La cosa che si vede meglio è la spaccatura di Fratelli d'Italia dove Iorio e Romagnuolo sfiduciano Pallante che sta nella maggioranza con Toma. Votano compatti per la sfiducia tutte le minoranze, Toma salva se stesso votando la  sua fiducia. Quella che poteva essere una vittoria a livello numerico è stata in realtàuna sconfitta per una maggioranza che perde sempre più pezzi. Con Michele Iorio che sembra essere uscito dalla stessa dichiarandosi comunque un uomo di centrodestra, Aida Romagnuolo che si pone in una posizione simile a quella delle minoranze. Toma con una maggioranza granitica avrebbe potuto usare il metodo dell'astensione ma così non è stato. Cosa resta quindi della maggioranza? Una Lega che non appoggia più il Presidente, Fratelli d'Italia preso dalle sue lacerazioni interne tra una linea regionale contro il presidente e un assessore che non ne vuole sapere di lasciare la poltrona Gli restano Forza Italia, Orgoglio Molise e Popolari per l'Italia. Che a livello nazionale si traducono nel solo partito di Berlusconi  con altre due forze che nel panorama romano non contano poi molto. Ma vediamo cosa è accaduto nella lunga maratona pomeridiana. 

 All'inizio della sedura si è proceduto alla votazione dei vicepresidenti del Consiglio. Con 12 voti Gianluca Cefaratti e 8 voti Angelo Primiani sono i nuovi vicepresidenti del consiglio regionale. 

Inizia regolarmente la discussione della mozione di sfiducia con il presentatore del documento Andrea Greco che chiede ai consiglieri di maggioranza un minuto di silenzio per ascoltare i giovani, i sindacati, le partite Iva e i giovani con disabilità, lasciarli poi con una continua e costante precarietà. 

GRECO: DOBBIAMO ANDARE TUTTI A CASA

"Se avete parlato con loro siete sicuri che c'è la necessità di mandare tutti a casa, così come è vero che la responsabilità  Da oltre un anno l'ospedale della Regione il Cardarelli è centro Covid. Voi siete politicamente dei morti che camminano, guardate indietro nei tre anni di legislatura ho visto Toma montare e smontare la giunta anche nominare il suo segretario personale per farsi votare il bilancio. L'ho visto battuto dai nostri e dai vostri voti, fallire sui bisogni primari di questa terra. Toma allo stesso tempo mi è parso come un burattinaio al tempo della maggioranza. Tirato di qua e di la per non scontentare nessuno. Appetiti politici che diventano sempre più famelici. Salvini le ha tirato le orecchie e ci aspettiamo in questa legislatura di fantascienza che tutto può accadere, anche rinominare Toma in maggioranza. Quante volte dovete restare in silenzio voi della maggioranza. Sarete giudicati corresponsabili di un omicidio di questa terra. In questa legislatura dopo il caso Calenda tutto può s쳭ere. Vi comunicheremo che presenteremo una mozione di sfiducia a settimana". 

"Il Molise è morto quando ogni cittadino deve sopportare la cross e quando non si ascolta la voce del popolo - ha aggiunto Greco". 

