CAMPAGNA CONTRO L' "HATE SPEECH", ANCHE CAMPOBASSO DICE NO ALL'ODIO - Molise Web giornale online molisano

Campagna contro l' "Hate Speech", anche Campobasso dice no all'odio

Anche Campobasso, che fa parte alla Rete Nazionale delle Regione e degli Enti locali per prevenire e superare l’omotransfobia, aderisce alla campagna di comunicazione per il contrasto all’utilizzo di parole d’odio (fenomeno conosciuto anche come "HateSpeech"), in occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia (indicata nella sigla IDAHOTB, "International Day against homophobia, transphobia and biphobia").
Attraverso questa campagna, le amministrazioni pubbliche aderenti alla rete vogliono quindi lanciare un messaggio chiaro: i discorsi d’odio alimentano e giustificano fenomeni di violenza e vanno quindi contrastati. La diciassettesima Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia, alla quale il Comune di Campobasso aderisce per la prima volta ufficialmente e che ricorre oggi 17 maggio, è da sempre finalizzata a promuovere e coordinare eventi di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell'omofobia, della lesbofobia, della bifobia e della transfobia in tutte le sue forme e in tutti i Paesi del mondo. 
Secondo la quinta edizione della Mappa dell’intolleranza pubblicata da Vox - Osservatorio Italiano sui Diritti, che rileva ogni anno la diffusione del cosiddetto "Hate Speech" in rete - l’odio via social nell’anno della pandemia si è propagato su tutto il territorio. Sebbene nel totale siano diminuiti, i discorsi d’odio in rete non si concentrano più soltanto nei grandi centri urbani, ma sono diffusi in tutta la penisola.

«Abbiamo aderito a questa diciassettesima Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia e alla campagna di informazione e comunicazione che la sostiene, ufficialmente, come amministrazione comunale di Campobasso, per la prima volta» – ha detto il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina - «A dimostrazione del fatto che per noi e per la città di Campobasso, non si tratta di un semplice atto simbolico, ma di una convinzione profonda e di una precisa volontà di contrastare il fenomeno dell'omofobia, della lesbofobia, della bifobia e della transfobia in tutte le sue forme».