Accadde Oggi 2 Aprile #almanacco

Oggi 2 aprile la Chiesa festeggia San Francesco da Paola, eremita, protettore dei naviganti

999 – Consacrazione di Papa Silvestro II
1767 – Una nave inglese approda su quella che viene chiamata Isola di Giorgio III, nota oggi come Tahiti
1900 – Luigi Brugnara viene eletto Podestà di Trento
1902 – L'”Electric Theatre”, il primo cinema-teatro americano, apre a Los Angeles, California
1912Sun Yat-sen fonda il Kuomintang (Partito Nazionalista Cinese)
Il transatlantico Titanic lascia Belfast e si dirige verso Southampton. Arriverà a destinazione il 10 aprile 1912.
1917Prima guerra mondiale: il presidente USA Woodrow Wilson chiede al Congresso di dichiarare guerra alla Germania
1926 – Su proposta di Benito Mussolini il governo italiano vara la legge sull’Opera Nazionale Balilla
1930 – Hailé Selassié è proclamato Imperatore d’Etiopia
1940 – Italia: parte la campagna di requisizione di tutte le cancellate in ferro per fare scorta in vista della guerra
1944 – Francia, Massacro di cittadini francesi ad Ascq per mano nazista.
1948 – USA, il Congresso approva il Piano Marshall
1954 – Los Angeles: presentazione del progetto del parco divertimenti di Disneyland
1972 – Guerra del Vietnam: inizia l’Offensiva di Pasqua; le forze nordvietnamite risalgono la parte settentrionale della Provincia di Quang Tri
1975 – Guerra del Vietnam: migliaia di rifugiati civili lasciano la Provincia di Quang Ngai di fronte all’avanzata delle truppe nordvietnamite
1977 – Spagna: a Madrid si scioglie il Movimento Franchista
1982 – L’Argentina invade le Isole Falkland (o Isole Malvinas o Malvine, a controllo britannico): è l’inizio della Guerra delle Falkland
1989Il capo dell’Unione Sovietica Michail Gorbačëv giunge a L’Avana, Cuba, per incontrare Fidel Castro
Yasser Arafat è proclamato Presidente della Palestina
1992John Gotti, boss mafioso di New York, è condannato a morte per omicidio e gestione del racket. La sentenza di morte è poi commutata in quella di ergastolo
Pierre Bérégovoy diventa Primo ministro di Francia
2002 – Forze israeliane circondano la Chiesa della Natività a Betlemme nella quale sono rifugiati circa duecento palestinesi
2003 – Guerra in Iraq: unità della Delta Force liberano Jessica Lynch, dall’ospedale in cui era ricoverata
2004Belgio/Bruxelles: dopo la firma dell’accordo del 29 marzo, primo alzabandiera a Bruxelles delle nuove sette nazioni della NATO: Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia.
USA, la NASA sperimenta con successo un prototipo di aereo con propulsione Scramjet: l’X-43A raggiunge la velocità di Mach 7.
2005 – Alle 21:37 italiane (20:37 UTC) muore Papa Giovanni Paolo II. Quando viene data la notizia ufficiale, le migliaia di persone raccolte spontaneamente davanti alla Basilica di San Pietro danno vita a una veglia di preghiera che praticamente si svolge senza sosta fino al giorno del funerale, venerdì 8 aprile.
2018 – Il laboratorio orbitale cinese Tiangong 1, rientra sulla Terra nel Pacifico alle ore 0:16 UTC

Giornata internazionale del libro per ragazzi
Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo

Nati

1840 – Émile Zola

1725 – Giacomo Casanova

1914 – Alec Guinness

Morti

2005 – Giovanni Paolo II 

 

1990 – Aldo Fabrizi

Avremmo voluto raccontarvi di Papa Giovanni Paolo II ma lo faremo l’8 aprile data del suo funerale ma oggi ci sarebbe tanto da scoprire insieme. Abbiamo voluto focalizzare l’attenzione su Aldo Fabrizi, padre di un modo di recitare che ancora è indelebile e scuola in e per tutti noi.

Aldo Fabrizi (all'anagrafe Fabbrizi) (Roma1º novembre 1905 – Roma2 aprile 1990) è stato un attoreregistasceneggiatoreproduttorecomico e poeta italiano.

Attore intenso e versatile, nel corso della sua carriera ha avuto modo di misurarsi sia in ruoli comici che drammatici. È stato inoltre, insieme ad Alberto Sordi e Anna Magnani, una personalità essenziale per quanto riguarda la rappresentazione della romanità nel cinema.