FANELLI: GESTIONE FALLIMENTARE, ECCO LE VARIE TAPPE

In aula anche l'intervento della consigliera Micaela Fanelli che discute in aula una mozione di sfiducia con grande senso di responsabilità. "Dobbiamo rappresentare chi è qui con questi megafoni e chi soffre da casa- ha sostenuto Fanelli rivolgendosi a Toma- nel 2019 si disse che il modello Toma andava esportato. Nel settembre 2019 nella seconda crisi tutti dovremo morire. Diciassette aprile 2020 azzera le deleghe per far votare il bilancio. Venti aprile 2020 Tiberio assessore, il 3 maggio si dimette Tiberio. Ventuno aprile 2020 quattro consiglieri supplenti mandati a casa. Per imprimere un voto al bilancio si devono rimuovere consigliere. Nel giugno 2020 si nominava Marone assessore quando i consiglieri eletti chiedevano di non avere un assessore esterno. Diciannove marzo 2021 la nomina di Calenda assessora. Abbiamo perso il conto di quella che fosse una mancanza di leadership. Gli equilibri non si trovano se non si danno risposte alle persone. Faccio gli auguri alla Calenda sostenendo la dignità che va riconosciuta a tutte. Non stiamo con chi insulta non è il nostro campo. Ma chiediamo coerenza per venire in aula e votare la sfiducia. Il tema si pone sia per chi ritira la firma e per chi cancella quella sfiducia. Non si può pensare di fare l'ennesimo raggiro. Toma è riuscito anche a spaccare Fratelli d'Italia. In quest'aula siamo dieci pari e fuori il popolo ha bocciato il Governo Toma. Primo dicembre 2020 il comitato di sorveglianza e le forze datoriali non hanno più appoggiato Toma. Si ritirano le forze sindacali"

Micaela Fanelli ha sottolineato anche altre cose che non vanno soprattutto a livello di aspetti economici e finanziari. Cosa dove il presidente della Regione Toma. 

IORIO: RESTO UN UOMO DI CENTRODESTRA MA HA FATTO L'ERRORE DI NON ASCOLTARCI

In aula anche l'intervento del consigliere regionale Michele Iorio che non intende fare un excursus di quanto accaduto. "Si stanno facendo delle proposte che non vengono mai accolte - ha sostenuto Iorio- soprattutto in materia sanitaria. Non si può fare non si può dire soprattutto disprezzando quello che si sta facendo all'interno di questa regione. Scelte sbagliate sono quelle del centro Covid al Cardarelli. Abbiamo preferito le tende a Termoli e i container per attrezzare le rianimazioni per quattro milioni di euro. Spero che non serviranno Scelte sbagliate sulla ricerca dei costi di ricovero incide negativamente anche sulla qualità della terapia. Siamo una Regione che prima della pandemia avevamo una strutture sanitarie inutilizzate. Ora sembriamo un ospedale da campo e nessuno si pone il problema che qualcosa è stato fatto. Abbiamo sempre chiesto delucidazioni sui vaccini e sui tamponi. Sul perchè siamo rimasti fermi a un solo laboratorio funzionante. Non è vero che mancano biologi e strutture. Chi decide quanti tamponi fare in questa regione? Meno tamponi facciamo e più abbiamo possibilità di avere positivi. Apparterrò al centrodestra anche dopo questa votazione ma nella gestione della pandemia ha fatto l'errore di sottovalutare quanto è stato detto da questo consiglio . Chi lo dice che Larino è inutilizzabile? Chi dice che ci vogliono 40 milioni. La politica dell'undici basta isolando chi non la pensa così non basta più. Il problema ce lo ritroveremo all'indomani di questa votazione. A Roma troverà una sola opposizione quella del mio partito. Non può dirci nelle interrogazioni quello che pensano i funzionari. Il mio voto è motivato dall'amarezza della situazione in sanità. Non avrei potuto votare diversamente. Se ha la sensazione che non ci sono gli elementi per continuare questa esperienza politica si torni al voto. I molisani così capiranno meglio e si andrà al voto. 

ROMAGNUOLO: PAGINA DEL MOLISE TRISTE E BUIA

 "Abbiamo assistito a una delle pagine più tristi e buie della storia molisana- così inizia il suo intervento -  oggi mi trovo a un bivio se dare la fiducia al consiglio regionale o ai cittadini molisani ponendo fine a questo triste teatrino che ho vissiuto da tre anni. I cittadini molisani non si sono sentiti affatto tutelati, una maggioranza che non ha tutelato la nostra salute. Con determinazione e convinzione voto la mozione. Non hanno mai chiesto un mio consiglio su come agire e non hanno voluto realizzare il centro Covid a Larino. Non dico nulla del mercato delle vacche che era stato proposto anche a me con il ruolo di sottosegretario. Sto con i cittadini molisani e voto la sfiducia". 

