ORTIS: "TOMA MINACCIA QUERELE MA NON è IN GRADO DI RISOLVERE I PROBLEMI" - Molise Web giornale online molisano

Ortis: "Toma minaccia querele ma non è in grado di risolvere i problemi"

“Apprendo dai social che il presidente Toma minaccia di querelare tutti i detrattori e che, nel farlo, si sarebbe lasciato andare a un linguaggio scomposto, poco affine al ruolo istituzionale che ricopre e paventando minacce, pizzini, intimidazioni.
Nel dire ciò, sostiene di essersi occupato costantemente dei problemi del Molise e di aver riportato anche in alto alcuni indicatori. Non dice, tuttavia, che lui i problemi del Molise, a tre anni dal voto, ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di risolverli”.
Lo afferma il senatore Fabrizio Ortis, che spiega come siano innumerevoli le questioni irrisolte: “Spopolamento in aumento, giovani che partono in cerca di lavoro perché qui, se non appartieni al ‘cerchio magico’, non c’è alcuna opportunità da cogliere, senza dimenticare una situazione sanitaria che vede sempre meno servizi pubblici a disposizione della popolazione. Toma, nel suo essere inadeguato, si è poi ampiamente circondato da yes man che in Giunta non fanno altro che perseguire l’interesse personale o di qualche potente di turno cui sono obbligati a rendere conto. Il risultato è che nei settori dell’agricoltura, del turismo, dei trasporti, della cultura, della formazione professionale, del lavoro non c’è alcun progresso realmente rilevante o che dimostri una prospettiva di sviluppo a medio-lungo termine”.
“Di fronte a un fallimento conclamato – continua il senatore - si cerca di distogliere l’attenzione delle masse facendo le vittime e procedendo per vie legali. Il presidente della Regione, tuttavia, sa bene che non è la realtà dei social quella cui deve dare conto, ma una realtà ben più complessa, quella dei molisani allo stremo e senza più alcuna fiducia nella classe politica, dopo anni di malgoverno di cui lui è solo l’ultima rappresentazione. Al posto di impuntarsi a minacciare e a denunciare i cittadini molisani – conclude Ortis - faccia qualcosa di buono per la nostra terra. Magari dimettendosi”.