Nato in una umile famiglia (il padre, vetturino, era di origini ciociare, mentre la madre, di famiglia originaria di Tivoli, gestiva un banco di frutta e verdura in Campo de' Fiori), nasce in una abitazione in vicolo delle Grotte 10 (dove ancora oggi esiste una targa commemorativa). All'età di undici anni rimase orfano del padre Giuseppe (1879-1916), vetturino, morto per una polmonite fulminante contratta cadendo con cavallo e carretto in un fosso romano; costretto così ad abbandonare gli studi per contribuire al sostentamento della numerosa famiglia - che comprendeva anche cinque sorelle tra le quali Elena Fabrizi, in seguito soprannominata Sora Lella - si adattò a fare i lavori più disparati.

Nonostante le difficoltà, la sua vocazione artistica riuscì a esprimersi pubblicando nel 1928 nelle edizioni della Società poligrafica romana (non si sa se a proprie spese) un volumetto di poesie romanesche intitolato Lucciche ar sole, che riuscì a far recensire sul quotidiano Il Messaggero, e partecipò inoltre alla redazione del giornale dialettale Rugantino; nello stesso periodo cominciò a calcare le scene, prima con la Filodrammatica Tata Giovanni, poi come dicitore in teatro delle sue stesse poesie, come era ancora uso in quegli anni. Nel 1931, a 26 anni, esordì come macchiettista nei piccoli teatri della capitale e in giro per l'Italia, insieme con la compagnia "Reginella", con il nome di "Fabrizio", come comico grottesco romano, proponendo caricature dei tipi caratteristici romani (come il vetturino), il conducente di tram e lo sciatore. Divenuto in breve tempo popolare, costituì una propria compagnia che, nel 1937, vide fra le sue file per breve tempo un giovane Alberto Sordi.

Nel 1942 esordì come attore cinematografico nel film Avanti c'è posto, diretto da Mario Bonnard al quale seguirono Campo de' fiori (1943) - sempre di Bonnard - e L'ultima carrozzella (1943) di Mario Mattoli, nei quali si limitò a riproporre le macchiette che aveva già interpretato a teatro - rispettivamente quelle del bigliettaio, del pescivendolo e del vetturino - accanto ad Anna Magnani, con la quale avrà un rapporto conflittuale. In queste tre pellicole vi sono discorsi, battute e situazioni tipici di una Roma oramai sparita; anche il dialetto romanesco usato da Fabrizi è, per certi versi, figlio di un modo di parlare ormai desueto. Nel film L'ultima carrozzella girato nell'estate del 1943, in piena seconda guerra mondiale, tra gli attori troviamo alcuni esponenti celebri del dialetto e della canzone romanesca del Novecento, quali Romolo BalzaniGustavo Cacini e Anita Durante, altra stella ormai tramontata di quel variegato e onesto firmamento di attori che recitavano in vernacolo romanesco.

Durante l'Anno Santo del 1925, per un certo periodo, lavorò davvero come vetturino. Si dice che lo spolverino e il berretto indossati nella pellicola del 1943 fossero gli stessi da lui usati in quella precedente, giovanile esperienza. Anche Federico Fellini, all'epoca ancora giovane e sconosciuto, lo aiuterà nella sceneggiatura. Storia diversa, invece, col primo film compiutamente neorealistaRoma città aperta (1945) di Roberto Rossellini, dove interpretò il ruolo più significativo ed intenso della sua carriera, ispirato alle figure dei sacerdoti romani don Giuseppe Morosini e don Pietro Pappagallo entrambi fucilati nel 1944, durante l'occupazione nazista della capitale, il primo a Forte Bravetta, il secondo alle Fosse Ardeatine.

Si dedicò anche, in maniera saltuaria, al doppiaggio: sue sono le voci di Giuseppe Varni, il bidello della scuola femminile nel film Maddalena... zero in condotta (1940) e di Gino Saltamerenda, il netturbino che aiuta Lamberto Maggiorani ed il piccolo Enzo Staiola a cercare la bicicletta rubata, nel mercato di Porta Portese, in Ladri di biciclette (1948), entrambi diretti da Vittorio De Sica.

Per la sua interpretazione nel film Prima comunione (1950) di Alessandro Blasetti, fu premiato con un Nastro d'argento al migliore attore protagonista. Da quel momento interpretò quasi altri settanta film, ottenendo spesso un buon successo, senza disdegnare ruoli drammatici, ma privilegiando sempre ruoli brillanti e comici, nei quali manifestò una naturale carica di bonaria umanità che lo accompagnerà durante tutta la sua carriera. Realizzò una serie di film con altri grandi attori del periodo come Totò, con il quale recitò in Guardie e ladri (1951), Una di quelle (1953), I tartassati (1959), Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi (1960), Totò contro i quattro (1963), e con Peppino De Filippo, con il quale recitò in Signori, in carrozza! (1951), Accadde al penitenziario (1955) e Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo (1956), divenendo uno dei protagonisti della commedia all'italiana.

