Variante giapponese E484K, Burioni (virologo): "No al 'varianterrorismo'. I vaccini funzionano"

L'Iss monitora le mutazioni, soprattutto quella inglese, brasiliana e sudafricana, ormai diffuse in diverse zone del Paese. Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit: "Se sarà confermata la resistenza della giapponese ai vaccini sarebbe da valutare" uno stop dei collegamenti. Burioni: "No al 'varianterrorismo'. I vaccini funzionano". n tutta Italia continuano le segnalazioni di casi di coronavirus legati alle varianti, soprattutto alle tre principali monitorate dall'Iss: l'inglese, la brasiliana e la sudafricana. Ecco dove si sono registrati gli ultimi casi e le ultime notizie sul tema. Se i dati relativi alla nuova variante E484K segnalata in Giappone "saranno confermati, e se dunque sarà confermata anche la resistenza di questa mutazione del virus ai vaccini attualmente disponibili, credo sarebbe da valutare l'opportunità di un blocco dei voli, se tale variante fosse, come sembra, già arrivata in Europa". Ad affermarlo è Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e professore associato di Malattie Infettive all'Università di Roma Tor Vergata. 
La nuova mutazione del coronavirus in Giappone è stata segnalata in un ospedale a Tokyo, e sarebbe capace di ridurre l'efficacia dei vaccini. Ad anticiparlo il canale pubblico Nhk, segnalando come la variante, denominata E484K, sia stata rilevata in 10 dei 14 pazienti esaminati in un ospedale della capitale nel mese di marzo. Secondo Andreoni quella contro le varianti del virus "è ormai una corsa contro il tempo: infatti, più il virus circola più tende a mutare e dare luogo a nuove varianti. L'unica strategia è dunque quella di bloccare il prima possibile la circolazione del virus e per far questo la vera arma di cui disponiamo è la vaccinazione. Dunque, è fondamentale in questo momento velocizzare il più possibile la campagna di vaccinazione".
"Vaccini e varianti. No al 'varianterrorismo'. I vaccini funzionano", ammonisce in un tweet il virologo Roberto Burioni, in riferimento al dibattito sulle varianti del virus SarsCov2.
Attualmente in Italia, secondo gli ultimi dati dell'Istituto superiore di sanità, la cosiddetta variante inglese è diventata dominante con una prevalenza dell'86,7%, (con valori oscillanti tra le regioni tra il 63,3% e il 100%). Per quella brasiliana la prevalenza è del 4,0% (0%-32,0%), mentre le altre varianti monitorate sono sotto lo 0,5%.
(Sktg24)