PRIMO MAGGIO, ITALIA VIVA MOLISE: NON SI PUò FESTEGGIARE LO SQUILIBRIO DI GENERE NEL LAVORO, AZIONI SUBITO ANCHE IN REGIONE - Molise Web giornale online molisano
Il primo maggio non può essere definito “Festa del Lavoro” quando l’occupazione è in calo in Molise e su tutto il territorio nazionale.  Non c’è niente da celebrare se il divario salariale  tra uomini  e donne, continua ad essere talmente forte da costringere queste ultime a licenziarsi per stare vicine alle famiglie. Il dato delle dimissioni volontarie delle lavoratrici molisane, appartenenti alla provincia di Campobasso, in possesso della consigliera regionale di parità ci illustra un quadro allarmante: su 50 persone che nel periodo di pandemia hanno lasciato il loro impiego, 49 sono donne e uno solo è uomo. 

Uno squilibrio di genere inaccettabile- si legge in una nota di Italia Viva Molise – che in pandemia da Covid 19 allontana sempre più donne dal posto di lavoro e quindi dall’indipendenza economica e sostanziale dai propri mariti o compagni. Mettendole anche a rischio di violenza. Sono numeri che ci devono far riflettere soprattutto perché è facile leggere il dato : il 98% delle persone che abbandonano il posto di lavoro sono donne,  soprattutto mamme che hanno dovuto rinunciare per stare dietro ai figli che erano in Dad a causa della chiusura delle scuole.  Accade perché a rinunciare al proprio impiego sono di solito le persone che hanno uno stipendio inferiore e non casualmente queste sono le rappresentanti del sesso femminile.  In Molise sono circa 9 mila le aziende a guida femminile che almeno in teoria non hanno chiuso, ma subiscono pesanti perdite proprio a causa della pandemia in corso.  Il recovery fund deve dare sostegno alle donne garantendo servizi che permettano loro di continuare a lavorare per essere libere”.

Donne, giovani, bambini, famiglie – si legge in una recente nota della ministra Elena Bonetti - sono al centro delle parole del presidente Draghi per il piano di ripresa e di resilienza del nostro Paese. Siamo orgogliosi di poter dare avvio a questo grande percorso di ripartenza con il Family Act e con il Piano strategico per la parità di genere”. 

Ci si augura – termina Italia Viva Molise – che anche il Governo regionale possa mettere in piedi azioni e destinare fondi aggiuntivi destinati ai servizi per la famiglia. Senza di essi, in una società fortemente patriarcale come la nostra in cui sulla donna gravano i maggiori carichi familiari, è impossibile pensare ad una vera parità di genere anche nella nostra regione. Sarà una vera festa del lavoro quando le donne non dovranno più sacrificarlo per il benessere della famiglia”.