CAMPOBASSO. RINVIATO IL SIT-IN DI PROTESTA PER MEDICI, OSS E INFERMIERI PRECARI - Molise Web giornale online molisano

Campobasso. Rinviato il sit-in di protesta per medici, oss e infermieri precari

Non si svolgerà la manifestazione a favore del personale sanitario precario molisano, che in data odierna si sarebbe dovuto svolgere proprio davanti l'Asrem di Campobasso.

Ad annunciarlo sono le sinistre di opposizione tramite una nota stampa nella quale si legge:

"Il Coordinamento molisano delle Sinistre di opposizione aveva indetto un sit in di sostegno alla lotta per la stabilizzazione dei precari della sanità molisana, per il 23 giugno, in occasione dell’incontro convocato sulla questione nella stessa data con la sola direzione dell’ASREM. Fermo restando tutte le ragioni poste dalla stessa Sinistra e della necessità che tale sit-in si svolgesse proprio durante l’incontro, come accade normalmente ovunque, si è tuttavia deciso di raccogliere l’invito di alcuni esponenti dei lavoratori, pur non condividendolo, di rinviare l’appuntamento per riorganizzare altra mobilitazione dopo l’esito della riunione.

La sinistra di opposizione pur rispettando questa scelta ma si sente in dovere di osservare che è errata perché, in realtà, è proprio in queste occasioni che sono più appropriate le manifestazioni pubbliche di sostegno in quanto solo l’estensione della lotta e della mobilitazione possono portare a dei risultati. Si parla di un vertice, tra l’altro, dove saranno assenti sia il Commissario Straordinario sia il Governatore regionale, per cui ne contesta anche la stessa valenza democratica, atteso che queste decisioni di indirizzo politico sui lavoratori della sanità debbano essere adottate non dal dirigente dell’ASREM, che ha solo compiti di esecuzione gestionale, bensì dagli organi politico istituzionali, pur ricordando che anch’essi hanno sempre adottato misure contro i lavoratori.

Qui si introduce anche la rivendicazione di una sanità pubblica sottoposta al controllo sociale e democratico e non relegata a ristrette stanze dei bottoni. Ed infatti, la scelta dell’ASREM di assumere “a partita IVA”, non solo ha inasprito la precarizzazione e l’assenza di diritti ma è altamente antidemocratica anche per il metodo di sottrazione agli stessi organi elettivi, ovviamente corresponsabili per aver “lasciato fare”.

Ciò premesso, nelle prossime settimane verrà organizzato un nuovo sit-in presso l’ASREM ove si riproporrà la piattaforma a sostegno di questa lotta, che oltre a riguardare i singoli precari da stabilizzare e le tutele lese dei lavoratori, assume una rilevanza più generale nell’ambito della lotta di classe locale e in particolare rispetto alla rivendicazione del potenziamento dei servizi sanitari regionali, a partire dalla medicina territoriale e dalle preziose opere di assistenza prestate da parte delle unità qualificate OSS.

Chiederemo, inoltre, di aprire i libri contabili dell’ASREM per fare il punto sui 5,6 milioni di € erogati alla sanità molisana sulla base della legge di Bilancio 2021 proprio per assumere OSS, infermieri e medici, utilizzando l’art.2 ter del Decreto “cura Italia”, come regolari dipendenti, sia pure con contratto a tempo determinato, nelle more dell’attuazione della stabilizzazione.

Su tali basi vogliamo solo dare il nostro contributo, chiamando alla costruzione di un fronte quanto più unitario possibile, rivolgendoci a tutto il resto della sinistra politica, sindacale e sociale molisana.

Coscienti che per ottenere la stabilizzazione dei lavoratori ed il conseguente potenziamento dei servizi sanitari occorrano forme di lotta incisive e proporzionate all’arroganza del potere (volto solo alla mera tutela del capitale), sia centrale l’unità dei lavoratori, senza illusorie speranze che qualche potente di turno, uso al metodo clientelare, o qualche burocrate sindacale “concertativo” possa risolvere la questione nell’ambito dei “rapporti di palazzo”, senza agitare le lotte di classe.

Per parafrasare, ricordiamo, a chi vorrebbe calmierare le lotte per non indispettire chi comanda, un noto motto popolare delle nostre parti: “se ti fai pecora il lupo ti mangia”.

I partiti padronali di potere regionale ed i loro burocrati, non aspettano altro."