Quarantena e tampone per chi rientra da Paesi Ue. Confindustria: "Così abbiamo perso tutti"

Il ministro della salute, Roberto Speranza, ha firmato una nuova ordinanza che prevede tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni per chi rientra o arriva da paesi dell'Unione Europea. 
Diverse sono state le reazioni alla nuova ordinanza:
Tra le tante, quella del leader della Lega, Matteo Salvini, nell'incontro con la stampa estera a Roma: «Spero che il ministro Speranza restituisca dignità agli operatori del turismo italiani, che altrimenti si vedevano beffati». Ironizzando poi sui viaggi nelle isole spagnole: «Le isole italiane sono molto più belle: tra Sardegna e Baleari non c'è partita».
Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni: «Non si possono incontrare i propri cari, magari a pochi chilometri di distanza, ma è possibile prendere un aereo e farne migliaia per svago? Un controsenso che penalizza anche tutti gli operatori turistici e gli albergatori che da tanti mesi sono alle prese con forti perdite economiche. Spero si faccia presto chiarezza su questa assurda anomalia».
«Quarantena al rientro dall'Ue? Così abbiamo perso tutti, francamente non vediamo il nesso di questa misura "sanitaria" e non riusciamo a scollegarla dalle polemiche di questi ultimi giorni sul fatto che si possa viaggiare in alcuni paesi esteri per Pasqua. Perché quest'ordinanza non è stata fatta prima? Sembra voler dire: rendiamo più difficile andare all'estero. Anche noi tour operator siamo aziende italiane! E stiamo parlando di due soli charter (da 180 passeggeri), un numero minuscolo rispetto alle gravissime perdite dell'ultimo anno». Sono le riflessioni del presidente Astoi Confindustria Pier Ezhaya.
"La toppa è peggio del buco", dice il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca commentando l'ordinanza. «Noi non volevamo fare assolutamente la guerra agli italiani che andavano all'estero né tantomeno a tour operator e agenzie di viaggi italiani di cui abbiamo la massima considerazione. Il nostro discorso è solo questo: se il tampone vale per andare all'estero deve valere anche in Italia. Federalberghi è convenzionata con più di duemila centri diagnostici per i tamponi in hotel. Se è permesso salire su un aereo col tampone, sia permesso anche in hotel».
La Germania, intanto, annuncia un rafforzamento dei controlli alle frontiere terrestri per scongiurare l'aumento dei contagi.