SESSIONE DI BILANCIO IL GIORNO DOPO: ECCO IL QUADRO POLITICO CHE NE VIENE FUORI - Molise Web giornale online molisano
di Viviana Pizzi

Si è conclusa senza sorprese, almeno politiche, la tre giorni di bilancio che ha permesso al Molise di approvare il Defr, la legge di Stabilità, i collegati al bilancio e il bilancio pluriennale con un giorno di anticipo rispetto alla scadenza prevista per oggi ma anche con la solita corsa all'ultimo minuto che siamo abituati a vedere da anni. 

Il bilancio approvato, a livello tecnico, ci consegna un Molise che si è accollato un ulteriore debito da 40 milioni di euro con un mutuo che verrà spalmato negli anni fino al 2023. Su questo punto il Pd  ha posto una pregiudiziale bocciata dalla maggioranza. Tutto questo quando viene fuori che si deve coprire un ulteriore buco da 41 milioni di euro. 

MAGGIORANZA A UNDICI: ORA E'UFFICIALE 

Ma che accade invece a livello politico? Si conferma la tenuta della maggioranza Toma? Tutt'altro. I consiglieri, compresi gli assessori Filomena Calenda, Nicola Cavaliere, Vincenzo Cotugno, Vincenzo Niro e Quintino Pallante compreso il sottosegretario Roberto Di Baggio sono ormai ufficialmente undici. I partiti che la sostengono sono Forza Italia, Orgoglio Molise e Popolari per l'Italia. L'unico contatto ufficiale con il Governo Draghi resta il partito di Silvio Berlusconi che acquista forza nella coalizione. Però basta un mal di pancia di uno solo di questi esponenti del centrodestra per mettere di nuovo Toma in pericolo. C'è chi giura che tutto questo non avverrà almeno fino al 2023 e che le cose ormai non cambieranno più. Ma considerando che negli ultimi tre anni i rimpasti di Giunta e le mozioni di sfiducia sono stati all'ordine del giorno anche durante la pandemia da Covid 19, c'è da aspettarsi qualche cambiamento anche fino alla fine del 2023. Pur soltanto rimescolando deleghe. 

FRATELLI D'ITALIA RESTA DILANIATO AL SUO INTERNO

Per ora c'è un partito dilaniato al suo interno: Fratelli d'Italia. I consiglieri Michele Iorio e Aida Romagnuolo che fanno minoranza nella maggioranza, però non prendendosi l'onere di votare contro il bilancio ma astenendosi soltanto. Una posizione di chiusura ma allo stesso tempo di disponibilità verso il Governatore Toma. Votare contro sarebbe significato interrompere ogni dialogo con la maggioranza che li ha eletti, uno nella lista "Iorio Presidente" e l'altra nella Lega di Matteo Salvini come prima eletta. Astenendosi invece lasciano un uscio aperto a Toma, in vista di possibili nuovi accordi. Opposizione ma non troppo quindi. Lasciando Quintino Pallante, l'assessore che rappresenta in Giunta Giorgia Meloni, senza l'appoggio del partito regionale. Perché il  coordinatore regionale Filoteo Di Sandro e l'ex consigliere Massimiliano Scarabeo seguono ufficialmente la linea dell'ex presidente Michele Iorio. Ossia quella dell'opposizione morbida ma non troppo.
Nonostante la bocciatura di tutti gli ordini del giorno presentati dalla consigliera Romagnuolo su temi sociali riguardanti la legge di stabilità. 


PD: FUORI DALL'AULA SULLA LEGGE DI STABILITA' OTTIENE QUALCOSA SUL BILANCIO PLURIENNALE

Il partito democratico non ha adottato in aula la stessa strategia del Movimento Cinque Stelle, l'altra forza di opposizione ufficiale in consiglio regionale. Dopo la bocciatura della pregiudiziale sul mutuo da 40 milioni di euro acceso sui collegati di bilancio ha deciso di uscire dall'aula e non partecipare alla votazione degli stessi e della legge di stabilità del 2021. 

Fanelli e Facciolla però sono rientrati in aula in sede di bilancio pluriennale strappando la promessa dell'azzeramento del debito sanitario, con un ordine del giorno presentato dal segretario Pd Vittorino Facciolla. Passa anche l'ordine del giorno dei comitati via in materia ambientale e sul piano paesistico regionale.  Nulla invece sui fondi ai comuni per le vittime minorenni di ogni tipo di violenza. Poco? No se si pensa che gli ordini del giorno del Pd sono gli unici presi in considerazione. Si ipotizza una opposizione quindi più morbida rispetto a quella pentastellata. 

MOVIMENTO CINQUE STELLE: OPPOSIZIONE GRANITICA MA ARGOMENTI STANTII SUI PRIVILEGI DELLA CASTA 

L'opposizione più dura alla maggioranza Toma la ha certo messa in campo il Movimento Cinque Stelle. Con garbo ed educazione nei 3 giorni di discussione si sono battuti anche fino alle due di notte di mercoledì per tentare di emendare in qualche modo la legge di stabilità. Nonostante la bocciatura sui cosiddetti "Toma Bond" relativi al prestito di 40 milioni di euro da spalmare fino al 2023. 

Hanno tentato in tutti i modi di mettere il marchio su qualcosa: fondo Covid derivante dai vitalizi e soprattutto stop alle anticipazioni di cassa da parte della Regione Molise per i pazienti che si curano al Neuromed e alla Cattolica e provenienti da fuori regione. Nessuna delle loro proposte è stata accettata. C'è un ma e lo ha sottolineato lo stesso presidente Toma nella dichiarazione conclusiva sul bilancio pluriennale: gli argomenti sui tagli ai privilegi della casta sono sempre gli stessi da tre anni e mai votati. Un Movimento quindi, che da questo punto di vista, resta quello della prima ora, non si adegua al ruolo governativo ottenuto a livello nazionale e continua nella lotta al sapore grillino dello stop ai privilegi. 

Buono invece il tentativo di tentare di abolire la sanzioni per la mancata revisione delle caldaie. Ma anche questo bocciato sonoramente dal centrodestra con cui le distanze restano siderali.