CORPUS DOMINI, SECONDO ANNO SENZA SFILATA PER COLPA DEL COVID 19: ECCO UNA STORIA DA NON DIMENTICARE - Molise Web giornale online molisano

Corpus Domini, secondo anno senza sfilata per colpa del Covid 19: ecco una storia da non dimenticare

Per il secondo anno consecutivo non si terrà la classica sfilata dei misteri a Campobasso a causa del Covid 19. Ma vediamo cosa significano storicamente gli ingegni di Di Zinno per la città di Campobasso. 
 
Dal sito www.centrostoricocb.it prendiamo tutte le notizie utili che riguardano questa giornata.
 
COSA E' IL CORPUS DOMINI 
La festa, che San Francesco chiamò Corpus Domini, affonda le sue radici nell’ambiente ricco di fervore della Gallia Belgica, ed è dovuta alle rivelazioni della beata Giuliana di Retine, priora del monastero di Monte Cornelio, che nel 1208 vide durante un’estasi il disco lunare risplendente di luce candida, ma con un pezzo scuro; a lei il Signore disse che la Chiesa mancava ancora di una solennità in onore del SS. Sacramento. Fu così che nel 1246 il Vescovo di Liegi aveva istituito l’uso di una festa dedicata.Nel 1263 un sacerdote boemo: Pietro da Praga, passando da Bolsena celebrò sull’altare di Santa Cristina. Durante la celebrazione venne assalito da dubbi sulla trasformazione dell’ostia e del vino; fu a quel punto che dall’Ostia iniziò a sgorgare sangue; la notizia raggiunse il Papa che risiedeva ad Orvieto il quale richiese i paramenti macchiati di sangue. Durante il tragitto da Bolsena ad Orvieto gli abitanti dei luoghi attraversati rendevano omaggio spargendo fiori al passaggio.Nel 1264 il Papa Urbano IV istituì la festa del Corpus Domini.La solennità, che dal Concilio Vaticano II è individuata nella seconda domenica dopo la Pentecoste, è importantissima in quanto se nel giovedì santo c’è l’istituzione dell’Eucarestia, è nel Corpus Domini che la chiesa stabilisce la sua origine nella comunione con Cristo.
 

L'ORIGINE DEI MISTERI

Con il termine misteri si definiscono le rappresentazioni medievali di oggetto sacro in lingua volgare, attestate in Francia dal secolo XI che venivano eseguite nelle solennità religiose a compimento degli uffici liturgici. Si tratta di forme affini alle teatrali, originatesi dalla decadenza del teatro classico greco e romano e dalla stasi del teatro durante tutto il periodo medievale, che divennero i mass-media del tempo e diedero il lento avvio, in pieno Rinascimento, ad una ripresa delle forme teatrali vere e proprie, le quali, a loro volta, costituirono le basi del teatro moderno.
Da un lato c’era la necessità istintiva del popolo di dare sfogo alla propria religiosità mista di umanità, dall’altro il desiderio della Chiesa di educare le masse, per lo più analfabete, con forme spettacolari tali da suscitare interesse.Queste forme vennero così ad affiancare, all’aperto, la funzione didattico-narrativa affidata alla scultura ed alla pittura all’interno delle chiese. Il fenomeno fu comune a molte località europee nel suo contenuto di base ma ebbe diversa denominazione nei diversi luoghi: mystére (spettacolo simbolico) in Francia; auto sacramental (sacra rappresentazione) in Spagna; passionsspiele (mistero della passione) in Germania; myracle-plays (rappresentazioni sacre) in Inghilterra.Nel corso dei secoli (XV-XVII), con l’evolversi dei costumi, con il dilagare della magnificenza esaltata dalle ricche corti rinascimentali, con la rivoluzione ideologica e psicologica del Rinascimento che distolse gli spiriti dalla contemplazione di un regno soprannaturale per rivolgerli ai beni terreni, si arrivò a curare più gli effetti scenici che l’essenza religiosa tanto da causare l’infiltrazione di elementi pagani nei drammi sacri scivolando talvolta nello sconveniente e nel volgare. Di qui il divieto per queste costumanze figurative, denunciate in alcuni concili tenuti in Francia nel XVI secolo e sancito nel sinodo diocesano del 1629 e la sostituzione, in alcune città italiane, dei gruppi viventi con gruppi lignei (es. misteri del Venerdì Santo a Trapani) nei quali la forza intuitiva e la capacità dell’artista dovevano raggiungere l’efficacia suggestiva ed emozionante promossa una volta da persone viventi.

I MISTERI A CAMPOBASSO 

Nell’Apprezzo della città del 1688, l’ing. Nauclerio parla della festa del Corpus Domini sottolineando la cerimonia di portare il Pallio della cappella della Chiesa di San Leonardo, in cui veniva conservato, dai preti fino alla fonte dell’Acquasanta, dai Protettori fino al piano di strada e dai 4 Maestri che lo consegnavano poi al Signore della città o Mastrogiurato o ai sindaci. Passava poi alle persone civili che lo consegnavano agli artigiani. Alla fine della manifestazione i Protettori e i quattro Maestri riprendevano il palio davanti alla chiesa e lo riportavano in Cappella. Nel 1732 è Stendardo nella sua perizia a riparlare della festa:"La festa si celebra nella Chiesa di San Leonardo situata avanti il Palazzo Ducale, nella quale processionalmente vanno diversi misteri al naturale, cioè le due Confraternite della SS. Trinità e Santa Maria della Croce vanno con i loro confrati e sei misteri (un anno per ciascheduno) e quella di Sant'Antonio Abate va ogni anno la sua Confraternita con suoi sei misteri il tutto con lumi di cera, coll’associamento di tutti i religiosi che stanno di stanza nelli sei Monisteri ed unitamente vanno circuendo tutta la Terra.

 

Ecco le foto di tutti i 13 ignegni del Di Zinno