ISERNIA RISCOPRE LE SUE TRADIZIONI: NUOVA FONTANA NEL CENTRO STORICO E PROMOZIONE DEL TOMBOLO PATRIMONIO UNESCO - Molise Web giornale online molisano

Isernia riscopre le sue tradizioni: nuova fontana nel centro storico e promozione del Tombolo patrimonio Unesco


Isernia riscopre le sue tradizioni con l'inaugurazione di una fontana nel largo della zona Codacchio.  Da sfondo le merlettaie di Isernia che hanno riscoperto l'arte del tombolo che potrebbe diventare patrimonio Unesco. Sono intervenuti il sindaco e gli assessori Chiacchiari e Kniahnicki e l'architetto Franco Valente che, come potete ascoltare nella parte finale del video ha anche illustrato la storia della Fontana Fraterna.

"La fontana  nasce da un movimento fatto dal basso - ha dichiarato D'Apollonio-  E' un qualcosa che appartiene a quest'area e a questo quartiere, simbolo di vitalità del centro storico. Poi ci sono il tombolo, l'arte e la tradizione di Isernia. Stiamo lavorando per dare un nome a questo largo. La commissione toponomastica si riunirà tra qualche giorno e sarà dedicata a un personaggio storico della città. Isernia aveva perso identità perché dal 1980 in poi c'era stata una migrazione di attività commerciali e si sta facendo un lavoro per rivitalizzare i centri della città. Abbiamo scelto di investire nel centro storico con un progetto di carattere socio economico. Il colore politico in queste cose non c'entra nulla. Questo è un movimento di piazza, di donne che hanno fatto già diverse manifestazione. Oggi è una giornata simbolica per dire che le mamme ci sono anche per tramandare il tombolo come arte del saper fare". 

L'architetto Valente ha illustrato invece la parte culturale della storia. 

"Il Tombolo è la vita antica di Isernia - ha sostenuto- in questo vicinato di Codacchio che è la parte più importante di Isernia, è il luogo dove si chiacchiera e si parla con gli amici. Ringrazio il sindaco che mi da la possibilità di operare per il capoluogo di provincia. Isernia oggi inaugura la fontana e questa era la città delle fontane. Intorno alla fontana si pone la tradizione del tombolo per farsi contaminare da un percorso di arte straordinaria. Il tombolo è come un virus che appena ci si viene in contatto non ci si può staccare. Ora c'è bisogno di un restauro architettonico con un grande architetto che la faccia diventare un'opera d'arte. Ci sono tanti architetti che sanno lavorare. L'istanza deve essere politica o religiosa che devono indicare il senso di queste realtà. Ora credo che la consacrazione del merletto sia una provocazione e una motivazione per continuare a lavorare. Il merletto ha un significato simbolico importante. Il merletto serve sempre a formare un disegno, il significato intimo dell'infinito. la ricerca di qualcosa che non finisce mai. E' l'istanza di ogni uomo e particolarmente di ogni donna che guardano in uno spazio dell'infinito ". 

In un libro Franco Valente farà conoscere la Fontana Fraterna. Con pezzi che hanno almeno 2mila anni. Verrà scritto un libro nel giro di pochi mesi e costruirà per la città di Isernia la storia dell'urbanistica. Una citta che dovrebbe avere così la capacità di riscoprire la propria storia attraverso il vicinato. Una cosa che è saltata nei piccoli borghi ma può essere salvata a Isernia  dove c'è ancora presenza umana. In un momento dove la politica attraversa una crisi dove mancano i partiti che propongono mozioni e spazi. La gestione all'interno dei comuni ormai appartiene ai funzionari. Valente ha poi detto la sua sulla presunta Testa di Augusto che in realtà, secondo lui, apparterrebbe a un isernino che ha fatto molto per la propria città e che per questo si è fatto dedicare una statua. A Isernia realizzò tre monumenti tra cui la sua statua. Ci sono elementi per dire che la testa appartiene ad  Arterius Dexter.

Per il tombolo invece propone sostegno economico affinchè questa testimonianza non muoia in questa manifestazione di oggi.  Di questo ha parlato la presidente dell'associazione Carmela Iavarone. 

"Abito qui da 53 anni e non sono mai uscita da questo vicolo- ha sostenuto- questa piazza mi appartiene sono qui da ragazza, da moglie e da mamma. Siamo riusciti a realizzare questa fontana grazie all'ingegnere che la ha progettata, al sindaco e agli assessori che ci stanno dando la possibilità di arrivare al patrimonio dell'Unesco. Loro lavorano con amore le donne, oggi siamo a mille merletti. L'8 dicembre ci sarà un albero fatto a merletto. Si tratta di un lavoro di gruppo. Ringrazio le donne di tutti i paesi che stanno collaborando".

Il tombolo che stando a quello che raccontano le signore diventa da un lavoro per la sopravvivenza che rappresentava la povertà a una riscoperta dell'arte. Secondo l'esperto di cultura Lino Rufo per sostenere l'arte del tombolo c'è bisogno che persone erudite sappiano imparare a operare sul "pallone" contribuendo a tenere viva una storia identitaria di Isernia. (Redcul)