Termoli. Consegna modulo di terapia intensiva al San Timoteo

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di Rossella Ciaccia

#molisechetorni
Oggi non è un Giovedì qualunque. Oggi è Giovedì Santo. In altri tempi, nel pomeriggio, ci saremmo preparati, vestiti un po più eleganti, messo un filo di trucco… e soprattutto indossato scarpe comode. Ci saremmo dati appuntamento con gli amici e avremmo fatto il giro delle chiese per vedere i sepolcri.
Avremmo ripetuto " mi raccomando sempre dispari" . Ci saremmo lamentati della troppa fila, avremmo " giudicato" a nostro giudizio personale quale fosse il sepolcro più bello.
Avremmo incontrato amici, conoscenti… ci saremmo fermati a scambiare parole, abbracci e baci. E avremmo concluso con " vabbe' tanto ci becchiamo sicuro domani alla processione".
Avremmo detto " La visita in Cattedrale è d'obbligo". Poi saremmo stati stanchi a forza di camminare ma "vabbe' ormai ci siamo arriviamo anche alla Chiesa sui monti ".
Ci saremmo lamentati del traffico, del problema di non trovare un parcheggio, ci saremmo ripetuti "basta, il prossimo anno si esce a piedi. Ogni anno questa storia che non si trova un parcheggio".
Ci saremmo domandati "Oh ma a che ora escono gli apostoli?".
Poi magari ci saremmo fermati per un aperitivo, magari una pizza se era troppo tardi per tornare a casa a mangiare, ci saremmo lamentati del solito freddo anche ad Aprile, avremmo sperato che a Pasquetta non piovesse ed infine, nonostante il freddo, avremmo terminato la serata con un gelato, che dopo aver camminato tanto ci sta sempre bene.
Avremmo fatto tutto questo.
Era quello che facevamo fino ad un paio di anni fa. Prima che ci venisse tolto anche il piacere di ritrovarsi in giro.
Chi non è molisano, chi non ha mai provato la "gioia" di fare tutto questo, difficilmente potrà capire. Ma per chi invece, come me, come voi, ci è cresciuto con queste "tradizioni" e le ha vissute ogni anno, sa cosa si prova a vedere la settimana di Pasqua, la propria città vuota, silenziosa, spenta.
Ora sfido chiunque di voi, anche quelli che magari non vanno in Chiesa tutte le Domeniche o non pregano tutti i giorni… ecco, sfido chiunque a dire che tutto ciò non gli mancherà. Perfino il traffico e le interminabili code davanti alle Chiese.
Perché poi, in fondo, quella del Giovedì Santo non era solo un'occasione per andare in chiesa, ma anche per ritrovare gente che non si vedeva da un po', per sapere come stanno, cosa fanno, se vivono ancora qui o sono andati via. Per sapere se si sono sposati e hanno avuto figli…
Per Campobasso il Giovedì Santo è sempre, sempre, sempre stato un rito. Un rito a cui nessun Campobassano è mai mancato.
Si sarebbe iniziato dal Lunedi a preparare tutto l'occorrente per allestire i Sepolcri nelle varie chiese. Avremmo "lottato" con le unghie e con i denti per trovare un posto dalla parrucchiera e dall'estetista "e dai possibile che non riesci a trovarmelo un buco libero? Va bene qualsiasi ora. Dai stasera devo uscire per i sepolcri, almeno voglio avere capelli e mani aggiustate". Perché in fondo noi siamo così. Ci teniamo sempre un po' all'apparenza. Soprattutto in giorni in cui quando esci incontri tutta la città.
Perché il bello della nostra città è sempre stato questo: ti aggiusti come in un giorno di festa e quando incontri qualche conoscente dici "Non mi dire niente. Sono stata tutto il giorno in casa a fare le pastiere. Devo ancora fare la spesa per Pasqua. Non ho avuto nemmeno il tempo di respirare. Sono solo uscita un'attimo per vedere i sepolcri che è tradizione".
Sarebbe stato tutto così. Tutto uguale come ogni anno. Tutto un po' più magico.
Sarebbe stato. Ma non lo è.
Non lo è stato lo scorso anno e non lo è neppure quest'anno.
Sarà un'altra Pasqua vuota. Un'altra Pasqua silenziosa. Sarà un'altra Pasqua senza le nostre tradizioni che da sempre amiamo, viviamo… e se non possiamo viverle comunque le portiamo nel cuore.
 Ma torneremo. Ne sono sicura. Torneremo perfino a lamentarci del traffico, del parcheggio che non si trova e delle file in chiesa.
Tornerà tutto. E sarà ancora più bello.
Quest'anno è andata così. Non ci sono stati Sepolcri, né processione… e siamo tutti un po' più tristi in questi giorni, ma come diciamo noi campobassani: "A megl a megl a l'ann c' vè"!
#molisechetorni