Musicisti del Molise, la Linea Gustav #musicamente

di Lino Rufo 

Un territorio apparentemente arido, nonostante la bellezza delle montagne e del paesaggio.

Le Mainarde dominano la valle del Volturno, svettando maestose ed eleganti, come uscite da un quadro impressionista.
Alcuni le definiscono le Dolomiti del Sud.
Sono esattamente al centro del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, anzi sono il Parco in persona, insistendo al centro delle tre regioni implicate, con vette che raggiungono i 2500 metri.
Sulle coste della catena, al di sotto di caverne per asceti e rifugi per briganti, trovano esistenza vari paesi, i cui abitanti hanno effettuato un transito continuo fra i diversi territori, diventando alla fine stanziali in uno soltanto di questi, ma conservando le caratteristiche delle terre di provenienza.
Ogni anno i paesani del versante molisano, in processione, attraversano l’impervia montagna della Meta per recarsi in pellegrinaggio alla Madonna (nera) di Canneto, sull’altro versante, nell’immediato Lazio.
Nel diciannovesimo secolo, Castelnuovo al Volturno era il paese degli zampognari.
In paese ognuno suonava la zampogna o la ciaramella e l’organetto (dubbotte) e, durante le feste natalizie, si recava presso varie località a portare la “novena” di Natale.
Pare che alcuni siano arrivati addirittura fin nella gelida Russia, altri a Parigi e nel resto dell’Europa, ma, certo è, che diverse generazioni hanno tirato su la famiglia con questa attività, in modo dignitoso.
I castelnovesi commissionavano gli strumenti agli artigiani di Atina o della Valle del Comino, ma ben presto, alcuni valenti scapolesi, “rubarono” l’arte ai ciociari e iniziarono a costruire zampogne artigianali con perizia e maestria, tanto che oggi, Scapoli viene indicata come la “Capitale mondiale della zampogna”, con un museo dedicato, valenti musicisti e varie botteghe di artigiani.
Ogni anno si tiene una mostra-mercato che, col passare del tempo, si è trasformata in un festival di rilievo, diretto da un giovane polistrumentista, Christian Di Fiore, che ha all’attivo un progetto musicale ambizioso mutuato dall’evoluzione che Piero Ricci ha dato alla zampogna.
Nel frattempo, a Filignano, è nato il Mario Lanza Festival, dedicato alla lirica, in onore del grande attore-tenore leggendario.
A Rocchetta a Volturno si è avuto un timido approccio alla celebrazione della grande cantante italo-americana Timi Yuro.
A Castelnuovo al Volturno è nata, ad opera di chi scrive, nel ’65, la canzone d’autore in Molise, e forse qualcuno si farà anche una risata, dettata dall’arroganza e dall’invidia (si sa che il molisano è invidioso di natura), ma vi assicuro che è la pura e chiara verità, in scienza e coscienza, “fiorin fiorello l’amore è bello ma senza te…
Su questa linea di confine, tracciata idealmente fra tre regioni, in questa zona incontaminata della natura, dove si vive a contatto con i lupi gli orsi i cervi l’aquila reale, ma anche con le vipere le volpi i cinghiali, si sono sviluppate tante scuole musicali e di pensiero, tali da stravolgere addirittura l’essere e l’esistenza, il Sein und Zeit di Martin Heidegger
Avevamo una sorta di piccola New Orleans del Parco d’Abruzzo Lazio e Molise e non ce n’eravamo accorti! Un triangolo di terra in cui si canta, si danza, si suona ancora in modo incontaminato e lontano dalle frustrazioni urbane e dai morsi della fame.
Iniziando il percorso dall’inizio della linea, sui declivi più dolci delle Mainarde, troviamo uno dei grandi nomi della musica internazionale:
Jim Capaldi
Vi ricordate i Traffic? Sono stati una delle più grandi band britanniche che hanno aperto la strada del rock psichedelico a vari gruppi, sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti, con album-capolavoro quali John Barleycorn Must Die.
Uno dei suoi componenti e fondatori, assieme a Steve Winwood era Nicola James Capaldi, meglio conosciuto come Jim, inserito nella Rock and Roll Hall of Fame” come parte dell’organico originale dei Traffic.
Capaldi e Winwood hanno scritto molti dei grandi successi dei Traffic e la maggior parte delle tracce dei dieci album della band.
Jim ha suonato e collaborato con diversi musicisti di fama assoluta, tra cui Jimi Hendrix, Eric Clapton, George Harrison, Alvin Lee, e Mylon LeFevre. Ha anche scritto testi di canzoni per altri artisti, come ad esempio This is reggae music” di Bob Marley.
Nicola James Capaldi Nasce il 2 agosto 1944 a Evesham, nel Worcestershire da genitori musicistidi origine italiana. Il nonno Pasquale proviene dalla frazione di Cassino San Michele, paesino situato sulla strada che attraversando Valvori e Acquafondata, conduce a Cardito, ai confini col Molise.  In realtà, i Capaldi si stabiliscono a Cassino provenendo da Selvone e Cerasuolo, entrambe frazioni di Filignano.
Ad ogni modo, Pasquale parte per la Scozia prima della prima guerra, da lì emigra per un breve periodo in America e poi torna in Inghilterra, dove si stabilisce definitivamente. Tra i suoi figli, Nicola Nick Capaldi lavora suonando la fisarmonica e quindi, la sua progenie, compreso Jim, si trova immersa in un clima ideale per coltivare questa passione.
