Accadde Oggi 30 marzo #almanacco

Oggi 30 marzo la Chiesa festeggia i Santi Antonio Daveluy, Pietro Aumaître, Martino Huin, Giuseppe ChangChu-gi, Tommaso Son Cha-son e Luca Hwang, martiri
1282 – Vespri siciliani
1815 – Guerra austro-napoletana: con il Proclama di Rimini, il Re di Napoli Gioacchino Murat esorta gli italiani all’unità nazionale, sancendo l’inizio del Risorgimento.
1842 – L’anestesia attraverso l’uso dell’etere viene usata per la prima volta in una operazione chirurgica dal dottor Crawford Long
1858 – HymanLipman brevetta un tipo di matita dotata al suo fondo di una gommina per cancellare
1867 – L’Alaska viene venduta dalla Russia agli Stati Uniti per 7,2 milioni di dollari
1870 – Il Texas viene riammesso nell’Unione
1876 – Trieste si dota di un servizio di trasporto pubblico (prima città fra quelle attualmente parte della Repubblica Italiana)
1939 – L’aereo da guerra Heinkel He 100 raggiunge la velocità record di 745 Km/h.
1940 – Seconda guerra sino-giapponese: il Giappone dichiara Nanchino capitale del nuovo governo cinese formalmente controllato da WangJingwei
1945 – Seconda guerra mondiale: forze dell’Unione Sovietica entrano in Austria e iniziano l’offensiva per la conquista di Vienna
1954 – Apre la prima linea di metropolitana in Canada
1965 – In Vietnam, un’autobomba esplode davanti all’Ambasciata degli Stati Uniti d’America a Saigon, uccidendo 22 persone e ferendone 183
1972 – Guerra del Vietnam: inizia l’Offensiva di Pasqua dopo che le forze nord-vietnamite varcano la zona smilitarizzata del Vietnam del Sud
1979 – AireyNeave, politico inglese, perde la vita in un attentato organizzato dalla Irish National LiberationArmy

1981 – Il presidente USA Ronald Reagan è ferito in un attentato nei pressi di un albergo di Washington per mano dello squilibrato John Hinckley Jr.
1985 – Poggio San Lorenzo (Rieti): viene arrestato in una villa Pippo Calò, mafioso siciliano, detto Il Cassiere di Cosa Nostra
1987 – Il famoso dipinto dei “Girasoli” (Sunflowers) di Vincent van Gogh viene venduto per circa 40 milioni di dollari
2004 – Il governo Berlusconi II istituisce il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati
2006 – Ma
rcos Pontes è il primo astronauta brasiliano a raggiungere lo spazio
Nati
1964 – Tracy Chapman
1945 – Eric Clapton
1853 – Van Gogh
Morti
2013 – Franco Califano
2007 – Franco Cosimo Panini
Non ho detto gioia ma noia noianoia, maledetta noia. Così oggi ricorderemo Franco Califano.
Francesco Califano, noto come Franco Califano (Tripoli14 settembre 1938 – Roma30 marzo 2013), è stato un cantautoreparoliereproduttore discograficocompositorepoetascrittore e attore italiano.
Soprannominato Il Califfo o Il Maestro, durante la sua carriera ha pubblicato 32 album e scritto complessivamente tra poesie e canzoni oltre 1 000 opere, oltre a numerosi testi per altri artisti, molti dei quali diventati vere e proprie hit piazzate in vetta alle classifiche italiane e internazionali. Nel 2006 gli è stato conferito il Premio Mia Martini alla carriera.
Negli anni settanta e ottanta i media hanno posto spesso l'accento più su alcuni aspetti della sua vita privata che sulla sua vita artistica, a causa del suo stile di vita sregolato ed eccentrico e per alcune vicende giudiziarie che lo coinvolsero.
È tra gli artisti italiani che hanno venduto il maggior numero di dischi con oltre 20 milioni di copie. Nella sua carriera ha collaborato con numerosi artisti come Mia MartiniPatty PravoMinaIva ZanicchiOrnella VanoniEdoardo VianelloAlberto LaurentiWilma GoichPeppino di CapriRicchi e PoveriStefano RossoJo ChiarelloRenato ZeroLoretta GoggiCaterina CaselliDonatella RettoreCarla VistariniUmberto BindiGiampiero ArtegianiMichele PecoraFrancesco NutiPippo FrancoGabriella FerriFrank Del GiudiceGianluca GrignaniFederico Zampaglione dei Tiromancino e Toto Cutugno.
