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Duecentocinquanta euro per ogni figlio, la rivoluzione dell'Assegno Unico Universale #unavoceperledonne

di Viviana Pizzi

Sembra essere quasi un caso ma l'uscita settimanale della rubrica "Unavoceperledonne" coincide con qualche cosa di negativo o positivo riguardo alla vita di ciascuna di noi. Stavolta è la politica nazionale a darci l'input per l'argomento di oggi. La donna in Italia viene vista ancora come parte integrante fondamentale della vita delle famiglie. Per questa ragione la ministra Elena Bonetti (che anche nel Governo Draghi come in quello Conte bis) ha le deleghe per la famiglia e le pari opportunità ha strutturato insieme al suo partito (Italia Viva) il family act. Questo è il primo pezzo (l'articolo 2) di un progetto che è nato nell'ultima Leopolda, il grande incontro organizzato da Matteo Renzi. 

Da questo oggi possiamo dare una bella notizia: è stato approvato l'Assegno Unico Universale. Il Senato ha approvato con 227 voti favorevoli, 4 astenuti, nessun contrario. E' vero che siamo nell'era del Governo del volemose bene ma è stato riconosciuto una cosa fondamentale per la vita delle famiglie ma anche delle donne che con la promozione della parità di genere potranno in futuro non dover scegliere tra la vita di casa e quella lavorativa. Arriva da un partito che ha lo statuto della parità di genere nel fondamento del partito.  

"L'Assegno Unico e Universale appena approvato in Senato - si legge sulla pagina di Italia Viva nazionale - è una misura rivoluzionaria per le famiglie e per le giovani generazioni. Grazie alla tenacia della Ministra Elena Bonetti". 

Ma ecco cosa prevede il decreto che presto sarà in Gazzetta Ufficiale e sarà firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Dal 1° Luglio ogni famiglia riceverà per ogni figlio, fino ai 21 anni d'età, un assegno mensile di circa 250 euro (non è previsto limite d'età per le famiglie con figli con disabilità). L'assegno è unico e non ci saranno limiti di reddito. È prevista una maggiorazione per le famiglie con un reddito più basso e a seguire dal terzo figlio. Universale perché nessuno è escluso: tutte le categorie di lavoratori, dai dipendenti pubblici agli autonomi, riceveranno l'assegno. Questo beneficio non toccherà il già esistente bonus per le famiglie che già ottengono quello per gli asili nido.  Investire sulle famiglie oggi, significa investire sul futuro dei nostri giovani domani.

Insomma una rivoluzione per  le donne, ma anche per gli uomini, che finora sono stati costretti a scegliere di non avere figli perchè la crisi che morde i fianchi da ormai dieci anni, ha abbassato le capacità economiche. Non sempre essere childfree è una scelta consapevole ma spesso bisogna farlo per povertà. Dopo l'assegno unico sempre la Ministra Bonetti ha annunciato che tra le prossime mosse del Governo ci sarà quello dell'investimento sulla leadership femminile e quello dei corsi di formazione per il reinserimento delle donne a livello lavorativo. Una vera Pasqua di resurrezione per le famiglie e per le pari opportunità. Che si possa proseguire su questo passo. Almeno a livello nazionale nel Governo Draghi le donne sono ben rappresentate.