IMPEDIRE TRASFERIMENTO ANESTESISTI DEL SAN TIMOTEO, INTERPELLANZA DI 'TERMOLI BENE COMUNE' - Molise Web giornale online molisano

Impedire trasferimento anestesisti del San Timoteo, interpellanza di 'Termoli bene comune'

«Ieri, insieme a tutti i consiglieri comunali di minoranza, abbiamo protocollato una interpellanza urgente al Sindaco per richiedere un intervento fermo e tempestivo presso l'ASReM, per impedire il trasferimento dei due anestesisti del San Timoteo. Un intervento dovuto, anche per rispondere agli appelli del personale medico, messo di fronte alla concreta prospettiva di non poter più assicurare il funzionamento del servizio di rianimazione.
Il Sindaco si è poi attribuito il merito della decisione dei vertici sanitari regionali di spostare un solo anestesista; il che è come dire che dobbiamo gioire i di dover subire l'amputazione di un solo arto, invece di due. Questione di punti di vista… resta l'evidenza che anche un solo anestesista in meno metterà in crisi il fragile equilibrio del reparto, come ci è stato confermato da persone “informate sui fatti”. E resta la consapevolezza che un atto simile denota l'intenzione di voler continuare a smantellare il San Timoteo.
Ciò che  come Rete della Sinistra chiedevamo, e continuiamo a chiedere, sperando di poter presto ricevere risposta nel prossimo imminente Consiglio Comunale, era un atteggiamento di contrasto totale e di difesa a oltranza del diritto alle cure dei 100.000 cittadini bassomolisani; come da ormai quasi due anni, vogliamo che l'Amministrazione dimentichi le convenienze politiche e partitiche quando si parla di sanità, e sia presente con forza in ogni occasione nella quale si attacca il nostro ospedale (prassi ormai più che decennale) e si continua a demolire il sistema regionale tutto.
Decisioni sciagurate come quest'ultima, portata avanti con tale inqualificabile protervia da arrivare a minacciare di sanzioni i medici che protestano, come  quella di non procedere in tempo utile a garantire la continuazione del servizio di camera iperbarica a Larino, dimostrano con chiarezza che non esiste alcun margine di speranza per un cambiamento di rotta da parte dei decisori regionali sul Basso Molise: neanche gli oltre 450 morti e i riflettori accesi a livello nazionale sul disastro del Molise sembrano aver indotto i vertici sanitari e politici ad una inversione di tendenza. Anzi, il contrario.
Non possiamo esimerci dal chiamare di nuovo a raccolta cittadini, associazioni e partiti per contrastare questa che è ormai l’emergenza nell’emergenza, pensando soprattutto alle necessità quotidiane di cura, messe a dura prova dalla pandemia, che rischiamo di ritrovarci del tutto negate anche quando questa tempesta sarà passata.
Come deciso nell'ultima assemblea congiunta sulla sanità, rinnoviamo la proposta di ripartire da una piattaforma condivisa centrata sui punti irrinunciabili di un sistema sanitario regionale pubblico e degno, senza perdere di vista la necessità di preparare un'alternativa politica all'incapacità e all'arroganza di chi ha governato finora.
Un'ultima notazione sulle prossime, improvvide riaperture, decise per puri interessi politici (accontentare chi è andato a manifestare con la violenza?) nonostante 16.000 contagi e quasi 500 morti al giorno: l'Amministrazione di Termoli ha intenzione questa volta di garantire controlli capillari sul territorio per verificare il rispetto delle regole, o dovremo assistere alle scene indecenti dell’estate scorsa, che ci hanno portati agli orribili mesi successivi, peraltro non ancora finiti?
Attendiamo risposte serie e concrete. E intanto continuiamo a difendere l’articolo 32 della Costituzione».
TERMOLI BENE COMUNE - RETE DELLA SINISTRA