#INIZIALMENTE – MARE DI GIOVANNI PASCOLI - Molise Web giornale online molisano

#Inizialmente – Mare di Giovanni Pascoli

Nella raccolta Myricae (parola latina, che significa “piccoli arbusti”, citazione virgiliana), Pascoli canta i motivi del mondo della natura, dando connotati significativi e simbolici. Infatti, la sua poetica, detta “del fanciullino” , consiste nel sapere trovare la poesia negli oggetti quotidiani, nella campagna e nella natura che ci circonda, osservandoli con lo stupore e la meraviglia di un bambino, che consentono di riscoprirne i lati segreti e la purezza originaria. Questa l’ottica per la  celebrazione delle piccole cose e del “nido” che rappresentano il vero baluardo che il poeta erige contro le forze inquietanti e minacciose. Oggi proponiamo una poesia semplice, lineare che dimena il poeta verso un volerci guidare nella contemplazione della vastità del panorama. Ci si affaccia alla finestra, quella del Mondo, per guardare ogni cosa con interesse e stupore, come se la vedesse per la prima volta, non sottacendo il distacco sofferto di Pascoli dalla natura, alla cui bellezza non può partecipare appieno e i cui significati nascosti sono insondabili per la mente umana Tutta la natura descritta in questa lirica è caratterizzata da un incessante movimento, di cui, tuttavia, il poeta ignora la direzione e il senso. Non da risposte ma solo interrogativi che restano sospesi.

Gli elementi naturali della scena sembrano rispondersi l’un l’altro in armonia, la tranquillità è interrotta dall’immagine del ponte che si inserisce all’improvviso, spezza l’unità di cielo e mare e suscita interrogativi, poiché non si sa né dove porti né per chi sia stato creato, lasciando la conclusione della poesia avvolta nel mistero senza una chiave di lettura. 

Mare
(Giovanni Pascoli)
M’affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l’onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l’acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d’argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?