DAL RATTO DELLE SABINE AL CASO GRILLO PASSANDO PER LE MAROCCHINATE: GLI STUPRI CHE CANCELLANO LE VITTIME #UNAVOCEPERLEDONNE - Molise Web giornale online molisano

Dal ratto delle Sabine al caso Grillo passando per le marocchinate: gli stupri che cancellano le vittime #unavoceperledonne

di Viviana Pizzi

Sono passati 8 giorni dall'ultimo pezzo della rubrica #unavoceperledonne in cui si denunciava l'assurdità del video di Beppe Grillo in cui tentava la difesa del figlio Ciro e degli altri 3 presunti stupratori della ragazza di 19 anni di Milano. Nel frattempo accadono anche in Regione, con le dichiarazioni sui gourmiers da parte del Presidente della Regione Donato Toma, cose che fanno pensare che gli stupri o sono completamente dimenticati oppure sottovalutati dalla storia. In questo breve excursus tenteremo di spiegare come lo stupro, da arma di guerra fino al caso Grillo ha tenuto in poca considerazione le vittime. 

GLI STUPRI DI GUERRA: DAL RATTO DELLE SABINE ALLE MAROCCHINATE

Partiamo da molto lontano. Già nell'antica Roma le violenze carnali erano arma per sottomettere le popolazioni vinte. Ricordiamo il ratto delle Sabine organizzato dal primo Re di Roma Romolo che dopo la fondazione dell' Urbe,  si rivolge alle popolazioni vicine per stringere alleanze e ottenere delle donne con cui procreare e popolare la nuova città. Al rifiuto dei vicini risponde con l'inganno: organizza un grande spettacolo per attirare gli abitanti della regione e rapire le loro donne. Gli stupri furono all'ordine del giorno ma non abbiamo elementi per sapere se 3mila anni fa ci furono suicidi in merito. 

Passano gli anni e nel medioevo è toccato ai vichinghi che attraverso l'arma dello stupro di guerra saccheggiarono le colonie di Bretagna e Irlanda. Accadde nello stesso periodo anche in Arabia e Mongolia. Nel diciannovesimo secolo tocca invece ai colonialisti tedeschi e inglesi andare in Africa e sottomettere le popolazioni attraverso lo stupro di guerra delle donne indigene. Arrivando al periodo degli anni 30 in cui anche i soldati italiani alla conquista della Libia hanno stuprato molte donne del posto per imporre il proprio dominio. Da Romolo alla seconda guerra mondiale l'obiettivo era uno solo: mescolare il sangue dei vinti con quello dei vincitori per cancellare queste popolazioni. Ci hanno provato anche i gourmiers entrando in Italia e violentando migliaia di donne, anche nel venafrano. 

Il fenomeno si chiama "Marocchinate" ed è grave quanto gli stupri avvenuti nelle campagne romagnole da parte dei gerarchi fascisti nei confronti delle donne non aderenti al regime. Lo stesso Benito Mussolini, stando alla storiografia di Emilio Gentile, quando aveva poco più di 15 anni ha stuprato una contadina romagnola per indurla a sottomettersi alla sua volontà.

Non importa chi sono i vincitori e chi i vinti. In una lettura trasversale della storia a vincere sono stati sempre gli uomini e a perdere le donne. Molte vittime delle marocchinate si sono suicidate dopo le atroci violenze. Molti figli della violenza sono dovuti morire. Allora gli aborti legali erano solo un miraggio. Del resto il testo della canzone "la tamurriata nera" è proprio ispirato a questo triste fenomeno. Basterebbe ascoltarla per evitare di confondere nemici con amici. Ogni uomo che compie un atto di stupro contro una donna è un nemico. Anche se appartiene alla stessa razza, alla stessa etnia ma anche allo stesso nucleo familiare. Gli stupri di guerra sono continuati anche negli anni 90 nella ex Jugoslavia. 

LO STUPRO CHE DIVENTA POLITICA:  COME CANCELLAZIONE DELL'IDENTITA' FEMMINILE

Lo stupro cancella le vittime di esso anche nei territori dove regna la pace tra i popoli. Perché ad essa non corrisponde perfettamente la pace tra uomini e donne.
I primi, pur nel loro godimento bestiale, stuprano tutti i giorni le donne. Lo fanno soprattutto per imporre il dominio patriarcale in una società in cui, secondo le teorie dei mens right activist (mra da ora ndr), le donne hanno acquisito troppa indipendenza di pensiero. 

La donna che non è conforme ai dettami patriarcali diventa vittima di violenza dell'uomo. Ma lo è anche quando si ribella agli stereotipi. Il suo essere vittima viene cancellato se alla pari di Silvia (nome di fantasia usato ormai da tutti i media nazionali ndr) si "permette" di andare al Billionaire prima e a casa di Grillo poi. Al pari delle vittime degli stupri di guerra anche per queste donne inizia un calvario teso a cancellarle. Prima il video di Grillo, poi i presunti carnefici che si attaccano l'un l'altro e poi l'ex comico genovese il quale questa mattina ha annunciato un altro provvedimento choc da parte delle difese sulle pagine di Repubblica.it   Beppe Grillo a Milano avrebbe chiesto “indagini conoscitive” su Silvia, la 19enne studentessa italo-svedese appassionata di kite surf che ha denunciato di essere stata violentata, la notte del 17 luglio 2019, a Porto Cervo, da Ciro Grillo, figlio del leader M5S e dai suoi tre amici e compagni di vacanza. Inoltre, il Guru ha incaricato un medico legale di fare una perizia sulla ragazza.

E non solo. Le pagine di Open.it annunciano anche la possibilità di rendere noto il video che dimostrerebbe il consenso della donna. Scrutando nell'intimità della stessa, rendendolo un processo politico solo perché Silvia ha scelto come legale Giulia Bongiorno, l'ex ministra del Conte 1. Insomma uno stupro, che dovrebbe essere un crimine contro la persona ( come stabilito dalla legge del 1996) diventa a tutti gli effetti una guerra politica tra il guru del Movimento Cinque Stelle disposto a scaricare colpi di fucile contro una donna di 21 anni che ha come unica colpa quella di essersi ribellata e aver scelto una avvocata famosa. Una ribellione che non può essere accettata se tra gli stupratori ci sono persone potenti. 

Con un silenzio colpevole di molte donne del Movimento Cinque Stelle. Anche tra quelle che siedono nei banchi istituzionali della Regione Molise e si ricordano del fenomeno sessista solo quando sono loro le vittime ma nessuna parola su Silvia e sulla difesa assurda del Capo del Movimento politico. Dalla quale si dissociano anche i legali di altri due imputati. 

E le altre vittime di stupro? Creano hastag #ilgiornodopo  #nessunomihasentita  #nonhoavutoilcoraggiodiurlare. Temendo che questa guerra mediatica, non meno crudele degli stupri di guerra del passato, possa cancellare 50 anni di lotta per la riaffermazione del dolore delle vittime. Per le quali, prendo a prestito un commento ai miei tanti post sul tema: lo stupro è presunto finché non ci sta la condanna.

Senza denuncia però non ci può essere condanna. E se il modus operandi della difesa di Grillo tornasse di moda? Le denunce diminuirebbero e lo stupro tornerebbe un reato cancellato dal silenzio. E tutto questo non è accettabile. Nemmeno in memoria delle tante vittime della guerra tra popoli e tra sessi.