VENEZIALE DI ISERNIA. LUCIO PASTORE: " PRONTO SOCCORSO COME KABUL" - Molise Web giornale online molisano

Veneziale di Isernia. Lucio Pastore: " Pronto soccorso come Kabul"

" Dopo l'inaugurazione in pompa magna dei moduli di terapia intensiva, ritorniamo a vivere le solite giornate di normale follia nel Pronto Soccorso di Isernia." 
Inizia così un messaggio di Lucio Pastore, rivolto proprio all'attuale emergenza dell'ospedale Veneziale di Isernia. 
Come stesso riferisce Pastore, il Pronto soccorso di Isernia è ormai diventato come Kabul, e si vive in una situazione di normale follia.
" Da quando la direzione aziendale ha dato disposizione che per ricoverare un paziente c'è la necessità di un doppio tampone molecolare - continua Pastore -  si è ulteriormente aggravata l'intasamento che si ritrova nei nostri locali. Infatti, non essendo stata ampliata la zona grigia, stazionano , come nella parte stretta di un inbuto che non ha sfogo, pazienti di ogni tipo nei nostro Pronto Soccorso. . Abbiamo anemici che necessitano di trasfusioni, pazienti con aritmie cardiache da trattare anche per giorni, pazienti ortopedici con fratture buttati su lettighe, scompensi cardiaci , pazienti con scompensi metabolici importanti, pazienti con quadri di ischemie od emorragie cerebrali.
La nostra regione ha ceduto più di 150 posti letto a privati convenzionati per patologie neurologiche ed a Campobasso abbiamo una struttura di neurofisiopatologia con annessa stroke unite, unica struttura a livello mondiale con queste caratteristiche, e spesso non riusciamo a trovare un posto letto in regione per ammalati neurologici. Questi abitualmente stazionano per giorni nei nostri locali per poi essere ricoverati in reparti medici.
Il cosidetto robottino, acquistato per permettere ai neurofisiopatologi di attuare la terapia fibrinolitica, non è stato mai usato. Infatti il suo utilizzo implicherebbe che un medico ed un infermiere si debbano dedicare solo a quel paziente per ore. Con il personale che abbiamo non riusciamo a coprire le normali esigenze di reparto per cui é assurdo pensare di poterne distaccare per seguire il robottino.
I dirigenti medici strutturati, che devono reggere questo servizio, sono attualmente 5. Una di queste unità è spesso fuori per malattia, forse legata allo stato di stress. Questi medici sono affiancati da personale non autonomo, a partita Iva, co.co.co. provenienti dal Venezuela, medici del 118. Uno strutturato deve sempre affiancare questo personale non autonomo. Siamo aiutati da qualche medico di altri reparti, che viene a svolgere attività aggiuntiva in Pronto Soccorso.
Tra l'altro dobbiamo tener aperto anche il Pronto Soccorso di Agnone.
In queste condizioni, nonostante la inaugurazione dei moduli di terapia intensiva in cui, gli eventuali pazienti non si sa con quale personale dovrebbero essere seguiti, stiamo lavorando al limite della sopportazione, ed in condizioni oggettivamente pericolose per il personale e per l'utenza.
Più volte abbiamo segnalato alla direzione questi disagi senza avere risposte.
Benvenuti al Pronto Soccorso kabul...."