LA MUSICA: ANGELI O DEMONI? #MUSICAMENTE - Molise Web giornale online molisano

La Musica: Angeli o Demoni? #musicamente

di Lino Rufo

Una volta Andreotti ha detto: “Il potere logora… chi non ce l’ha!”
Lui si riferiva chiaramente alla politica, ma il meccanismo è sempre lo stesso in tutte le forme di spettacolo, a cominciare dalla musica, cinema, calcio, "uomini e donne", ecc. ecc.
Quando un ragazzo, magari frustrato, timido, con la speranza di “conquistare le ragazze”, o semplicemente per mettersi in mostra o sbarcare il lunario, inizia a dedicarsi alla musica, parallelamente sviluppa l’ambizione/sogno di diventare famoso.
Se poi riesce ad avere un minimo di visibilità, questo desiderio diventerà così radicato in lui che lo accompagnerà per tutta la vita.
Ed ecco allora che, se non appagato, alimenta una frustrazione che lo conduce  tra i “fiori del male” e sarebbe quindi anche disposto a vendere l’anima al diavolo pur di raggiungere di nuov
o il traguardo già conseguito.
Lo scenario che si crea nella mente, ormai posseduta da questo palese desiderio, è ben descritto nell’incipit del poema “Howl” di Allen Ginsberg:

HO VISTO LE MENTI MIGLIORI DELLA MIA GENERAZIONE
DISTRUTTE DALLA PAZZIA,
AFFAMATE NUDE ISTERICHE
TRASCINARSI PER STRADE DI NEGRI ALLALBA
IN CERCA DI DROGA RABBIOSA,
HIPSTERS DAL CAPO DANGELO
ARDENTI PER LANTICO CONTATTO CELESTE
CON LA DINAMO STELLATA
NEL MACCHINARIO DELLA NOTTE,
CHE IN MISERIA E STRACCI
E OCCHI INFOSSATI STAVANO SU
PARTITI A FUMARE
NEL BUIO SOPRANNATURALE
DI SOFFITTE AD ACQUA FREDDA

FLUTTUANDO SULLE CIME DELLA CITTÀ
CONTEMPLANDO JAZZ (…)


Il poemetto, pubblicato per la prima volta nel ’56, rappresenta oggi il manifesto della “Beat Generation”, un movimento di scrittori e poeti che discendono direttamente dai “Poeti maledetti” francesi, a causa del tormento interiore che colpisce ogni generazione costretta ad affrontare grandi cambiamenti epocali e sociali.
Il movimento, affiancato dalla Pop Art, è stato seguito da grandi artisti che hanno influenzato tutte le successive generazioni fino ad oggi, primo fra tutti Bob Dylan, un songwriter che da sempre si barcamena  fra “demonio e santità”.
Questi ha influenzato, anche in Italia grazie alle traduzioni e al proselitismo di Fernanda Pivano, una moltitudine infinita di poeti, musicisti, attori, pittori e artisti in genere in ogni angolo, anche più sperduto, del pianeta, compreso il Molise.
Nella provincia d’Isernia si è sviluppata una predilezione per il Rock/Blues e la Pop Art, a Campobasso per il Jazz, e si è delineata, per questa e altre tendenze, una via di confine che coinciderà, poi, con la differenza territoriale.
Diversi personaggi hanno adottato, seguendo una linea cronologica, lo stile beat, freak, pop, rock, optando poi per il blues o per il jazz.
A Campobasso, a parte gli antesignani come Dallara o Bongusto, troviamo, in tempi più recenti Nicola Cordisco, Leo Quartieri, Donato
Cimaglia e altri, che hanno messo su una vera e propria Crociata a favore del jazz per cui, io penso che il Conservatorio Perosi avrebbe avuto l’obbligo di assegnare le cattedre appropriate a questi musicisti, cosa che non ha mai fatto.
A Isernia vorrei ricordare Sergio Gasperi, Franco Finori, Bruno Giancola, Beo Antinucci, ma anche personaggi di contorno appassionati, Cenzino Silvestri, pittori, Cenzino Ucciferri e altri, che hanno seguito una strada più psichedelica, a tratti coincidente con l’esempio di Andy Wharol.
Pensate che diversi di questi amici, nella ricerca di una realizzazione musicale, hanno sacrificato famiglie, rotto rapporti, contratto debiti, vissuto momenti gioiosi o terribili, attraversato indicibili sofferenze e cambi d’umore a volte ingiustificabili.
Tutto per un’illus
ione!
Immaginate di essere completamente al buio e privi di punti di riferimento; all’improvviso, una luce, da lontano, vi dà la speranza di aver ritrovato la rotta, ma più avanzate più questa si allontana: è questo lo scenario che dovete prefigurarvi sull’illusione di cui stiamo disquisendo.
Qualcuno cantava: “Uno su mille ce la fa…”, io direi ‘uno su un milione’.
Comunque, questo è un sogno rincorso da milioni di ragazzi che raggiungono settant’anni e più, continuando, giorno dopo giorno, a sperare di raggiungere una meta imprecisata di cui non hanno sentore né contezza.
Se non è diabolico questo aspetto della natura umana non capisco quale possa esserlo!