«Sono sempre andato a letto cinque minuti più tardi degli altri, per avere cinque minuti in più da raccontare»
Franco Califano nasce il 14 settembre 1938 nella capitale libica, dove il padre Salvatore (di Pagani), in servizio nell'Esercito Italiano, e la madre Jolanda Ianniello (di Nocera Inferiore) risiedevano da alcuni mesi, avendo già una figlia, Liliana. Allo scoppio della seconda guerra mondiale la famiglia rientrò a Nocera Inferiore dove risiedette alcuni anni. In seguito, a guerra conclusa, la famiglia si trasferì a Roma, dove nacque Guido, l'ultimo figlio, e dove poco tempo dopo il padre Salvatore morì prematuramente.
Dopo le scuole dell'obbligo passate prevalentemente in collegi ecclesiastici per volere dei suoi genitori, tra i quali il Collegio Sant'Andrea ad Amalfi, si iscrisse a un corso serale di ragioneria presso l'ITCG Ludovico Ariosto perché "rapito" dalla vita notturna non riusciva a essere puntuale ai corsi mattutini. Contemporaneamente agli studi cominciò a scrivere poesie ma, dopo aver preso coscienza che scrivere versi non gli avrebbe fruttato il guadagno sperato, cominciò a scrivere testi di canzoni e la sua crescente fame di novità lo portò a sperimentare differenti generi musicali, dalle ballate popolari sino agli standard americani.
Nello stesso tempo esordì nei fotoromanzi trasferendosi da Roma a Milano con la convinzione che nel capoluogo lombardo sarebbe arrivato al successo più rapidamente. Rientrò comunque nella capitale qualche anno dopo e a 19 anni si sposò con Rita Di Tommaso: da questa relazione nacque la figlia Silvia, dalla quale avrebbe avuto la nipote Francesca.
Le sue frequentazioni in ambito artistico lo portano a collaborare con diversi artisti allora in voga che apprezzano il suo stile disincantato e trasgressivo. I suoi primi testi di successo sono E la chiamano estate scritta nel 1965 insieme a Laura Zanin per Bruno Martino che la presentò al Festival delle Rose 1965 e La musica è finita scritta nel 1967 insieme a Nicola Salerno e musicata da Umberto Bindi per Ornella Vanoni che divenne presto uno dei brani di maggior successo dell'artista lombarda e un classico della musica italiana. Curiosamente la Vanoni interpretò una cover di E la chiamano estate seguita da Mina, con la quale Califano collaborò successivamente: nel 1973 scrivendo i testi dell'LPAmanti di valore, e vent'anni dopo, nel 1993, quando la cantante cremonese fece una cover di Un'estate fa, portata al successo dal Califfo un anno prima.
Nel 1970 grazie all'ottima fama acquisita come autore, firma un contratto con la CGD e nel 1972 esce il suo primo album 'N bastardo venuto dar sud (autobiografico), che contiene il brano Semo gente de borgata, cantato da I Vianella. Nello stesso anno viene arrestato per possesso di stupefacenti (poi assolto con formula piena). Comincia così una serie di problemi legali che lo accompagneranno nei successivi due decenni e che diventeranno parte integrante del suo personaggio.
Nel 1973 compone un brano destinato a diventare pietra miliare della musica italiana e vero e proprio cavallo di battaglia per l'interprete: si tratta di Minuetto, scritto insieme a Dario BaldanBembo per Mia Martini. Il brano diventa il 45 giri più venduto di quell'anno restando nelle classifiche italiane per 22 settimane consecutive e raggiungendo la seconda posizione. Mia Martini di questo brano scrisse una cover in spagnolo e una in francese. Nel medesimo anno compone Un grande amore e niente più per Peppino di Capri, insieme a Ernest John Wright e Giuseppe Faiella, che vince il Festival di Sanremo 1973.