NIRO: MOZIONE FUORI LUOGO E DELETERIA PER IL MOLISE 

Interviene in aula il consigliere assessore Vincenzo Niro. "In questa situazione ci troviamo a discutere una mozione di sfiducia assolutamente deleteria e fuori luogo. Questa situazione non abilita nessuno a inviare invettive a nessuno nei confronti di nessuno. Anche il Molise piange le vittime della pandemia. Dobbiamo chiederci quale sia il compito della politica ed evitare azioni strumentali o suscettibili di strumentalizzazioni. Lo dico con rispetto e correttezza nei  confronti dell'aula. Quello che intendo dire è che il compito della politica non è quello a cui stiamo assistendo oggi, Presidente Iorio non dimenticherà quanto successo nel 2002.

Aizzando alla caccia alle streghe per colpevolizzare qualcuno è un modus operandi che condanno in questa circostanza dove sono stati superati i limiti della tollerabilità accusando il presidente della Regione di essere il responsabile della pandemia è deleterio. Chiedo di perseguire coloro che si comportano in questo modo. Il consiglio scorso era chiamato a completare la votazione sulla mozione che voleva fare chiarezza sull'emergenza sanitaria chiedendo al Presidente Toma di accertare ulteriori responsabilità in merito alla sanità. E' arrivata un'azione di disturbo con la mozione di sfiducia per evitare l'avvio delle azioni di responsabilità accertata dagli ispettori ministeriali che accertava il fallimento della struttura commissariale. In luce di quanto accaduto in quest'aula, Proporrò che quest'aula proporrà un premio alla recitazione per il consigliere Greco che è brillantemente riuscito a distrarre l'attenzione da quella mozione.

Questa azione importante la dobbiamo fare in quest'aula. La politica la distrugge chi sostituisce il confronto costruttivo facendo circolare un'immagine distorta del Molise a livello mediatico locale e nazionale. Si ostacola la verità con la mozione di sfiducia che discutiamo. Condanno fermamente questa mozione di sfiducia in ragione degli sproni che qualche parte politica mi ha proposto. Non so chi ha potuto pensare che questa mozione di sfiducia potesse essere da me condivisa. In questo anno sei mesi sono emerse le criticità. L'intera nazione sta attraversando l'ora più buia. Lo ha detto Mattarella. La mozione parla della gestione amministrativa e la gestione sanitaria. Sul primo aspetto si declina sulla perdita del Pil e sull'incapacità di creare occupazione.Al di la della fonte incerta di questi dati resta dubbia l'opportunità di farne seguire una crisi politica. Se così fosse si dovrebbero aprire crisi in tutta Italia. Il presidente di Regione ha spesso sottolineato la sua impotenza di agire. La mozione denuncia assenza di atti che competevano al presidente Toma in materia di protezione civile. Lo chiedo a Greco è accettabile di aprire una crisi in piena pandemia sulla base di quanto enunciato? Dopo che il presidente deve agire in momenti di crisi quando ci sono situazioni di contingenza.

Mi chiedo in questo momento chi ha firmato la mozione di sfiducia cosa propone per sanare questa situazione e affrontare con serierà questa emergenza? Non c'è nulla di più irresponsabile di iniziare la campagna elettorale su questi fatti, presidente Iorio sono molto amareggiato del suo intervento. Abbiamo fatto ben altro con lei prima e con Frattura dopo. Apriamo un confronto di verità su questo tema. Farmi definire un morto che cammina è la cosa più spregevole mai sentita in quest'aula, Mai si è sentita in aula una cosa del genere. Io non sono un morto che cammina, voi siete delle persone. 