A proposito, uno degli aspetti inquietanti della cultura musicale/letteraria moderna, soprattutto Rock, è rappresentato dai “messaggi subliminali”.
Come indica l'etimologia stessa del termine coniato dalla psicofisica classica (dal latino sub limine, ossia «sotto la soglia»), si tratta di un segnale o di una stimolazione destinata a raggiungere la psiche del soggetto proprio al di sotto del limite assoluto della sua coscienza.
Il messaggio subliminale «verbale» o «fonico», viene trasmesso sotto forma di parole velate che, tramite il nervo uditivo, penetrano nel subcosciente dell'ascoltatore bypassando le sue difese ed andando ad imprimersi nella sua memoria.
Possono essere dei seguenti tipi:
  1. preconscious message («messaggio preconscio»),
  2. backward masking process («procedimento del mascheramento rovesciato»), o più semplicemente backmaskingbackmask o backtrack,
  3. messaggi bifronti.
 La prima, detta preconscious message («messaggio preconscio»), consiste nel registrare una frase ed inserirla al dritto nel master dell'album ad un volume talmente basso da riuscire a stento a distinguere le parole che la compongono. A volte, tali messaggi vengono deliberatamente alterati accelerandone o rallentandone la velocità di circa otto volte rispetto al numero ottimale di giri. All'ascolto si presentano come un cinguettio molto veloce.
La seconda, molto più utilizzata della precedente, è stata denominata backward masking process («procedimento del mascheramento rovesciato»), o più semplicemente backmaskingbackmask o backtrack.
Come suggerisce lo stesso termine, si tratta di una o più parole registrate in precedenza, che vengono successivamente rovesciate e riversate, usando alte (17.00
0/20.000 cicli al secondo) o basse frequenze (14/20 cicli al secondo), al momento del missaggio finale nel master in una delle ventiquattro piste dei multitraccia di cui dispongono gli ingegneri del suono negli studi di incisione.
Per definizione, bifronte è una parola o una frase che scritta o letta da sinistra verso destra ha un proprio significato, e scritta o letta da destra verso sinistra ne assume un'altro completamente diverso, ma sempre di senso compiuto. Esempi tipici di questo fenomeno - noto da sempre agli enigmisti - sono le parole EvaAve, OssaAsso, OcraArco, RomaAmor, AcetoneEnoteca, EgidaAdige, o le frasi E tra di noi si velaA le visioni d'arte, Era in rottaAttorniare, ecc...
Se inserito nei comunicati pubblicitari può invogliare, talvolta forzandolo sul piano psicologico, il consumatore ad acquistare uno specifico prodotto
Attraverso la scrittura e la grafica in genere ma anche attraverso il suono, può servire a propagandare pensieri ed ideologie di qualsiasi natura per puro divertimento dell’autore.


Quanto possano essere importanti e sentiti questa meccanismi negli ambienti dello show biz, è palesemente evidente in alcune affermazioni di rockstar amatissime dal pubblico.
Jimi Hendrix, morto per abuso di farmaci e per soffocamento da vomito il 18 settembre 1970 dichiarò ad un giornalista del Life Magazine il 3 ottobre 1969: «La musica crea degli stati d'animo, perché di per se’ è una cosa spirituale. Con la musica si possono ipnotizzare le persone e dopo averle portate al punto più debole di resistenza, si può ordinare al loro subcosciente tutto ciò che si vuole»
Ray Manzarek, tastierista dei Doors: «Vogliamo che la nostra musica mandi in corto-circuito il conscio e consenta all'inconscio di fluire liberamente».
Mick Jagger dei Rolling Stones ha dichiarato: «Noi lavoriamo sempre per dirigere la volontà e il pensiero delle persone, e la maggior parte dei nuovi gruppi fa altrettanto»
Nikki Sixx, ex bassista della band heavy metal Mötley Crüe: «Una cosa che ho preso in prestito da Hitler è l'idea della gioventù hitleriana. Io credo nella gioventù "mötleyana". La gioventù di oggi sarà la classe dominante di domani. Essendo giovani è possibile lavar loro il cervello e riprogrammarli».

