TERMOLI. INAUGURATI 10 POSTI DI TERAPIA INTENSIVA AL SAN TIMOTEO, NUOVI CONTRATTI AI MEDICI VENEZUELANI - Molise Web giornale online molisano

Termoli. Inaugurati 10 posti di terapia intensiva al San Timoteo, nuovi contratti ai medici venezuelani

TERMOLI – Dopo il Cardarelli di Campobasso è il turno dell’ospedale San Timoteo di Termoli di ricevere il modulo prefabbricato di terapia intensiva. Un traguardo più volte annunciato e rimandato e che non arriva da solo ma accompagnato dalle liete notizie della tanto dibattuta apertura del PalAirino come secondo punto vaccinale cittadino e del drive-through per i tamponi.
Il governatore Toma, il sindaco Roberti, il direttore generale dell’Asrem Florenzano, la neo subcommissaria ad acta Annamaria Tomasella, e ancora i primari Nicola Rocchia e Giovanni Serafini assieme a molti colleghi: partecipatissima la conferenza odierna per la consegna del modulo aggiuntivo, in verità ancora in attesa di alcune rifiniture e dell’installazione dei ventilatori polmonari oltre che del personale sanitario. 

Nel merito, il dg Florenzano annuncia la proroga di due mesi dei contratti ai medici venezuelani – in scadenza il 21 aprile – e l’attivazione di numerose procedure di stabilizzazione e reclutamento di nuove unità mediche e paramediche; annuncio quest’ultimo che arriva a onor di cronaca dopo mesi di proteste, ultima quella di stamane della Rete della sinistra termolese guidata dalla consigliera Marcella Stumpo che denuncia come “per svolgere mansioni di operatore sociosanitario e ausiliario l’ASReM utilizza anche lavoratori dipendenti di imprese registrate come attinenti alla pulizia; lavoratori regolarmente assunti da queste imprese, ma non garantiti perché svolgono in realtà mansioni di tipo sanitario, ricevono orari di lavoro e istruzioni direttamente e unicamente dal reparto cui sono assegnati e sono esposti ai rischi della pandemia esattamente come i dipendenti ma non godono del trattamento di questi ultimi”. 

A mettere in piedi la struttura prefabbricata e altamente tecnologica, come negli altri due nosocomi molisani, la ditta padovana Operamed sotto il coordinamento dell’ingegner Fabio Durante, che vanta nel proprio curriculum numerosi cantieri analoghi fra Lombardia, Veneto, Marche, Umbria e Lazio. Più volte definita come “area grigia”, non è destinata unicamente a pazienti Covid ma è concepita come estensione del Pronto soccorso per ogni tipo di ricovero; gemella della struttura campobassana, contiene dieci posti letto dotati di bagni privato, allacci per i gas medicali, telecamere e strumenti per monitoraggio 24/24h dei parametri vitali del paziente.

Si tratta di moduli di emergenza, che potrebbero essere smantellati una volta passata la pandemia, al contrario dell’hub Covid del Cardarelli che invece è strutturale dunque destinato a rimanere. L’ospedale bassomolisano vedrà in ogni caso nuovi e importanti interventi di ristrutturazione grazie ai 14,8 milioni di euro in arrivo, come ha ricordato in conferenza il governatore Toma. Soddisfatto di questa e delle altre novità il sindaco Roberti, che auspica possa essere il preludio a una nuova stagione per la città specie in vista dell’estate, dell’imminente Giro d’Italia e della stagione turistica. Da parte della struttura commissariale si afferma invece la volontà di far uscire prima possibile la regione dal piano di rientro, ma l’insediamento è troppo recente per fornire pareri tecnici e numeri.

di Valentina Gentile