PRIMAVERA ANTIFASCISTA, PARTONO LUNEDì GLI INCONTRI ALLA CASA DEL POPOLO - Molise Web giornale online molisano

Primavera Antifascista, partono lunedì gli incontri alla Casa del Popolo

Dal 12 aprile al 5 maggio Casa del Popolo organizza la rassegna “Primavera Antifascista
Un'iniziativa che segna un ulteriore e importante passo in avanti della nostra associazione sul fronte del contrasto sociale e culturale ai fascismi. In Italia assistiamo a sempre più diffuse manifestazioni di apologia del fascismo che sembrano non avere adeguate risposte e attenzione da parte delle istituzioni e della politica. Ancora più grave è l’impatto sulle giovani generazioni delle dimostrazioni di forza e odio che imperversano in modo particolarmente preoccupante nel web.
 
 
Lunedì 12 aprile alle ore 17,30 primo appuntamento  con la presentazione dei libri “L’antifascismo non serve più a niente” di Carlo Greppi e “Mussolini ha fatto anche cose buone” di Francesco Filippi.
 
Dialoga con gli autori Fabrizio Nocera, ricercatore Unimol
 
L'iniziativa  si terrà in diretta streaming sulla nostra pagina facebook e canale youtube. ( questo è il link https://www.youtube.com/watch?v=fawhXmJ5LDo )
 
L’antifascismo non serve più a niente – di Carlo Greppi
Si dice: “Destra e sinistra sono superate”, “il fascismo è finito 75 anni fa”. Quindi l'antifascismo non serve più a niente. Ma è proprio così?
Immaginate un paese in cui si ripete costantemente “che c'entriamo noi col fascismo” e “ma poi, anche se fosse, tanto non era una dittatura, anzi ha fatto pure qualche cosa di buono”. Immaginate un paese dove il crollo del fascismo viene chiamato anche "morte della patria", dove la Resistenza diventa un'eredità scomoda da nascondere quanto prima nella soffitta della memoria. Ecco, ora immaginate di mettere alla prova dei fatti queste parole che sono diventate quasi senso comune. È quello che fa questo breve libro ripercorrendo le ragioni per cui è necessario, ora più che mai, riprendere in mano la storia dell'antifascismo italiano e con essa le parole e le azioni di alcuni suoi protagonisti, uomini e donne del secolo scorso che dedicarono anni – e spesso decenni – a una lotta senza compromessi. Perché l'antifascismo, dalla marcia su Roma alla Liberazione, fu una risposta alla violenza di Stato, alla persecuzione, al conformismo, alla ferocia indiscriminata, al trasformismo, alla legge della fazione che aveva portato il paese alla rovina. Il fascismo era un regime assassino e criminale, che uccideva, imprigionava o costringeva alla fuga i suoi oppositori, un regime la cui "legalità" era al servizio di un progetto di annientamento e di guerra permanente, che era disposto a qualunque intrigo pur di salvare sé stesso, e che temeva la possibilità che i suoi avversari si alleassero per sconfiggerlo. E gli antifascisti cercarono di ribattere colpo su colpo, cercarono in molti modi e per strade diverse di resistere. Lo fecero con le parole, con la tenacia, con la capacità di disobbedire, con le armi, con l'intransigenza e, infine, con l'unità di azione, nella Resistenza. Quelli dell'antifascismo storico furono oltre vent'anni percorsi da un afflato etico, prima ancora che politico, che manca terribilmente nell'Italia di oggi. E che va recuperato.
 
Mussolini ha fatto anche cose buone di Francesco Filippi
Tutti i luoghi comuni sul duce smontati uno a uno, perché mai come oggi è necessario smentirli (ancora una volta). Una bussola essenziale per capire il presente
Dopo oltre settant'anni dalla caduta del fascismo, mai come ora l’idra risolleva la testa, soprattutto su Internet, ma non solo. Frasi ripetute a mo’ di barzelletta per anni, che parevano innocue e risibili fino a non molto tempo fa, si stanno sempre più facendo largo in Italia con tutt’altro obiettivo. E fanno presa. La storiografia ha indagato il fascismo e la figura di Mussolini in tutti i suoi dettagli e continua a farlo. Il quadro che è stato tracciato dalla grande maggioranza degli studiosi è quello di un regime dispotico, violento, miope e perlopiù incapace. L'accordo tra gli studiosi, che conoscono bene la storia, è piuttosto solido e i dati non mancano. Ma chi la storia non la conosce bene – e magari ha un'agenda politica precisa in mente – ha buon gioco a riprendere quelle antiche storielle e spacciarle per verità. È il meccanismo delle fake news, di cui tanto si parla in relazione a Internet; ma è anche il metodo propagandistico che fu tanto caro proprio ai fascisti di allora: «Dite il falso, ditelo molte volte e diventerà una verità comune». Per reagire a questo nuovo attacco non resta che la forza dello studio. Non resta che rispondere punto su punto, per mostrare la realtà storica che si cela dietro alle «sparate» della Rete. Perché una cosa è certa: Mussolini fu un pessimo amministratore, un modestissimo stratega, tutt’altro che un uomo di specchiata onestà, un economista inetto e uno spietato dittatore. Il risultato del suo regime ventennale fu un generale impoverimento della popolazione italiana, un aumento vertiginoso delle ingiustizie, la provincializzazione del paese e infine, come si sa, una guerra disastrosa. Basta un'ora per leggere questo volume, e sarà un’ora ben spesa, che darà a chiunque gli strumenti per difendersi dal rigurgito nostalgico che sta montando dentro e fuori il chiacchiericcio sguaiato dei social.