Dopo la morte di John Lennon (1940-1980), la vedova Yoko Ono ha dichiarato durante un'intervista rilasciata alla rivista Rolling Stone«Entrambi (io e John) capimmo che lavorare a livello subliminale era molto importante».
In una valutazione psichiatrica di Chapman, l’assassino di Lennon, lo psichiatria Daniel Schwartz e lo scrittoreMurray Kempton hanno riportato questi commenti rivelatori:
«(Chapman) mi ha detto che può sentire la presenza dei demoni di Satana intorno a lui [...]. "Posso sentire i loro pensieri. Sento i loro pensieri. Posso sentirli parlare, non dal di fuori, ma dall'interno"». «(Chapman) mi ha anche confidato che sono stati i demoni di Satana che gli hanno dato la forza e l'opportunità di compiere quel gesto» (l'omicidio di Lennon) .
John Lennon scrisse molte canzoni incentrate sul numero 9, come One After 909#9 Dream e la famosa Revolution 9. Contenuto nel White Album, questo brano di otto minuti e quindici secondi è composto da rumori elettronici mescolati a frammenti confusi di dialogo parlato e musica campionati dalla radio inglese, il tutto messo insieme da una voce che con accento britannico ripete più volte la stessa frase: «Number 9, number 9, number 9....» («Numero 9, numero 9, numero 9...»). Se questa sezione viene rovesciata è possibile sentire un'altra frase: «Turn me on dead man, turn me on dead man, turn me on dead man» («Eccitami uomo morto, eccitami uomo morto, eccitami uomo morto…»)*.
* Riguardo a quest’ultima frase, ne parleremo più dettagliatamente in un articolo dedicato al “Mistero della morte di Paul McCartney.

Charles Manson, (Cincinnati, 12 novembre 1934 Bakersfield, 19 novembre 2017) guru dotato di grande magnetismo, capo setta californiana detta The Family, diceva spesso ai suoi adepti di aver captato «voci segrete» provenire dal White Album che gli dicevano di fare a pezzi l'attrice Sharon Tate (1943-1969) e i suoi amici. La carneficina ebbe luogo il 9 agosto 1969! La gente pensò che Charles Manson fosse semplicemente uno psicopatico tossicodipendente quando disse di sentire voci giungere da quel disco. Non sapevano che quell'album contiene realmente dei messaggi! Manson era un ammiratore così sfegatato dei BEATLES da tracciare dei paralleli tra la Bibbia e il potere dei suoi déi: i Beatles. 
Egli leggeva e citava spesso ai suoi seguaci un passo preso dal Libro dell'Apocalisse. Eccolo: «Queste cavallette avevano l'aspetto di cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d'oro e il loro aspetto era come quello degli uomini. Avevano capelli,come capelli di donne, ma i loro denti erano come quelli dei leoni. Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all'assalto» (Ap 9, 7-9).
Egli diceva che le facce di uomini con capelli di donne erano ovvi riferimenti ai BEATLES, e che le corazze di ferro e il rombo delle ali erano le chitarre elettriche che portavano sui loro toraci, col rumore della loro musica che urlava come carri lanciati in battaglia.
Charles Manson non fu solo uno spietato serial killer, ma anche un songwriter: scriveva canzoni damore. Cercò in passato di schierarsi contro i Beatles, alleandosi con i loro veri rivali: i Beach Boys.
Una delle canzoni più famose dei cinque californiani, Never Learn Not To Love You, inclusa nellalbum 20/20, venne scritta da Charles Manson.
Collaborò anche per qualche periodo con il gruppo e il batterista dello stesso, Dennis Wilson, ospitò tutta la banda Manson in casa propria.
Una delle persone più spietate del mondo compose una canzone damore?! (Ennesima prova che bene e male sono legati molto più di quanto si pensi).
Charles Manson non solo influenzò Marilyn Manson, che ne prese il cognome, ma regalò alla famosa band americana dei Beach Boys una canzone che li rese ancora più famosi, in un album storico.
Mr. SatanManson (che si presentava come la reincarnazione di Gesù e di Satana allo stesso tempo), a 83 anni (morto nel 2017), si presentava come un uomo invecchiato, con folti capelli e una incolta barba bianca. Apparentemente avrebbe potuto sembrare un innocuo vecchietto, ma cera quella svastica sulla fronte che era rimasta invariata nel corso dei decenni. 


Alla luce di queste poche testimonianze, rispetto a un’oceano sommerso che si agita lì fuori, appare evidente che, nel settore dello spettacolo, tutto ciò che appare angelico nella sua apparenza possa diventare demoniaco nell'intimità della sua genesi.
I due lati della medaglia, in questo campo, non sono mai completamente evidenti, in questo continuo intersecarsi senza confini delineati, tanto che ognuna delle due facce è l’estensione diretta dell’altra.
Nel prossimo numero vi enumererò diversi esempi di messaggi subliminali nascosti nei microsolchi di canzoni celebratissime e nelle immagini di famose copertine di dischi che sono state sempre, insospettabilmente, sotto gli occhi di tutti.