TI RACCONTO UNA STORIA #MOLISECHETORNI - Molise Web giornale online molisano

Ti racconto una storia #molisechetorni

Di Rossella Ciaccia

#molisechetorni

Oggi voglio raccontarvi una storia. Una storia ambientata in estate. Una storia fatta di ricordi, di tenerezza, di tradizione ed anche una piccola punta di nostalgia, quella bella però, quella che ti fa spuntare un sorriso dolce sul viso.

Oggi è il 24 Giugno, giorno meglio conosciuto come la festa di San Giovanni, o come qualcuno dice, la notte più lunga dell’anno.

Questa storia parla proprio di questa festa, o meglio di un pezzo di vita legata a questa festa.

In questo racconto oggi non vi parlerò di amori, di viaggi, di ritorni… ma di un mio minuscolo ricordo legato a questa festa. Un ricordo tenero e nostalgico…

Fin da quando ero bambina, mia nonna mi ha sempre detto che a San Giovanni, si comprava “l’aglio nuovo”, il motivo ancora oggi mi rimane sconosciuto, ma era tradizione, e come tale andava rispettata.

Ogni anno, proprio il 24 Giugno, mia nonna mi portava con lei a comprare queste grandi trecce d’aglio, non tanto perché le usava per cucinare, quanto più per rispettare la tradizione.

Quindi nella mia memoria, la festa di San Giovanni, era legata all’immagine di una vecchietta, sempre la stessa, anno dopo anno, che si metteva con il suo banchetto sempre allo stesso posto, a vendere “l’aglio nuovo”. Si metteva sempre qualche metro prima da dove iniziavano le luminarie. Aveva un vecchio banchetto di legno e altrettante cassette vecchie e malandate accanto a lei. Ricordo che aveva una macchina, una di quelle fiat punto anni ‘60, blu scura, anch’essa malandata e con il cofano sempre aperto. Del resto non credo le importasse molto di come era ridotta la sua macchina,credo piuttosto che il suo pensiero era quello di racimolare almeno qualche spiccio .

La ricordo ancora quella dolce vecchietta… non era di quelle signore che poi avevano anche un banco di frutta e verdura al mercato… no. Piuttosto lei compariva solamente nel giorno di San Giovanni per vendere i suoi prodotti, poi probabilmente tornava alla sua vita, e l’avremmo rivista solo l’anno successivo sempre nello stesso giorno, sempre allo stesso posto.

Aveva dei capelli bianchi bianchi, all’inizio li portava legati a treccia, poi con il passare degli anni, li aveva tagliati. Ma il colore era sempre quel bianco neve. Aveva il viso e le mani stanche, piene di rughe e con degli anelli, simbolo di un matrimonio che durava probabilmente da tutta una vita.

Aveva gli occhi buoni, come piaceva dire sempre a me, delle scarpe bucate in punta ed un grembiule blu nel quale aveva qualche soldo, probabile piccolo guadagno della giornata.

Mi sono sempre chiesta che vita facesse quella dolce vecchietta, quella dolce, anziana signora che ogni anno, puntuale come un orologio svizzero, si metteva con il suo banchetto ed attendeva qualche cliente. Non dava fastidio lei, non chiamava nessuno ne cercava di vendere la sua roba.

Era li, seduta alla sua vecchia sedia, in attesa che qualcuno si accorgesse di lei, si avvicinasse e magari le comprasse anche qualcosa.

Ogni anno, in questo giorno, tra bancarelle, luminarie, e camion dei panini, lei era li, nella sua semplicità, nel suo silenzio, nel suo mettersi in un angolino minuscolo del mondo come a non voler disturbare, a non voler dare fastidio… Tra i mille oggetti colorati e luccicanti delle bancarelle, spostando lo sguardo, si vedeva solamente il bianco del suo “aglio nuovo”, candido come quello dei suoi capelli.

Per anni, anche quando mia nonna non mi portava più a comprare “l’aglio nuovo”, io passavo per quella strada, ed ogni anno che diventavo sempre un po' più grande, lei diventava sempre un po' più vecchia, sempre un po' più curva sulla sua schiena. Ma gli occhi no, quelli non cambiavano mai. Erano sempre buoni…

Negli ultimi anni tante cose sono cambiate… è cambiata la festa di San Giovanni nel mio quartiere, le bancarelle sono diminuite e non c’è più neppure la dolce vecchietta… anzi non c’è più nessuno ora che vende “l’aglio nuovo”. Forse perché nessuno lo compra più, o forse perché è più comodo prenderlo al supermercato, magari in polvere e liofilizzato.

Ma a prescindere da tutto, dagli anni che passano, dalla festa e dalle tradizioni che vanno via via perdendosi, nella mia memoria, la festa di San Giovanni, sarà sempre legata alla vecchietta dell’aglio.

#molisechetorni