COTUGNO PARLA PER IL GOVERNO

Per il Governo regionale risponde il vicepresidente della Giunta Vincenzo Cotugno. "Cari colleghi è la seconda volta che si discute di mozione di sfiducia in piena pandemia per andare a nuove elezioni in piena pandemia. Sfugge ciò che è accaduto in questi dodici mesi. Credo che questa mozione di sfiducia possa essere presentata in tutte le Regjoni d'Italia. I modi per fare politica sono tanti. Nessuno capirebbe oggi l'apertura di una campagna elettorale. Così come dovrebbereo essere di esempio le parole del Capo dello Stato e non mi scandalizzo che un consigliere di maggioranza entri in Giunta. Dopo che per mesi la Regione ha avuto una impennata di contagi a causa della variante inglese. Mi chiedo cosa avrebbero dovuto fare i governatori che si sono trovati per due o tre volte in queste condizioni. Scandalo per la Cross per i cittadini ricoverati in altre regioni ma non quando abbiamo ricoverato in Molise i bergamaschi. Questo è un modo pericoloso di fare politica che potrebbe alimentare l'odio sociale. Vengono citati i dati che appartengono al sistema Italia e non al Molise. Oggi non è il momento della sfiducia ma bisogna porre le basi per una sfida alla nostra portata. In 12 mesi ha messo in campo per il tessuto economico circa 100 milioni di euro. Tra cui anche il recovery fund. Sarà una grande opportunità economica di ripresa. La classe politica deve remare verso i molisani. Sul turismo abbiamo parlato con il Ministro di 700 milioni di euro per il settore della montagna. Di questo dovremmo parlare in quest'aula e non di sfiducia. Discutiamo di proposte di rilancio e di ripartenza senza visione del passato e del futuro. Il turismo nel Molise deve essere il volano della cultura di questa regione. Ci ho creduto in tre anni portando avanti tante piccole e grandi azioni. In qyuesto momento stiamo potenziando il marketing territoriale. Il 7 aprile 136 sindaci saranno chiamati a conoscere una piattaforma virtuale in cui tutti potranno far conoscere questa regione. Continuando ad attaccarci tutti potranno perderci. Non abbiamo più tempo da perderci. Per quanto riguarda le mie deleghe siamo pronti per questa fase. Il Molise deve andare avanti gettando il cuore oltre l'ostacolo. 

LE DICHIARAZIONI DI VOTO

Terminata la fase di discussione sono intervenuti i consiglieri regionali in dichiarazione di voto. Il primo è stato il consigliere Angelo Primiani 
il quale ha sottolineato di votare a favore della mozione di sfiducia citando Machiavelli e rispondendo all'assessore Niro. Secondo il pentastellato il "principe Toma" non ha saputo mantenere la fiducia del popolo. In  questa fase è intervenuto anche il consigliere Vittorino Facciolla e segretario regionale del Pd sostenendo il suo voto a favore della sfiducia sostenendo che questo Governo regionale non tiene nella debita considerazione il rapporto con i cittadini che è completamente rotto. Chiede al presidente di tornare a parlare con i cittadini ma gli lancia la sua solidarietà riguardo all'odio subito in questi giorni. "L'unico modo per restare è il contatto coi molisani e non con i pistolotti di carta dell'assessore Niro". Il terzo intervento è quello del consigliere regionale Vittorio Nola che ha chiarito i motivi del suo sì alla mozione di sfiducia sostenendo che per responsabilità si è firmata una mozione quando è la maggioranza che va contro la stessa maggioranza. E sulle resposabilità in sanità della Regione Molise ha basato il suo si alla mozione di sfiducia anche il consigliere regionale Fabio De Chirico sostenendo anche che il governo non avrebbe potuto sospendere il commissariamento nello stato di emergenza. De Chirico ha anche sottolineato che ci sarebbe dovuta essere più attenzione al rapporto tra Commissario e Presidente della Regione. Per motivare il sì alla mozione di sfiducia ha parlato anche il consigliere del Movimento Cinque Stelle Valerio Fontana che nel suo intervento non ha volutamente parlato di sanità ma sottolineando tutti gli errori politici commessi tra cui il venire meno del patto con gli elettori. "Questo è il peggior governo regionale di tutti i tempi ha dichiarato". A favore della mozione di sfiducia anche la consigliera Patrizia Manzo. " Per salvarvi usate l'assessorato al lavoro- ha sottolineato- assessorati cenerentola. Sono tre anni che parliamo del lavoro che manca con un assessorato passato tra le mani di tante persone e avere una guida lasciando sospese tante emergenze". Per difendere la mozione di sfiducia è arrivata anche la consigliera Micaela Fanelli che aveva già parlato in fase di discussione. "Non ho sentito alcuna visione di nulla in 5 ore in difesa di un'azione amministrativa". Iorio risponde a Pallante che non si dimetterà dopo questa votazione in dichiarazione di voto. Al presidente Toma ricorda le cose già enunciate durante la fase di discussione. "Con Fratelli d'Italia sarò sempre da pungolo per la maggioranza, l'opera che dovrà fare è mettere insieme un certo Di Lucente con quello che io ho rappresentato in questa Regione. C'è una incompatibilità politica insanabile. Ero convinto che questa mozione non era utile per i numeri. Ma le polemiche fatte da qualche responsabile della maggioranza non aiutano e non sono degni di quest'aula" . Ha replicato anche il consigliere regionale Andrea Greco che ha  risposto a ogni singolo attacco che gli è arrivato. 

