MEDICINA TERRITORIALE. MANZO(M5S): "LA PANDEMIA CI HA INSEGNATO LA NECESSITà DI UNA SANITà MENO OSPEDALOCENTRICA" - Molise Web giornale online molisano

Medicina territoriale. Manzo(M5S): "La pandemia ci ha insegnato la necessità di una sanità meno ospedalocentrica"

"La pandemia ha riportato al centro del dibattito una necessità non più rinviabile: bisogna superare l’idea di una sanità legata, solo ed esclusivamente, ad un approccio ospedalocentrico."  Inizia così il discorso della portavoce M5S in Consiglio regionale, Patrizia Manzo, sul potenziamento dell'assistenza territoriale, sulla riabilitazione post Covid e sulla camera iperbarica di Larino.
"Ne abbiamo parlato ieri mattina, nel corso di una nuova audizione in Quarta Commissione consiliare. - Continua la Manzo -  La pandemia ha riportato al centro del dibattito una necessità non più rinviabile: bisogna superare l’idea di una sanità legata, solo ed esclusivamente, ad un approccio ospedalocentrico. Ne abbiamo parlato ieri mattina, nel corso di una nuova audizione in Quarta Commissione consiliare. L’incontro rientra in un più ampio iter di consultazioni, avviato per approfondire il tema della medicina territoriale, dietro impulso de La Fonte e di altre associazioni. Presenti il Direttore generale di Asrem, Oreste Florenzano, e i referenti dei distretti sanitari di Campobasso, Isernia e Termoli, i dottori De Marco, de Bernardo e Cannarsa. Tutte le parti hanno manifestato la volontà di dare concretezza ai progetti di medicina territoriale, di cui mi sono fatta portavoce, attraverso la creazione e il rafforzamento della Case della Salute e degli Ospedali di Comunità.
Un percorso bruscamente interrotto a causa dell’emergenza sanitaria, ma che resta l’unico cammino virtuoso da percorrere. Tuttavia, il più grande ostacolo per fornire adeguati servizi sanitari sul territorio è costituito dalla cronica carenza di personale. Del resto, è ormai una condizione nota ad ogni molisano, un enorme scoglio che pesa su tutte le nostre strutture ospedaliere, centrali e periferiche. Alcune delle quali sono letteralmente costrette a navigare a vista, con difficoltà insormontabili nella gestione dei ricoveri. Basti pensare a cosa è accaduto di recente al Cardarelli e al Veneziale, dove le emergenze hanno raggiunto picchi di criticita' davvero notevoli, affrontati grazie alle straordinarie capacità dei medici e dell’intero personale. Nonostante il numero esiguo e i turni faticosi, per usare un eufemismo.
Alcune informazioni emerse ieri in Commissione, però, mi fanno ben sperare. La prima riguarda la riabilitazione post Covid. Un tema che ho posto più volte, con forza, all’attenzione dell’Aula consiliare, ritenendo che questo percorso di assistenza fosse un tassello imprescindibile nella lotta alla pandemia e per dare risposte certe alle complicazioni che i pazienti si trovano ad affrontare. Secondo quanto ci è stato comunicato, da lunedì all’Ospedale di Comunità ‘Vietri’ di Larino si potrà procedere ai primi ricoveri per i dieci posti letto già attivati. Ma, a regime, al Vietri si dovranno allestire un totale di 25 posti letto di riabilitazione post Covid.
Un altro argomento sensibile, affrontato in audizione, è quello che riguarda la camera iperbarica, sempre presso il Vietri. Abbiamo ricevuto rassicurazioni circa l’attivazione di accordi con le Università per garantire il presidio sanitario grazie all’impiego di medici specializzandi. Si potrebbe così continuare ad erogare la prestazione che, per via della scarsa diffusione lungo la costa adriatica, risulta di vitale importanza per i cittadini di diverse regioni.
Alla luce di queste criticita',  le rassicurazioni fornite sulla centralità della medicina territoriale all’interno dell’organizzazione sanitaria sono già un primo passo. Del resto, l’emergenza sanitaria ha fatto emergere con estrema chiarezza l’importanza dei servizi sul territorio e di decongestionare le strutture ospedaliere centrali. Ma un cambio di passo deciso va fatto anche nell’ottica del più pieno diritto alla salute, che non può limitarsi alla sua declinazione di diritto alla cura. Bisogna invece riuscire a garantire dei servizi di prevenzione diffusi e ramificati. Anche per rispondere a questo bisogno sarà necessario potenziare i distretti sanitari, quelli più vicini ai cittadini e in grado di tutelare appieno il diritto sancito dall’articolo 32 della Costituzione.
Gli ‘effetti collaterali’, che la pandemia ha evidenziato in maniera drammatica
- conclude la Manzo - ci impongono di centrare tutti questi obiettivi. Motivo per cui onorero' il mio impegno di ‘ascoltare il territorio’, facendomi portavoce delle sue istanze nelle sedi istituzionali, affinché si giunga, il più presto possibile, ad una sanità regionale davvero rispondente ai fabbisogni della nostra popolazione e più vicina al cittadino."