Termoli. Consegna modulo di terapia intensiva al San Timoteo

DIRETTA
di Cinzia Venditti

Notizia di oggi, la Polfer, presidio di sicurezza della Polizia di Stato nella stazione, chiuderà a Campobasso, così come in altre stazioni ferroviarie italiane a causa della spending-review. 180 giorni dalla registrazione del decreto alla Corte dei Conti e il presidio ferroviario del capoluogo non ci sarà più. Il taglio non comporterà il trasferimento o la perdita di nessun posto di lavoro, in quanto i 15 agenti della Polfer - come spiega il Segretario Regionale del sindacato COISP, Giovanni Alfano, intervistato da Moliseweb - verranno distribuiti nell'ambito della provincia, ma mancanza della sicurezza pubblica in luoghi che dovrebbero essere rigorosamente controllati e il conseguente aumento dell'illegalità, soprattutto in un posto come la stazione fatto di sottopassaggi e vita notturna. Ancor di più in vista dello sviluppo della linea elettrica ferroviaria, che porterà a un maggiore afflusso di passeggeri e quindi necessità di prevenzione e controlli.
«La Polfer di Campobasso non prevede costi eccessivi - illustra Alfano - perché i locali sono forniti dalla stazione in maniera gratuita e il lavoro svolto dai colleghi è indispensabile alla sicurezza ferroviaria. Dopo la chiusura della Polfer, i controlli sui treni saranno gestiti in maniera "da remoto" dal posto di polizia ferroviaria di Termoli, unico che rimarrà aperto in regione e che tra pochi anni verrà ridotto ad un numero minore di unità causa pensionamenti, oppure arriveranno qui a Campobasso agenti da zone limitrofe, come il beneventano. Non solo non ci saranno risparmi con questa chiusura ma, addirittura, un aggravio di costi. Noi sindacato, come già accaduto con la chiusura del distaccamento di polizia stradale di Larino o il posto di Polizia Ferroviaria di Isernia, faremo di tutto affinché tale chiusura venga revocata. Negli anni abbiamo avuto troppi investimenti sbagliati, mentre quello sulla sicurezza è il più importante.»