POSITIVA AL COVID SCRIVE AL GENERALE FIGLIUOLO: ECCO LA LETTERA DI CLAUDIA MISTICHELLI - Molise Web giornale online molisano

Positiva al Covid scrive al generale Figliuolo: ecco la lettera di Claudia Mistichelli

Da sempre una donna combattiva. Che non le manda a dire per denunciare disagi e disservizi della sua Campobasso. Parliamo della giornalista Claudia Mistichelli che, in una lunga lettera ha denunciato i disagi che i positivi al Covid sono costretti a subire in una regione piccola e dimenticara come il Molise. 


"Egregio Signor Generale Figliuolo,- si legge nella lettera - mi presento, sono Claudia Mistichelli di Campobasso, le scrivo da una piccola e sfortunata regione dimenticata da Dio e dagli uomini, il Molise, con una sanità disastrata già prima del Covid, le lascio immaginare ad un anno dalla pandemia in che condizioni siamo.

Generale ho pensato di scriverle per portarla a conoscenza della mia esperienza da positiva sintomatica, ho scelto di scrivere a lei in quanto figlia di un Questore in pensione, nonché Ufficiale e Generale dell’Esercito (UGO MISTICHELLI classe ’34), quindi certa delle sue capacità e risolutezza in ogni situazione.

Dopo quasi un anno e mezzo dall’inizio di questo incubo 2 cose, a mio avviso, dovrebbero essere i pilastri sui quali fondare la lotta a questo maledetto virus:

-Tamponi molecolari IMMEDIATI e GRATUITI a disposizione dei cittadini che ne abbiano necessità,

-Cure TEMPESTIVE.

Quello che a lei forse sembra scontato, nella realtà non lo è, quindi le racconto la mia vicenda.

Sono allettata dal giorno di Pasqua (4 aprile) con tutti i sintomi del caso, febbre, dolori, nausea, dolore al petto e in corrispondenza spalla e orecchio dx, le premetto che siamo 4 nuclei familiari che viviamo nello stesso stabile, 10 persone tra le quali 2 anziani e 2 bimbe piccole, situato sopra la nostra attività commerciale (con 5 dipendenti esterni).

La nostra priorità nei giorni di festa, oltre all’isolamento della sottoscritta, è stata anche quella di mettere in sicurezza l’attività che gestiamo, quindi martedì 6 aprile, alle ore 9:30 un medico era presso il mio domicilio per effettuare un tampone rapido, dal quale, dopo 5 minuti risultavo POSITIVA, pagando la somma di 70 euro.

Immediatamente è stato avvertito il nostro medico di base, che in seguito alla positività accertata mi ha subito prescritto tutte la cura idonea a sconfiggere il virus, aprendo la procedura di covid presso l’Asrem, in codice rosso, per il test molecolare.

Ovviamente abbiamo sottoposto tutta la famiglia al test rapido a pagamento, dal quale è risultata anche mia cognata positiva asintomatica, tutto questo al costo di circa 300 euro.

Tutto questo è stato effettuato in pochissime ore, prendendo la decisione di non aprire l’attività per una settimana, in modo da essere sicuri di non contagiare dipendenti e clienti, prevedendo ulteriori 10 test rapidi prima della riapertura, consapevoli di dover sborsare ulteriori 300 euro.

Generale, comprenderà sicuramente che per una attività che è stata chiusa a marzo del 2020 e che ad oggi lavora a singhiozzo, come tante altre attività, sborsare circa 700 euro in pochi giorni influisce pesantemente e negativamente.

Torniamo a me, che nel frattempo sono stata contattata dall’Asrem per fare il tampone molecolare il giorno 8 aprile alle ore 9,15 presso il DRIVE IN di Campobasso e ad oggi , 9 APRILE, che le sto scrivendo,  è presente il risultato del mio tampone, sul portale ad esso dedicato.

Il problema è proprio questo, se il martedì successivo alle feste, non ci fossimo attivati immediatamente ed autonomamente per evitare un contagio diffuso del covid, oltre a non sapere chi era positivo, io sarei ancora in attesa della cura relativa ai miei sintomi, e a distanza di 5 giorni, forse, avrei rischiato una bronchite ed un eventuale ricovero in ospedale.

Questo è inconcepibile, ad un anno e mezzo dalla pandemia, i test molecolari dovrebbero essere diffusi come il pane, di libero accesso (ovviamente con prescrizione medica) , ogni giorno, senza prenotazione, in modo da verificare immediatamente la positività di chi pensa di poter aver contratto il virus.

Il covid , nella maggior parte delle volte può essere curato a casa,ma solo se le cure sono tempestive e non dopo 5 giorni in codice rosso, questo eviterebbe l’affollamento costante degli ospedali.

Spero che questa mia email possa arrivare a destinazione ed essere di aiuto, le chiedo scusa se ho rubato una parte del suo tempo che è prezioso per tutta la Nazione, le porgo i miei saluti augurandole buon lavoro e buona salute".