TORRE COVID STORIA SENZA FINE. PROGETTO BOCCIATO DAI VIGILI DEL FUOCO E DAL COMUNE DI CAMPOBASSO - Molise Web giornale online molisano

TORRE COVID storia senza fine. Progetto bocciato dai Vigili del Fuoco e dal Comune di Campobasso

di Maurizio Varriano

I Vigili del Fuoco ed il Comune di Campobasso bocciano il progetto dando ragione alla ditta appaltatrice.

Incredibile ma vero…. Ancora problemi inerenti alla Torre Covid, individuata come Centro Covid del Molise. Le carenze progettuali, messe in evidenza da Angelo Contessa, più volte ribadite ai nostri microfoni, in qualità di responsabile del Consorzio aggiudicatario dell’Appalto, vengono ulteriormente accentuate e ribadite dagli Uffici preposti del Comune di Campobasso e dai Vigili del Fuoco, uffici atti al rilascio delle dovute autorizzazioni. E’ da premettere che più volte interpellato il RUP del procedimento, egli dichiarava l’assoluta non necessità di tali autorizzazioni poiché opere in deroga. La sollecitazione dettata dall’enorme risalto mediatico regionale e nazionale dell’accaduto, la probabile apertura di un’indagine giudiziaria, ( ndr ricordiamo che il Contessa è stato udito dal magistrato inquirente ), probabilmente, anche se ne siamo certi, ha fatto virare gli atteggiamenti di assoluta negligenza sino alla dovuta richiesta di autorizzazioni edilizie atte all’insperata ormai, risoluzione di un problema che man mano va ingigantendosi a danno dei Molisani che hanno dovuto subire e veder atterrare in Molise tendoni e moduli prefabbricati che per altri motivi, ancora sono vuoti, ma questo anche per fortuna e per la migliorata situazione venutasi a creare grazie alle inoculazione dei vaccini. Non stiamo a ripercorrere le traversia progettuali e d’appalto della Torre Covid ormai conosciute da tutti ma quello che è accaduto nelle ultime ore è davvero imbarazzante.

L’impresa aggiudicatrice ammoniva di ciò già dal lontano 24 febbraio 2021 e pertanto è davvero difficile non addebitare colpe sia alla struttura commissariale : Ente appaltante, al Rup ( Responsabile Unico del Proceimento), all’Asrem, alla Regione Molise, questi Enti per non aver ascoltato e per non aver decisamente redarguito i progettisti e la società Validatrice i quali hanno mostrato superficialità e forse una enorme base di incompetenza, viste le risultanze.

Ma veniamo a cosa mette penna su carta l’Ufficio Area Sviluppo del Territorio – Settore Urbanistica e Politiche del Territorio – Servizio Urbanistica e SUE a firma del suo responsabile del Servizio, arch. Giulio De Camillis e del Dirigente, arch. Giuseppe Antonio Giarrusso.

La missiva, inviata all’ente richiedente, cioè l’ ASreM di via Ugo Petrella con protocollo in uscita n. 0030776 del 17 maggio 2021, cita pedissequamente :

Oggetto : Comunicazione di motivi ostativi all’accoglimento dell’Istanza di valutazione del Progetto ( art. 3- DPR 151/2011 – Corpo di Fabbrica “Hospice”.

  • Con riferimento alla nota pervenuta prot. Gen. 28745 del 07.05.2021, da parte del Comando dei Vigili del Fuoco di Campobasso, che ad ogni buon conto si allega alla presente, circa la mancanza di conformità alla normativa di sicurezza in vigore;

Si sollecita e DIFFIDA a voler provvedere entro il termine di 20 giorni dalla ricezione della presente a conformare il progetto alle prescrizioni tecniche impartite dai Vigili del Fuoco con la richiamata nota.

Se ci fosse un aggettivo più imponente dell’ incredibile sarebbe decisamente e comunque inappropriato per la vicenda che sa sempre più di beffa.

Ma cosa indica, in termini di prescrizioni e discrasie, la nota dei Vigili del Fuoco?

La nota a firma dell’ing. Michele Di Tullio, dell’Ufficio Prevenzione Incendi, riporta pedissequamente e, badate bene, tutto ciò è stato sollevato mesi addietro dal Consorio Build aggiudicatario dell’Appalto ed i Vigili del Fuoco ne rincarano anche la dose.

La missiva fa luce su un aspetto mai preso in considerazione e inizia così:

  • Il Corpo di fabbrica denominato “Hospice” è escluso dal progetto approvato in data 7.9.2016 in quanto “ in corso di realizzazione e non comunicante con altri corpi dell’area Ospedale”.

La modifica dell’attività esistente di cui alla richiesta di valutazione progetto costituisce un ampliamento, pertanto devono essere applicate le disposizioni tecniche riportate al titolo II dell’Allegato al D.M. 18.09.2002 alle parti della costruzione oggetto di interventi di modifica, come previsto dall’art.4,comma 1,secondo capoverso del D.M. 18.09.2002.

