Abbandono dell'ex Roxy di Campobasso, "La Regione faccia il suo dovere"

di Viviana Pizzi

In un clima di pace da pandemia Covid maggioranza e minoranza al Comune di Campobasso ha affrontato il tema Roxy. Uno stabile comprato nel 2010 dalla Regione Molise per metterci tutti gli uffici della Regione Molise. Al microfono di Maurizio Varriano hanno illustrato la situazione i consiglieri comunali Pio Bartolomeo del Movimento Cinque Stelle e Salvatore Colagiovanni dei Popolari per l'Italia, 

"Avevamo parlato di un abbattimento totale del sito - ha sostenuto Colagiovanni - tuttavia durante l'amministrazione Battista (di cui Colagiovanni era assessore ndr) si era pensato di abbattere tutto salvando il campo da calcio (ex Romagnoli) facendo un progetto specifico su di essa. Lo stabile va abbattuto ma con un progetto specifico".

Recintato di verde grazie al lavoro della ex direttrice della Protezione Civile Alberta De Lisio, alla quale è stato riconosciuto il merito di aver reso la struttura più gradevole dal punto di vista estetico è stato poi il consigliere Bartolomeo che ha spiegato il perché finora l'abbattimento non è avvenuto. 

"Lo stabile - ha sostenuto Bartolomeo - non può essere abbattuto perché non è considerato precario. Tuttavia è in stato fatiscente da anni. Milioni di euro sono stati buttati li per nulla. Ora bisogna mettere in campo un progetto di riqualificazione non solo per la città. Per quanto ci riguarda siamo a disposizione come Movimento 5 stelle a qualsiasi tipo di soluzione che possa riqualificare l'area anche a reperire fondi per progetti specifici. Come amministratore siamo disposti a dialogare con tutti e non ci sono preclusioni verso nessuno. A chi ci dice che siamo una amministrazione di nullafacenti possiamo dire di sfidare chiunque a fare quanto stiamo facendo anche in piena pandemia". 

"Si dia una accelerata per fare in modo di mettere in campo un progetto di riqualificazione- ha sostenuto Colagiovanni- ne va del bene della città di Campobasso. Può avvenire se si avvia un dialogo strategico sulla città di Campobasso e siamo sicuri che tutto questo interesserà al presidente Donato Toma perchè questa è la sua città".

Il clima della discussione da parte di entrambi i consiglieri si è svolto in maniera pacata, fiaccato dalla stessa pandemia in corso con la quale si trovano a fare i conti sia il Governo Toma che l'amministrazione comunale retta dal sindaco Gravina. In particolare il sindaco secondo Colagiovanni "su 19 mesi di Governo 13 mesi li ha vissuti nel pieno della pandemia. Sarebbe scorretto tracciare un bilancio in questo momento. Il dialogo c'è e c'è sempre stato. A chi dice che non siamo incisivi lo invito a candidarsi e fare opposiziome. Chi parla è chi non ha ottenuto qualcosa dalla maggioranza". 

Purtroppo nessuno in questo momento ha la bacchetta magica. Colagiovanni spera che presto finisca la pandemia affinchè il Movimento Cinque Stelle possa organizzare un vero Corpus Domini e una vera programmazione per la città di estivo e non. Molto democristianamente alle domande di giudizio su Toma e Gravina nessuno dei due interlocutori ha espresso un giudizio in numeri.