A difendere in fase di dichiarazione di voto il Governo Toma ci ha pensato il neo vicepresidente del consiglio regionale  Gianluca Cefaratti sostenendo che l'onestà non è soltanto ciò che si dice e non ciò che si fa. Attaccando a viso aperto non solo il capogruppo regionale Andrea Greco ma anche i parlamentari del Movimento Cinque Stelle. Ha difeso il suo operato sostenendo di dover assicurare il piano vaccinale chiedendo l'intervento della subcommissaria dimissionaria Ida Grossi. "il nostro errore è stato il mancato dialogo e la compattezza- noi dobbiamo amministrare bene per noi stessi e per i cittadini. 
in difesa del centrodestra anche il presidente del Consiglio Regionale Salvatore Micone che difende anche la nomina di Filomena Calenda ad assessore regionale, votata e nominata a centrodestra. "Ho sentito parole deplorevoli verso una donna, una mamma, una figlia- ha sostenuto - chiedo io scusa alla persona Mena Calenda per quanto subito in questi giorni. Non si analizza però che in Lazio e in Puglia sono avvenuti divorzi e matrimoni politici tra Pd e Movimento Cinque Stelle che si erano candidati contro. Ma davvero pensate che la rabbia non sia verso tutti? Ascoltate la rabbia di tutti!
Poi anche il consigliere Andrea Di Lucente che chiede alle opposizioni di dire ai manifestanti che vengono utilizzati per i loro giochi politici. "Dite a loro la varità, è ributtante la vostra dietrologia. Dite cosa ci sta dietro alla vostra mozione di sfiducia, non c'è la pandemia. Se vi interessasse veramente cerchereste di fare squadra.. Con questa mozione ci state dicendo che abbandonate la nave. Questa caro Andrea Greco è nascondere cosa ha fatto Iorio in questi anni, portare la sanità molisana nello stato di grave prostrazione". 
E' poi intervenuto l'assessore Quintino Pallante per annunciare il voto contrario alla mozione di sfiducia attaccando anche coloro che hanno manifestato davanti alla sede del Consiglio con le bandiere del partito comunista che a suo dire non rappresentano nulla. "Il nostro sistema elettorale prevede un vincolo indissolubile tra presidente, giunta e consiglio- ha sostenuto- chi ha votato me ha votato lei presidente, non ci possono essere fughe in avanti per la poltrona. Il percorso politico di Mena Calenda è chiaro e inequivocabile. La mia coerenza è non abbandonare il presidente. Il semplice fatto di essersi candidati implica la responsabilità, nessuno si può chiamare fuori. Ai sobillatori dico di consegnare le proprie dimissioni al presidente del Consiglio"
In replica arriva anche la difesa del consigliere assessore Vincenzo Niro che ha risposto a Greco sostenendo che la tolleranza e la pazienza è arrivata al limite. "Chi ha voglia di fare la recitazione lo faccia in altri luoghi. Non ci guardano solo gli adulti ma anche i bambini. Se sono un morto che cammina come faccio a parlare. In cinque legislature me lo hanno detto in tanti. Lo valuteranno le azioni e le persone".  Il sottosegretario Roberto Di Baggio voterà no alla votazione e per la mozione di fiducia nei confronti del presidente Toma. Il consigliere assessore Nicola Cavaliere nel sostenere che voterà contro la mozione di sfiducia sostiene che il livello del consiglio regionale è basso. "Fuori stanno litigando con le mani - ha sostenuto-  perchè non accettano la discussione. Se si verifica qualcosa nelle famiglie lo riterremo responsabile. Quando sei in giro caro Primiani che qualcuno cerca di investirti e qualcuno poi devia, c'è un allarme sociale che state creando voi

