FIRENZE. VERTICE INTERNAZIONALE ANTIMAFIA, MUSACCHIO: “OCCORRE SUPERARE LA CRISI CHE ATTANAGLIA LA LOTTA ALLE MAFIE” - Molise Web giornale online molisano

Firenze. Vertice Internazionale Antimafia, Musacchio: “Occorre superare la crisi che attanaglia la lotta alle mafie”

Vincenzo Musacchio al XXIX° Vertice Internazionale Antimafia tenutosi a Firenze proprio nel giorno dell’anniversario della Strage di Capaci. Ha aperto i lavori il presidente della Fondazione Caponnetto Salvatore Calleri, dando poi la parola al dott. Cesare Sirignano, Magistrato della Direzione Nazionale Antimafia.
Hanno partecipato come relatori i migliori esperti di lotta alle mafie in ambito nazionale ed internazionale: giornalisti investigativi, esponenti delle forze dell’ordine, magistrati, sociologi, esperti di arte, esperti di antiriciclaggio e politici. Il vertice antimafia, tra i più importanti a livello europeo, nasce nel 1999 su iniziativa proprio del giudice Antonino Caponnetto. Il vertice storicamente serve per fare il punto, lanciare proposte efficaci e per fare analisi di quanto succede in Italia e a livello europeo ed internazionale.
È organizzato dalla Fondazione Antonino Caponnetto a partire dal 2003 e prima direttamente da Antonino Caponnetto e Salvatore Calleri insieme al comitato Viva Jospin. Quest’anno, ricordando il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, si è parlato di crisi della lotta alle mafie. A tal proposito Musacchio ha ricordato proprio l’insegnamento di Falcone e di quanto sia importante combattere le nuove mafie non solo a livello nazionale, ma anche europeo ed internazionale. Ha affrontato il tema della urgente riforma del 416 bis, il problema delle confische e della gestione e del riutilizzo dei beni, l’importanza del ruolo dei collaboratori e dei testimoni di giustizia e dei loro familiari nella lotta alle mafie. Il giurista molisano ha concluso il suo intervento esprimendo forti perplessità sul DL Semplificazioni soprattutto nella parte dove prevede il subappalto “libero” senza adeguati contrappesi in tema di controlli e monitoraggi delle opere pubbliche.