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Tony Dallara dopo sei mesi d’ospedale, paga di tasca sua l'ambulanza per il vaccino: voglio rivedere il mio Molise


Il “ Molisano” di Milano, Antonio Lardera, 84 anni, in arte Tony Dallara, vittima di un increscioso episodio che manifesta come la malasanità, è un disformismo tutto Italiano.
Lombardia, Milano, regione e Città che dettano insieme prepotentemente, le linee economiche e sociali dell’intera Italia e, s쳭e anche questo. Di seguito il racconto di Tony.
"Sono arrabbiato perché non avevo chiesto un trattamento privilegiato, ma solo la possibilità di essere vaccinato a casa perché ho difficoltà di movimento. Però nessuno mi ha risposto e quindi sono stato costretto a pagare di tasca mia l'ambulanza per andare a fare il vaccino. Mia figlia aveva fatto la prenotazione per me tramite il portale di Regione Lombardia, specificando che avrei avuto bisogno del servizio a domicilio perché di recente ho trascorso sei mesi in ospedale e non posso muovermi - racconta - Speravamo che ci avrebbero fatto sapere qualcosa, invece qualche giorno fa mia figlia ha ricevuto un messaggio a mezzanotte in cui si diceva che mi sarei dovuto presentare dopo due giorni al poliambulatorio di via Ariosto dell'Istituto Auxologico. Temevo che se avessi rinunciato poi non mi avrebbero più chiamato e avrei perso la possibilità di essere vaccinato . Ho pagato 125 euro per un’ambulanza, mi muovo ormai solo con la sedia a rotelle, e sono andato a farmi vaccinare . Mi hanno detto che per ricevere la seconda dose, già programmata per il 2 aprile prossimo, dovrò ripetere la stessa trafila. Ho chiesto che almeno la seconda iniezione venga fatta a casa, ma mi hanno risposto che è impossibile. Dato che la prima dose è stata somministrata lì, dovrò tornare nello stesso ambulatorio per il richiamo. Con un'altra ambulanza e pagando altri 125 euro”.
Prima di lasciarci fa ancora un appello “ Sono Molisano, spero di poter tornare in Molise almeno per sentire il profumo di casa. Aspetto fiducioso una chiamata. Ho la veneranda età di 84 anni , diamoci da fare “. Un appello mai ascoltato, diciamo noi.