Al termine è intervenuta la consigliera assessora Filomena Calenda. "Avevo deciso di non intervenire dopo la nomina di assessora. Il mio sarà un intervento breve. Ho scelto di ricostruire il rapporto con una maggioranza in cui molte volte sono entrata in conflitto. So che per molti è un gesto opinabile. Vorrei però dire a voi che di ripensamenti e ricuciture ce ne sono state molteplici. Perchè non ho nulla di cui giustificarmi. Uno scontro vile e di opposizione che vira a migliorarmi. Spero di farlo. Il mio ruolo è stato proposto dalla mia maggioranza che io voglio ringraziare. Quando si contestano scelte in famiglia si appartiene sempre a quella famiglia. Spero di portare il mio contributo di donna, di moglie di madre e di politico. Ho accettato per continuare a lavorare e non per fare nulla. Sono stata umiliata come donna e come servitrice di tale Regione. Cari colleghi non ho visto nulla che somiglia a tutto questo. La mia scelta è la voglia di mettermi a disposizione della mia Regione per andare incontro alle esigenze del territorio. Sono una donna che si è costruita la vita da sola di fronte a grandi difficoltà. Io continuerò a lavorare sempre per gli altri. Se potessi rifarei tutto. Ho scelto liberamente e non ho svenduto nulla. Cercherò di far valere la mia opinione. Continuerò a servire la mia terra".

Il presidente della Regione Donato Toma ringrazia coloro che hanno difeso la sua azione di governo tra cui anche Armandino che ha dei silenzi che valgono una storia. Anche chi parla mi comunica qualcosa. Nominando tutti ad uno a uno enunciando i problemi che si hanno in tutti i settori ereditando una situazione molto pesante. "Non vi dimenticate che il mondo si è concentrato tutto sul virus dal 31 gennaio 2020- ha sostenuto- sui tamponi, sulle varianti. Siamo diventati tutti quanti esperti. Che diamine litighiamo a fare. Che diamine litighiamo a fare. Dobbiamo battere la crisi. Stiamo lavorando con Unilever senza guardando i partiti. Stiamo lavorando per Gam. Ma che ci arrabbiamo a fare, siamo stati tutti un po' aggressivi. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere. A noi sta scegliere e agli altri realizzare. Quel principe non solo non mi appartiene  caro Primiani perchè il principe di Machiavelli si alza a mezzogiorno. C' è stata sempre grande collaborazione anche con il Governo. Che sostenne io dovessi essere il Commissario. Lo sostenne anche Pierpaolo Sileri. Caro presidente Iorio io non ho il coraggio di mettere la firma sotto atti che non sono di mia competenza. Io e lei abbiamo una posizione di vantaggio rispetto al mondo. Io e lei non abbiamo bisogno a livello economico di stare in Consiglio. E' un fatto di onore e amore della terra. Consigliere Iorio però dobbiamo rispettare le regole, è facile dire a un presidente quello che dovrei fare. Non l'ho fatto nemmeno da cittadino quando non condividevo le scelte di Paolo Di Laura Frattura. Ho i verbali di quanto accadde. A me come politico piaceva Larino ma se la tecnica dice che non si poteva fare di chi sarebbe stata la responsabilità? Non ho interessi in sanità e da nessu'altra parte. Non ho da tutelare gli interessi di nessuno".  






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