CURA POST COVID, ALLA GEA MEDICA DI ISERNIA SI OPERA CON L'OZONOTERAPIA: ESITI POSITIVI PER I PRIMI PAZIENTI - Molise Web giornale online molisano

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Cura post Covid, alla Gea Medica di Isernia si opera con l'ozonoterapia: esiti positivi per i primi pazienti

Di Viviana Pizzi


La cura post Covid in Molise passa per l'ossigenoterapia. Si tratta di una particolare tecnica di infusione del sangue che viene messa in pratica solo in una struttura molisana: la Gea Medica di Isernia. Finora hanno portato a termine con l'equipe del dottor Marco Consilvio la cura di due pazienti: un uomo che usciva dalla terapia intensiva e una donna con un quadro clinico meno grave.

Ad illustrare a Maurizio Varriano i particolari di questa tecnica ci ha pensato la pneumologa del centro di riabilitazione Ambra Castagnacci, colei che opera materialmente nella cura di questi pazienti che si sono negativizzati dal virus ma che presentano ancora quella disabilità post malattia che non garantisce una buona qualità della vita se non curata bene. 

"Abbiamo avuto mezzi e persone già formate per l'ozonoterapia - ha dichiarato la pneumologa Ambra Castagnacci-  abbiamo mutuato esperienza dei colleghi del nord e la abbiamo applicata nella terapia  post Covid. Abbiamo avuto una persona che usciva dalla terapia intensiva e una signora meno grave. Abbiamo usato questa tecnica che ci ha portati a ottenere buoni risultati. Si tratta di cinque sedute da tenere una alla settimana".

Non ci sono formule magiche, la Gea Medica opera così prende pazienti già negativizzati e prende le disabilità derivanti ottimizzando e velocizzando i tempi. "Siamo l'unica riabilitazione intensiva respiratoria per il Molise, il paziente viene connesso a un circuito sterile e alcuni campioni di sangue vengono prelevati e arricchiti di ozono: Questo stesso campione di sangue viene reinserito nel paziente. Tranne che nei casi del favismo è una terapia che può essere applicata a tutti.". 

Come da protocollo c'è una seduta a settimana all'inizio per poi ridursi a una seduta al mese di un'ora nella fase di mantenimento. In questo momento ci sono 10 pazienti in cura e in ricovero. Si tratta comunque di cure che possono essere fatte in regime non ospedaliero. "Abbiamo i mezzi per proporla a tutti i pazienti che possono permetterselo. Dalla mia esperienza di pneumologo dico che il trattamento della disabilità derivante da Covid è un qualcosa con cui faremo i conti per due o tre anni. Si tratta di persone che sono guarite ma non sono abili". 

Ma Gea Medica potrebbe anche diventare altro. Infatti la struttura è disponibile a fare anche i vaccini se necessario e aiutare il sistema regione in questo. Dalla dottoressa un messaggio: " In questo momento della pandemia ci sono persone che hanno estrema attenzione verso il Covid ma bisogna fare attenzione a chi prende la cosa sotto gamba e crede di non ammalarsi mai. Dobbiamo dare una corretta informazione non terroristica ma nemmeno superficiale, tocca a noi medici far arrivare un messaggio equilibrato. I miei colleghi sono tutte persone orientate ed equilibrate. Non si può ora fare il medico senza tenere conto di questa pandemia". 

La pandemia non è uno scherzo e doversi curare anche dopo essersi negativizzati ne è la prova.