Con Totò era legato da una profonda stima e amicizia e lui stesso affermò che: "Lavorare con Totò era un piacere, una gioia, un godimento perché oltre ad essere quell'attore che tutti riconosciamo era anche un compagno corretto, un amico fedele e un'anima veramente nobile... Arrivati davanti alla macchina da presa, cominciavamo l'allegro gioco della recitazione prevalentemente estemporanea che per noi era una cosa veramente dilettevole. C'era solamente un inconveniente, che diventando spettatori di noi stessi ci capitava frequentemente di non poter più andare avanti per il troppo ridere".

Lavorò anche con il grande regista del muto Georg Wilhelm Pabst in due film: La voce del silenzio (1953) e Cose da pazzi (1954), dove interpretò quello che, sicuramente, resta il ruolo più particolare della sua carriera : un matto che crede di essere un primario ospedaliero. Tra il 1948 e il 1957 diresse anche nove film, tutti dignitosi, a partire da quello d'esordio, girato in ArgentinaEmigrantes (1948), alla trilogia sulle avventure della famiglia Passaguai, della quale fu anche produttore per la sua Alfa Film XXXVII, a Hanno rubato un tram (1954), girato a Bologna con la fotografia del grande Mario Bava, pure questo riemerso nel 2005 in DVD, fino all'accorato e malinconico Il maestro... (1957), la sua ultima regia.

Sergio Leone affermò che le regie di Fabrizi erano fittizie, in quanto se ne occupò personalmente lasciando la firma all'attore romano.

Durante gli anni settanta recitò in pochi altri film come C'eravamo tanto amati (1974), per il quale vinse il suo secondo Nastro d'argento nel 1975 per un ruolo secondario. L'ultimo film fu Giovanni Senzapensieri, girato nel 1986.

Sul palcoscenico del Teatro Sistina, nella stagione 1962-1963, ottenne un grande successo personale interpretando il ruolo del boia papalino Mastro Titta nella commedia musicale Rugantino scritta e diretta da Garinei & GiovanniniMassimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile. Il grande trionfo fu completato da una memorabile trasferta negli Stati Uniti, a Broadway, dove lo spettacolo registrò sempre il tutto esaurito. L'ultima sua apparizione teatrale è del 1967, con lo spettacolo Yo-Yo Yè-Ye scritto da Dino Verde e Bruno Broccoli. Ritornerà ad interpretare Mastro Titta in Rugantino nell'edizione 1978 della commedia.

Per il Teatro Verdi (Trieste) nel 1970 fu Zanetto Pesamenole (Donna Pasqua) ne Al cavallino bianco con Tony RenisSandro Massimini e Graziella Porta nel Teatro Stabile Politeama Rossetti.

In televisione esordì nel 1959, come interprete dello sceneggiato di Leopoldo Cuoco e Gianni Isidori "La voce nel bicchiere", diretto da Anton Giulio Majano. Per molto tempo, preso da impegni cinematografici e teatrali, sarà questo il suo unico lavoro televisivo, fino al 1971, quando ottenne un altro grande trionfo nel varietà del sabato sera Speciale per noi diretto da Antonello Falqui, accanto ad Ave NinchiPaolo Panelli e Bice Valori, che è anche l'unica testimonianza visiva rimasta delle sue macchiette teatrali. L'ultima apparizione televisiva avvenne nel corso del G. B. Show, in onda su Raiuno, il 27 agosto 1987, in cui ripropose dal Rugantino "na donna dentro casa è 'n antra cosa".

Fabrizi, sposato con Beatrice Rocchi, cantante di varietà molto nota negli anni venti col nome d'arte di Reginella, dalla quale ebbe due figli gemelli, Massimo (deceduto nel 2016 a 84 anni, proprio come il padre) e Wilma Fabrizi, rimase vedovo nell'estate del 1981. Abitava a Roma in Via Arezzo, nel quartiere Nomentano, nello stesso edificio dell'amica Ave Ninchi.

Coltivava l'hobby della gastronomia. Sulla pasta e le sue tante e diverse ricette scrisse anche alcune poesie in dialetto romanesco.

Morì a Roma il 2 aprile del 1990 all'età di 84 anni per una insufficienza cardiaca. I funerali si celebrarono due giorni dopo nella Basilica di San Lorenzo in Damaso[10]. È tumulato al Cimitero Monumentale del Verano di Roma. Sull'ingresso della cappella è ben visibile la scritta "Aldo Fabrizi" (con una sola B) mentre all'interno, sulla lapide che copre la bara, oltre alle date di nascita e morte, c'è il suo vero nome "Aldo Fabbrizi" (con due B) e l'epitaffio«Tolto da questo mondo troppo al dente».