MANCATA ATTIVAZIONE DEL CENTRO COVID A LARINO, PUCHETTI: LE MINORANZE REGIONALI ABBANDONANDO L'AULA SONO CORRESPONSABILI - Molise Web giornale online molisano

Mancata attivazione del centro Covid a Larino, Puchetti: le minoranze regionali abbandonando l'aula sono corresponsabili

"Cari concittadini, nel corso dei prossimi giorni, come già saprete, sarà aperto al Vietri un reparto a gestione infermieristica di riabilitazione post Covid da 25 posti letto. Questo reparto vedrà la presenza di dodici infermieri, otto OSS, due fisiatri e due fisioterapisti e sarà certamente utile per il trattamento di quelle persone che, nonostante siano risultate negative a due tamponi, necessitano di specifiche cure riabilitative post malattia". 

Lo ha sottolineato in una nota il sindaco di Larino Pino Puchetti che aggiunge: "E’ certamente questa una notizia che ci fa piacere ma che non ci sgrava dal compito di fare un passo indietro e tornare alla seduta del consiglio regionale del giorno 6 aprile 2021, seduta che, tra i vari punti all’ordine del giorno, annoverava la discussione e la votazione di una specifica mozione proposta dall’assessore Niro riguardante la rimozione della struttura commissariale (passata) a cui poi il consigliere Iorio aveva integrato uno specifico emendamento che impegnava il presidente della giunta regionale a rimuovere i vertici Asrem per la mancata realizzazione al Vietri del famoso centro covid, quindi sospendere i lavori della torre Covid a Campobasso, infine tornare a sviluppare l'idea Vietri in modo operativo, anche tramite una specifica azione politica collettiva di tutte le forze politiche nei confronti del governo nazionale.
Ebbene, come amministrazione comunale fin dall'inizio della pandemia ci siamo battuti sostenendo che bisognava decongestionare l'unico hub regionale e puntare, per una ottimale gestione della pandemia, sul Vietri di Larino. Nel corso dei mesi passati, però, sono state compiute altre scelte, in primis dal Ministero della Salute e dalla struttura commissariale e poi dalla Regione Molise, che una semplice lettura dei fatti hanno dimostrato essere del tutto errate e prive di ogni logica.
Fatta questa doverosa premessa, siamo purtroppo costretti a stigmatizzare l’esasperato tatticismo politico al quale tutti i molisani hanno potuto assistere nel corso della penultima seduta del consiglio regionale: non si comprende infatti l'atteggiamento delle minoranze (Movimento 5 Stelle e Partito Democratico) che per un anno intero hanno sostenuto la necessità di attivare al Vietri il centro covid, ed invece di rimanere in aula a votare l'emendamento, hanno preferito abbandonare i lavori adducendo risibili giustificazioni per mezzo di frasi fatte di stampo politichese del tipo “stanno semplicemente battagliando destra contro destra per cercare di ampliare la maggioranza, noi non partecipiamo a questo teatrino” o con presunti futuri intenti del tipo “ormai la torre Covid è stata appaltata, non è possibile tornare indietro, lavoreremo su Larino in futuro come centro regionale per le malattie infettive”. Tutte queste dichiarazioni, ci dispiace dirlo, sono in contrasto con il modo in cui gli otto consiglieri di minoranza hanno votato nei mesi passati e sanno soltanto di melina politica; non utilizziamo questo termine a caso visto che al momento della votazione l’assessore Calenda aveva abbandonato i lavori ed il Presidente del Consiglio Micone si era astenuto, fatti questi che fanno passare da grave a gravissimo, a nostro avviso, il comportamento delle opposizioni.
Coerentemente alla nostra impostazione di lista civica slegata dai partiti ed in coerenza con le posizioni assunte dall’amministrazione comunale nei confronti di altri attori politici e non nei mesi precedenti, non possiamo esimerci, dal protestare contro quanto fatto vedere pochi giorni fa in consiglio regionale da parte di tutti i consiglieri di minoranza; fatti recenti per l’appunto ma che purtroppo proseguono in un trend che vede il Vietri di Larino costantemente penalizzato, sempre e comunque, a partire da fine anni novanta, nonostante l’alternanza degli schieramenti politici che si sono alternati alla guida della Regione Molise nel corso degli ultimi ventisei anni".