Da rockol.it cfr. “Jim Capaldi si avvicina giovanissimo al mondo della musica acquisendo una discreta popolarità locale con gli Hellions, in cui suona la batteria accanto al chitarrista Dave Mason. Quando i due vengono ingaggiati di spalla alla cantante Tanya Day allo Star Club di Amburgo (lo stesso locale in cui si fanno le ossa i Beatles) hanno modo di fare la conoscenza di Steve Winwood, prodigioso e giovanissimo cantante e tastierista proveniente dalla vicina Birmingham e allora in forze allo Spencer Davis Group: nasce così unamicizia da cui anni dopo scaturiranno i Traffic, formazione di importanza cruciale nella scena rock psichedelica inglese della seconda metà degli anni Sessanta. Scrivendo il testo di Paper sun”, il primo singolo del gruppo che entra subito nella Top 5 delle classifiche inglesi, Capaldi inaugura un sodalizio compositivo con Winwood che farà epoca grazie ad album come TRAFFIC, NO EXIT e JOHN BARLEYCORN MUST DIE. Nel 1972, mentre fa ancora parte del gruppo, pubblica il primo album solista OH HOW WE DANCED, con la collaborazione di altri membri della band e di Paul Kossof, chitarrista dei Free. Nel terzo disco SHORT CUT DRAW BLOOD, decisamente orientato verso tematiche sociali, ambientaliste e di protesta, viene inclusa una cover di Love hurts” degli Everly Brothers che diventa un successo internazionale. Capaldi espande nel frattempo la sua cerchia di amicizie e collaborazioni musicali: nel 1973 è uno dei promotori del concerto al Rainbow di Londra che saluta il ritorno alle scene di Eric Clapton dopo un periodo di riabilitazione dalla droga; poi inizia a frequentare Bob Marley, a cui scrive il testo di una canzone (This is reggae music”) e collabora con Carlos Santana, mentre lo stesso Clapton e George Harrison figurano come ospiti nel 1988 nellalbum SOME COME RUNNING; nel frattempo, tra un disco e laltro (e qualche hit, come Thats love” da FIERCE HEART, 1983, che riscuote successo negli Stati Uniti) si dedica con fervore alla causa ambientalista e allassistenza dei ragazzi di strada brasiliani, obiettivo a cui la moglie (lei pure brasiliana) Aninha, sposata nel 1975, si dedica a tempo pieno; album come LET THE THUNDER CRY, del 1981, risentono tematicamente e musicalmente del periodo in cui la coppia risiede a Bahia, generando due figli. Nel 1993 Capaldi è invitato da Winwood a collaborare a un album che presto si trasforma in un disco dei riformati Traffic (senza Mason e Chris Wood, laltro membro storico che nel frattempo è scomparso): ne seguono, lanno successivo, un album, FAR FROM HOME, e un tour di grande successo negli Stati Uniti. Nello stesso periodo Capaldi scrive una ballata per gli Eagles, anchessi rimessisi insieme da poco: il brano, intitolato Love will keep us alive”, diventa uno dei titoli di punta dellalbum che segna il ritorno sulle scene della band californiana, Hell freezes over”. Qualche anno dopo Capaldi riallaccia anche i rapporti musicali col vecchio amico Mason, per un tour datato 1998 da cui viene ricavato anche un disco (LIVE – THE 40,000 HEADMEN TOUR) e torna a occuparsi attivamente della sua carriera solista: nel 2001, con molti nomi illustri al suo fianco (Paul Weller, Gary Moore, Ian Paice, Winwood e ancora Harrison) pubblica LIVING ON THE OUTSIDE, seguito nel 2004 da POOR BOY BLUE. Nuovi progetti di reunion dei Traffic vengono stroncati brutalmente dal peggiorare di un tumore allo stomaco che stronca il batterista il 28 gennaio del 2005. Circa due anni dopo, il 21 gennaio 2007, Winwood, Weller, Moore e altri amici e collaboratori dello scomparso musicista (tra cui Pete Townshend, Joe Walsh, Yusuf Islam, Bill Wyman e lex tastierista dei Deep Purple Jon Lord) sono sul palco della londinese Roundhouse per un concerto tributo da cui viene tratto anche un cd”.
A pochi chilometri, a Filignano, troviamo Mario Lanza.
Ad un quarto d’ora di strada, a San Biagio Saracinisco, incontriamo una deliziosa ragazza con la chitarra, Caterina Valente.
Spostandoci nella parte bassa delle Mainarde, a Rocchetta a Volturno, respiriamo aria, oops canto di Timi Yuro.
Vi siete mai chiesti se, a parte le maldicenze che siete soliti operare nei confronti della creatività e dell’arte in genere, non abbiate forse qualche grande dilemma irrisolto nelle profondità dell’anima?
Non è da essere umano compiuto trovare sempre da ridire su tutto quanto diverga da noi e non riuscire ad ammettere il genio quando lo s’incontra, ma, con renitenza estrema, forzarsi a dichiarare: “Ma che c’ adda fa’ ch stu’ Tizio e Caio?
Scusate, ma è troppo per il mio stomaco delicato, preferisco sorvolare e annunciarvi con estrema umiltà che nel prossimo numero vi parlerò di alcuni giovani e meritevoli musicisti che si stanno facendo strada in Italia e all’estero.
Hanno studiato e affinato il loro talento con sacrificio e spirito di abnegazione, sono molisani, meritano di essere citati e lo faremo al prossimo giro, sempre da questa “Linea Gustav”, all’ombra delle gesta di Giaime Pintor e al canto di Bella ciao.
Lino Rufo