TRA ANTICO E MODERNO. LA TRADIZIONE DEI FUOCHI DI SANT'ANTONIO #MOLISECHETORNI - Molise Web giornale online molisano

Tra antico e moderno. La tradizione dei fuochi di Sant'Antonio #molisechetorni

Di Rossella Ciaccia
#molisechetorni
La nostra è una terra ricca. Non tanto sul piano economico, quanto su quello culturale. Una terra fatta di storia, di tradizioni, di usanze che continuano ad esistere fin dalla notte dei tempi.
Siamo una regione ricca, in cui il vecchio si affianca al nuovo, in cui una modernità fatta di social e nuove tecnologie non ha spento l'amore nel portare avanti antiche tradizioni, una terra in cui giovani e meno giovani si affiancano per far si che quelle stesse tradizioni che fanno parte della nostra cultura e della nostra storia, non muoiano mai.
Pensiamo a tutte le feste che in estate si svolgono nei vari paesi, pensiamo alle tradizioni campobassane, ma anche isernine e termolesi… Pensiamo a tutto ciò, tutto quello che il covid ha solo temporaneamente fermato, ma non spento.
Pensiamo alla 'Ndocciata di Agnone, pensiamo alla Faglia di Oratino, pensiamo ai fuochi di Sant'antonio che nelle "calde" notti d'estate illuminano le varie stradine dei nostri paesi.
È notizia di pochi giorni fa, quella secondo cui, complice la zona bianca, ed il rispetto di tutte le normative ancora in vigore, sia stato dato l'ok per poter svolgere i tradizionali fuochi di Sant'Antonio anche a Toro.
Grande è stato l'impegno di coloro che hanno fatto in modo che questa festa potesse essere svolta nel modo più sicuro possibile, e che, infondo, dopo il terribile periodo che hanno passato solo pochi mesi fa,  in cui erano entrati in un tunnel di contagi di cui non si riusciva ad intravedere la fine, quest'anno più che gli altri anni, se la sono proprio meritati. Il fuoco, la festa, e soprattutto la speranza che la pandemia possa bruciare tra le fiamme.
Ma cosa sono questi fuochi? In cosa consistono? Quanto durano? La tradizione dei fuochi di Sant'Antonio, è un'usanza nata secoli e secoli fa, ma che grazie anche all'attenzione e all'amore che i giovani hanno verso il proprio paese, è continuata fino ai giorni nostri.
Mentre in alcune zone del Molise il fuoco viene acceso nel giorno di Sant'Antonio Abate ( 17 Gennaio), in altre, e soprattutto nei piccoli paesi,  viene acceso il 13 Giugno, in onore di Sant'Antonio di Padova, e dunque in estate, come a voler celebrare anche la fine di un lungo inverno e l'arrivo dell'estate.
Nello specifico a Toro, i fuochi non si accendono solamente nella notte del 13, ma per tutta la "tredicina", ossia per tutti i giorni dal 1 al 13 di Giugno. Tradizione vuole che, ancora oggi, spetti ai giovani ragazzi maschi del paese, girare di casa in casa per racimolare qualche sterpaglia come offerta simbolica per accendere i fuochi. Sono poi gli stessi ragazzi che andranno anche per i boschi a raccogliere legna e si occuperanno dell'accensione.
I fuochi, vengono accesi davanti le case del paese, e rappresentano, ancora oggi, un luogo di incontro per tutte le donne che, dinanzi a quest'ultimo, ne approfittano per ritrovarsi, scambiare qualche parola, recitare qualche preghiera proprio in onore del Santo, godendosi il tepore del fuoco nelle fresche sere d'estate. Il 13 Giugno, infine, nell'ultimo giorno dell'accensione , si svolge il rituale della "bamboletta". Altro non sono che dei fantocci preparati dalle ragazze del paese, formati da stracci, paglia e carta colorata, appese con un filo sopra ogni fuoco, e man mano che questi fantocci bruciano, segnano la fine della "tredicina".
Secondo alcuni racconti, in passato, le donne anziane del paese, leggevano nelle fiamme anche presagi futuri.
In tempi più moderni, alla fine dei fuochi la sera del 13 Giugno, è nata l'usanza di banchettare. I proprietari della casa davanti la quale è stato acceso il fuoco, preparano cavatelli e salsiccia alla brace offrendola anche ai loro vicini di casa. Solo qualche decennio fa, i fuochi, non erano altro che delle occasioni per i giovani del paese, per farsi notare dalle ragazze.
Ad oggi la tradizione dei fuochi e delle bambolette è rimasta quasi intatta a Toro. I fuochi sono diminuiti rispetto a un po' di anni fa, ma restano sempre una bellissima occasioni per ritrovarsi con vicini di casa e gente che, complice l'estate, torna al paese.
Quello che colpisce, però, è l'attenzione, la cura e l'amore con cui tutti si prodigano per portare avanti questa tradizione. Una cura e un'attenzione che forse, nelle grandi città si è un po' persa.
Quest'anno neppure la pandemia è riuscita a spegnere né il fuoco, né tantomeno gli animi di tutti coloro che si sono impegnati al massimo per far sì che i fuochi di Sant'Antonio tornassero ad illuminare le tiepide sere di Giugno del paese.
#molisechetorni