Mentre l'attività di autore per i colleghi prosegue a gonfie vele, quella di cantante non ottiene lo stesso successo fino al 1976 quando esce l'album Tutto il resto è noia. Il disco vende oltre 1 000 000 di copiee resta in classifica per 7 settimane. Inoltre i brani Tutto il resto è noiaMe 'nnammoro de te e Bimba Mia, contenuti nell'album, diventeranno tre dei suoi più clamorosi successi. Dopo questo inaspettato trionfo, Califano comincia a bruciare le tappe anche come cantante; tra i suoi monologhi Avventura con un travestito è forse il più conosciuto. Il talento genuino e l'insolita schiettezza gli valsero l'appellativo di Pasolini della canzone.
Califano nel frattempo comincia ad attrarre nuove generazioni di fan, interessati alle tematiche dei suoi testi e affascinati dalla sua fama di latin lover. All'attività di cantautore si aggiungono quelle di attore, dal 1979 in poi, con i film Gardenia, il giustiziere della mala (1979), Due strani papà (1984) con Pippo Franco, insieme al quale realizza la musica e i testi della colonna sonoraViola bacia tutti (1998) e Questa notte è ancora nostra (2008), e di personaggio televisivo, di scrittore e saggista con la pubblicazione di alcuni libri: Ti perdo - Diario di un uomo da stradaIl cuore nel sessoSesso e sentimento e Calisutra - Storie di vita e casi dell'amore raccontati dal maestro.
Califano tenta anche la strada di produttore discografico nella Lupus Records, suddidiaria della Dischi Ricordi, lavorando con Ricchi e PoveriJo ChiarelloStefano RossoGino SantercoleDonatella RettorePippo FrancoGabriella Ferri e Giampiero Artegiani. Nel 1980 esce l'album ...tuo Califano contenente il brano Ce stanno altre cose, cantato anche da Loretta Goggi che lo proporrà in alcune delle sue apparizioni televisive. Nel 1981 pubblica l'album La mia libertà contenente la canzone omonima, che resta in classifica per 10 settimane arrivando al terzo posto.
Nel 1984 Califano viene arrestato dai Carabinieri che irrompono nella sua villa di Primavalle con l'accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico e traffico di stupefacenti[10][11]. Finisce in carcere nell'ambito di un maxi-blitz contro gli affiliati alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, in cui viene coinvolto anche il noto conduttore televisivo Enzo Tortora. Le accuse si basano sulle dichiarazioni di famigerati "pentiti": secondo Giovanni Melluso, detto "Gianni il bello" o "Cha-Cha", e Pasquale D'Amico (due dei principali accusatori di Enzo Tortora), Califano avrebbe spacciato cocaina nel mondo dello spettacolo per conto di Raffaele Cutolo e Francis Turatello e nel 1978 avrebbe cantato ad una festa dedicata a Cutolo, ricevendo come pagamento 250 grammi di cocaina. Califano non negherà mai la sua fraterna amicizia con il boss Turatello (da lui raccontata nel libro autobiografico Senza manette): infatti il bambino fotografato con lui sulla copertina dell'album Tutto il resto è noia è il figlio di Turatello, Eros. Tuttavia Califano negherà qualsiasi coinvolgimento in attività criminali.
Nel processo che seguì Califano è stato infine assolto insieme ad Enzo Tortora e a molti altri imputati "perché il fatto non sussiste" poiché i giudici ritennero le accuse dei pentiti inattendibili e i fatti contestati non provati.
Durante quest'ultima esperienza carceraria compone l'album Impronte digitali, che si basa soprattutto su esperienze vissute durante l'arresto. Califano ricorderà questo periodo ripetutamente nei suoi libri e nelle sue interviste.
Nel 2010, in un’intervista all’Espresso, lo stesso Gianni Melluso ammetterà di aver incastrato Califano sulla base di pure invenzioni, così come già accaduto nei confronti di Enzo Tortora: Devo chiedergli perdono, perché oltre a essere innocente, è stato al mio fianco in serate indimenticabili alle quali partecipava il boss Francis Turatello. Califano è padrino di battesimo di suo figlio. Consumava cocaina, amava fare la bella vita e si circondava di donne, ma non è mai stato uno spacciatore: soltanto un grande artista che la camorra mi aveva chiesto di screditare.
