LA COMMISSARIA DE GRASSI VARA UN 'INCONSISTENTE' PIANO OPERATIVO D’EMERGENZA - Molise Web giornale online molisano

La Commissaria De Grassi vara un 'inconsistente' Piano Operativo d’Emergenza

di Maurizio Varriano
Il 12 maggio 2021, con decreto commissariale n. 49 è stato approvato
il Programma Operativo emergenza Covid 19 della Regione Molise. La Commissaria ad acta De Grassi si dimostra una burocrate, ha redatto un programma Operativo Covid 19 che riporta solo numeri, spese, imprese e non soluzioni. Nulla sulla Torre Covid a Campobasso e poca chiarezza su Larino come centro Covid molisano.

Ci si aspettava da una 'tecnica' molto di più, un documento che descrive solo di numeri e non considerano la vere soluzioni del problema. In pratica un programma operativo gestione emergenza covid-19 che non esiste. 

Glissa sullo scenario regionale, sviscerando dati presi a caso e di non facile lettura e non affatto del tutto esatti.  Non una sola riga sui decessi. 

Una sorta di resoconto sui vaccini inoculati, sui tamponi, sulle varianti che sembra dichiarare guerra alla sintesi costruttiva grazie alle sue quasi 100 pagine utili solo alla statistica e non a chi dovrebbe servire la Regione, lo Stato, per risolvere i problemi. Tra l’altro, nel leggere attentamente i quadri esplicativi ci si imbatte anche ad inesattezze grossolane. C’è scritto, ad esempio, che con la delibera del Direttore generale dell’ASReM n. 75, del 26/03/2020, sono state costituite 5 USCA (Unità speciali di continuità assistenziale), conformemente a quanto disposto dal decreto-legge n. 14 del 9 marzo 2020. Secondo la legge citata, le USCA dovevano essere 6 (una ogni 50.000 abitanti), ma in effetti la delibera ne ha istituite solo tre (previsti in totale 6 medici per interventi sul campo ed uno per il triage telefonico); altre due USCA sono state deliberate soltanto l’11/11/2020 (decreto Commissario ad acta n. 71), e non è la sola. Macroscopica invera, l’affermazione dell’attivazione

presso i Presidi Ospedalieri Pubblici Aziendali di ulteriori posti letto di Terapia Intensiva, tramite i moduli prefabbricati. Tali moduli sono stati edificati, ma mai stati attivati per mancanza di personale.

Come in precedenza citato, sulla  “torre covid” si cerca di fare una cronistoria, purtroppo non veritiera o manchevole di passaggi indispensabili per far chiarezza su un argomento scottante di cui abbiamo parlato più volte. Si omette la data fatidica del 5 giugno 2020 quando il Presidente della Giunta regionale ha inviato una nota al Ministero della salute ed al Commissario per l’emergenza covid-19 , Domenico Arcuri, poi rimosso,  in cui esprime parere contrario alla collocazione del centro covid-19 presso il Vietri di Larino, proponendo di realizzare tale centro presso il Cardarelli di Campobasso. Non vi è  traccia di quando il 14 giugno il Commissario ad acta ha inviato una nota al Presidente della Giunta regionale, al Presidente del Consiglio regionale, ai Consiglieri regionali, in cui si protese per il centro covid-19 a Larino. Non vi è menzione della  delibera n. 178, che ha impegnato il Presidente della Regione ad individuare nel Vietri di Larino la struttura in cui ospitare un ospedale COVID regionale. Si cita appena l’appalto del pronto soccorso e dell’hospice del Cardarelli, avviato il 1° ottobre 2020 direttamente dal Commissario per l’emergenza covid-19 che ha riguardato, da un lato la progettazione e direzione dei lavori, dall’altro l’esecuzione dei lavori stessi, sino alla data del 24 febbraio 2021,fatidica per l’intervista all’amministratore delegato del Consorzio Stabile Build scarl – Angelo Contessa, che scatenò il putiferio dopo l’incontrare i datori ed i firmatari del Contratto e che lo vide costretto a comunicare che il progetto esecutivo era carente e non consentì di aprire il cantiere. Ad oggi, lo ricordiamo ancora nulla di fatto tranne l’ultimo incontro che ha visto non sedersi al tavolo il Direttore Generale e la presenza di un delegato del Generale Figliuolo. In sintesi un documento insignificante che non da nessuna ipotesi di intervento in prospettiva, qualsiasi esso sia. Più volte la Commissaria ci ha pregato di aspettare per poter rilasciare dichiarazioni in merito alla sua azione. Adesso crediamo che sia davvero il caso. Noi torneremo a chiamarla per poter capire davvero dov’è l’arcano di tanta pochezza nonostante le 100 pagine a colori di un Piano che non ha neanche le note per poter suonare la ritirata.