( Altro che deroga acclarata nelle missive interlocutorie tra i soggetti coinvolti ).

Si rappresenta (continua la missiva) inoltre che, anche nell’ambito dell’applicazione delle disposizioni tecniche riportate al titolo III dell’allegato al D.M. 18.09.2002, la documentazione tecnica non consente la verifica puntuale e completa della conformità del progetto alla normativa di sicurezza in vigore, in quanto :

  1. Sono assenti alcuni elaborati grafici previsti dall’All. I al D.M. 07.08.2012, con particolare riferimento alla planimetria generale e alle sezioni dell’edificio;(omissis). Gli elaborati grafici devono essere adeguatamente quotati(omissis). Le piante devono essere dotate di quote altimetriche, principalmente al fine di caratterizzare i percorsi verso l’esterno del corpo di fabbrica, con particolare riferimento alle vie di esodo;
  2. Sulle piante non è indicata la posizione dei pulsanti e dei rilevatori automatici(omissis).Sulle piante non è indicata la posizione dei dispositivi di intercettazione manuale dell’ impianto di distribuzione dei gas medicali ed i relativi cavedi (omissis);
  3. Non è definita la modalità di accesso al porticato (omissis);
  4. Non è chiara la modalità di comunicazione con gli ambienti dell’attività esistente in quanto essa è descritta contraddittoriamente nella relazione tecnica e negli elaborati grafici : al secondo piano e attraverso i filtri a prova di fumo nella relazione tecnica e al primo piano e attraverso disimpegno negli elaborati grafici(omissis) e la rispondenza al titolo III dell’Allegato al D.M. 18.09.2002per il sistema di vie d’uscita esistente, come previste dall’art. IV, comma I, terzo capoverso del D.M. 18.09.2002;
  5. Non è ben definita la configurazione planoaltimetrica (omissis);
  6. Non sono ben descritte le modalità di esodo orizzontale progressivo per i piani contenenti aree di tipo D1 e D2 (omissis );

La missiva continua con rilievi inerenti la porte, rilevando criticità sull’aerazione, sulle vie d’uscita, dichiarando irrispettoso il posizionamento dell’impianto antincendio, fornendo certezza sulla carenza dei dati e sulle modalità anti-affollamento, disponendo dubbi progettuali sulle scale.

Una vera e propria ecatombe costata ai cittadini circa 520.000 euro di progetto, che con la revisione, sono addirittura aumentati. Non poca cosa per un’accozzaglia di carta che al momento è praticamente accostabile a carta straccia.

Incredibile? Non è ancora finita ! - Gli istruttori chiedono che il progetto venga riformato e che sia definitivamente conforme a norme e comportamenti che non attengono a apprezzabili studi di progettazione ed a una società di validazione che, sino ad oggi, hanno decisamente mostrato la parte più buia. Incompetenza? Forse le carte parlano più chiaramente delle parole ! sic!

Raggiunto al telefono il geom. Angelo Contessa, legale rappresentante del Consorzio aggiudicatario, non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione in merito ma, ha mostrato ogni sua perplessità e incomprensione, per una vicenda che sa davvero del “ paradossale/paranormale”.

Il Molise non merita, certamente, di essere considerata la cenerentola dell’inefficienza, soprattutto se la governance è attribuibile a personaggi non Molisani. Non si può continuare a soffrire per incoerenze e per inconfutabile illogica predisposizione all’improvvisazione. Si son persi mesi nonostante si sia acceso un riflettore ancora luminescente. Sia la Mastellone che la N3, società progettista e verificatrice, hanno mostrato la peggior parte di esse mettendo in difficoltà una regione che ancora, è l’unica a non avere in uso un centro Covid. La buona volontà di un Rup, forse svanita nella difficoltà della vicenda, e forse troppo solo per risolvere una grana senza pari, non è bastata, come non sono bastate le ultime interlocuzioni tra il DG Florenzano e le parti interessate. Ancora si brancola nel buio più pesto. L’ultima riunione ebbe a veder scendere in Campo il Colonello De Santis, incaricato dal generale Figliuolo, che ebbe a promettere la risoluzione del problema. La Commissaria De Grassi nel suo Decreto sull’emergenza Covid ha dato dei numeri e delle notizie assai parziali, sicuramente aiutata dalla struttura Regionale, non precisando effettivamente cosa e come definire la vicenda, seppur sino ad ora in capo alla struttura romana ed al DG Florenzano in riferimento all’atto finale. Che prenda contezza del filo d’Arianna che si è venuto a generare e ponga rimedio senza se e sena ma. Il Molise ne ha bisogno come ha bisogno di un Centro Covid.