Nel 1989 partecipa al matrimonio dell'amico Diego Armando Maradona, allora giocatore del Napoli, a cui in seguito manderà il suo libro autobiografico in cambio di una maglietta autografata.
Nel 1992 reinterpreta Un'estate fa, cover di Une belle histoire del cantante francese Michel Fugain con il testo italiano di Califano, che inizialmente fu incisa dagli Homo Sapiens nel 1972 e poi da Mina che la incluse nel suo album Ti conosco mascherina.
Nel 2006 partecipò alla terza edizione del reality show Music Farm, condotto da Simona Ventura.
Nel 2010, a causa del suo stato precario di salute, dovuto alla rottura di tre vertebre in seguito a una caduta dalle scale, non poté, per un periodo, continuare a fare le serate e, non bastandogli i soldi percepiti dalla SIAE come diritti d'autore, invocò la legge Bacchelli per gli artisti che versano in situazione di grave indigenza.
Nel 2008 pubblica l'autobiografia Senza manette, scritta con Pierluigi Diaco.
La presidente della Regione LazioRenata Polverini, lo incontrò e decise di coinvolgerlo negli eventi della regione. Il 20 febbraio 2012 si è esibito in concerto al Teatro Sistina; il 3 agosto successivo oltre 5000 persone hanno assistito a un suo concerto in piazza San Giovanni in Laterano a Roma nell'ambito del San Giovanni SummerVillage. Sempre nello stesso anno incide con Simone Cristicchi e il coro dei ragazzi del carcere minorile di Nisida la canzone Sto a cercà lavoro, pubblicata su CD singolo, il cui ricavato viene versato in beneficenza.
Il 14 ottobre è stato ospite, con l'amico Edoardo Vianello, a Domenica In da Lorella Cuccarini mentre il 9 dicembre ha preso parte a Domenica Live da Barbara D'Urso; in entrambi i casi è apparso in condizioni di salute preoccupanti. L'ultima sua intervista è stata data l'8 marzo al giornalista Emanuele Carioti per l'emittente televisiva romana T9.Il 18 marzo 2013 Califano si è esibito al Teatro Sistina di Roma; tre giorni dopo ha tenuto il suo ultimo concerto al Club Ueffilo di Gioia del Colle.
È morto il 30 marzo 2013.
Califano si è sempre presentato come un disincantato amante latino, cinico eppure romantico, vantando migliaia di conquiste femminili: lui stesso ha raccontato di aver avuto il suo primo rapporto in età preadolescenziale, con la madre di un amico (in interviste diverse, l'età varia dagli 8 ai 13 anni). Califano aveva tatuato sull'avambraccio destro la frase Tutto il resto è noia.
Califano viene omaggiato anche nella serie televisiva 
Romanzo criminale in una scena nella quale l'artista canta la sua Tutto il resto è noia alla festa di matrimonio di uno dei componenti della banda della Magliana.

Chiamato dai suoi ammiratori "Califfo" o anche "Maestro", è stato soggetto di numerose imitazioni da parte di molti artisti. Tra le più celebri, quella di Fiorello, proposta nel suo programma del 2001 Stasera pago io. Lo stesso Califano è stato ospite nella quinta puntata dello show. Tra gli altri imitatori di Califano anche i comici Max TortoraGianfranco Butinar e Andrea Perroni.
Era un tifoso interista.
Il 30 giugno 2015 viene pubblicato dalla Hydra Music un nuovo brano inedito dal titolo Le mie donne.
Il 14 settembre 2018 Patty Pravo rende noto di avere ricevuto in eredità da Califano un brano inedito dal titolo Io so amare così, che la cantante veneziana incide e pubblica nel 2019 all'interno del suo nuovo album.
Da sempre autore di testi e poesie, era famoso per canzoni spesso cantate in proprio, ma molto più frequentemente scritte per altri artisti: Come cantautore sono da annoverare tra i suoi grandi successi: Franco Califano fu anche autore di molte composizioni poetiche, spesso in forma di sonetto, tra cui Secondo me l'amore, che dà il titolo a uno dei suoi album, Il gigante de casaBeata te, te dormiNun me portà a casa.
Restano famose alcune poesie umoristiche e licenziose come:
  • Pasquale l'infermiere (gravidanza illegittima);
  • Cesira (ossessione della perfezione e donna-oggetto);
  • Avventura con un travestito;
  • La seconda (moglie quasi ninfomane).
Come musicista, Califano firmò alcune colonne sonore: da ricordare Due strani papà, film di cui fu anche protagonista con Pippo Franco.
Califano è stato anche un produttore discografico, scoprendo e lanciando tra gli altri i Ricchi e Poveri. La band venne presa in simpatia dal Califfo, suggerendo loro di adottare il nome che tuttora portano, il motivo è semplice: "Siete ricchi di idee e poveri di soldi", disse. Nel 1981 fondò, con alcuni soci, la Lupus, etichetta con cui lancia tra gli altri Jo Chiarello e Giampiero Artegiani.
La sua prima apparizione al Festival di Sanremo risale al 1988, con Io per le strade di quartiere, scritta insieme a Toto Cutugno che l'ha musicata. Vi tornò nel 1994 con Napoli scritta con Alberto Laurenti e Antonio Gaudino e nel 2005 con Non escludo il ritorno, scritta assieme ai Tiromancino.
Politicamente conservatore, da giovanissimo frequentò la sede del Movimento Sociale Italiano sita nel Quadraro. Quando fu arrestato nel 1984scrisse una lettera per chiedere aiuto e sostegno a Bettino Craxi: il leader socialista gli fu vicino e, dopo questo episodio, i due divennero amici. Alle elezioni politiche del 1992 si è candidato con il PSDI, senza però essere eletto: ottenne infatti solo 198 preferenze nella circoscrizione Roma-Viterbo-Latina-Frosinone. Nel 2002 partecipò, cantando, al 40 compleanno, organizzato dalla moglie, Valeria Licastro Scardino, del coordinatore regionale di Forza Italia della Campania e sottosegretario all’Ambiente, Antonio Martusciello. Califano intervenne all’evento, svoltosi a Palazzo Ferrajoli, insieme alla sua compagna di allora, Monica Ciccolini, già candidata alle elezioni regionali del Lazio, nella lista di Forza Italia. Da quel momento Franco Califano strinse un rapporto fraterno con Antonio Martusciello, diventando un grande sostenitore di Forza Italia ed estimatore di Silvio Berlusconi. Nel 2008, in occasione del suo settantesimo compleanno festeggiato a piazza Navona, ha affermato: "Io sono liberaleanticomunista. Ho chiesto al sindaco Alemanno, mio caro amico, di poter cantare in qualche bella piazza. E lui mi ha fatto un meraviglioso regalo. Per 5 anni mi hanno impedito di cantare perché mi hanno bollato come uno di destra. Conoscevo bene sia Rutelli sia Veltroni: il primo si è sempre comportato bene, il secondo mi ha ignorato. E non so perché...". Nel 2010, Franco Califano fu insignito della cittadinanza onoraria del comune di Pagàni, sua città di origine, dal sindaco di allora, Alberico Gambino. Tuttavia Califano non ha mancato di elargire critiche alla destra stessa; in un'intervista fattagli da Antonella Ambrosioni ha dichiarato: "dovrebbe incominciare a proteggere i suoi figli. Finora non l'ha fatto e me ne dispiace un poco".
È morto per arresto cardiacoil 30 marzo 2013, all'età di 74 anni, nella sua villa di Acilia, quartiere periferico di Roma. La camera ardente è stata allestita in Campidoglio a Roma, il 1º aprile, presso la quale molte persone si sono recate; fra queste Fiorello e Maurizio Mattioli. Fra le sue frasi inerenti alla morte: "Mi accorgerò di essere vecchio solo cinque minuti prima di morire". Tra le sue ultime volontà, quella di essere sepolto nel cimitero di Ardea vicino al fratello Guido (26 settembre 1943 - 1º settembre 1994) e al nipote Fabrizio (7 aprile 1969 - 17 maggio 1994), figlio del fratello. Volontà ritardate per mesi a causa di ostacoli burocratici.
Sulla sua lapide, per sua richiesta, è stata apposta la frase ''Non escludo il ritorno'', titolo dell'omonima canzone con cui prese parte al Festival di Sanremo 2005