MOLICHROM: ECCO IL FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA NOMADE CURATA DA EOLO PERFIDO - Molise Web giornale online molisano

Molichrom: ecco il festival della Fotografia Nomade curata da Eolo Perfido

Molichrom: Festival della Fotografia Nomade nasce da un’idea costruita insieme all'associazione Tèkne un gruppo di appassionati di cultura, arte e promozione di eventi che negli anni si sono impegnati attivamente per il loro territorio con passione ed entusiasmo - con l’intento di veicolare con questo progetto in Molise la fotografia contemporanea e diffondere cultura visiva e nuove forme di comunicazione.

Già da qualche anno, le istituzioni molisane hanno individuato nella fotografia una possibilità di dialogo con il territorio e la sua storia (un esempio su tutti la grande mostra Icons di Steve McCurry e i suoi ingressi da record) e noi vorremmo continuare in questa visione che vede nella Cultura una strategia finalizzata a veicolare e rafforzare l’immagine del Molise fuori dai confini regionali e nazionali.

Molichrom: è un progetto coraggioso ideato e realizzato in un momento molto particolare della nostra storia in cui la ripresa dal vivo delle attività culturali diventa un segnale forte di rinascita e ripartenza del territorio e della nazione.

Terra di “tratturi” e “transumanza”, il Molise ha da sempre un forte legame con il suo territorio e la sua storia. Anche per questo motivo Il tema scelto per questa prima edizione è quello del Nomadismo, come spunto concettuale per raccontare attraverso la fotografia quella che è una delle identità più importanti del genere umano.

Farlo in un territorio che negli anni si è contraddistinto per essere un punto di fuga ma anche un punto di approdo e di arrivo mi è sembrata un’occasione irripetibile.

Come scriveva Bruce Chatwin in Anatomia dell’irrequietezza: “In uno dei suoi momenti cupi, Pascal dice che tutta l’infelicità dell’uomo proviene da una causa sola, non sapersene star quieto in una stanza. « Notre nature » egli scrive « est dans le mouvement... La seule chose qui nous console de nos misères est le divertissement ». Diversivo. Distrazione. Fantasia. Cambiamento di moda, di cibo, amore e paesaggio ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo. Senza cambiamento, corpo e cervello marciscono. L’uomo che se ne sta quieto in una stanza chiusa rischia di impazzire, di essere tormentato da allucinazioni e introspezione.”

Ho voluto portare l'attenzione su degli artisti che attraverso esperienze molto diverse e punti di vista anche molto distanti, offrono un’opportunità unica di fare esperienza di quello che possiamo chiamare lo sguardo nomade. Perché la fotografia è un viaggio che ci offre l’opportunità di vedere ciò che altri hanno visto prima di noi.


Biografia
Eolo Perfido (Cognac, Francia, 1972) è un fotografo ritrattista specializzato in fotografia corporate, pubblicitaria e di viaggio. Le sue fotografie sono state pubblicate su riviste come il NY Times, Communication Arts, Panorama First, Vision, Vogue Russia, GQ Russia, L’Espresso, e Computer Arts e negli ultimi dieci anni ha lavorato per diverse agenzie di comunicazione internazionali con clienti come JWT, Saatchi & Saatchi, Leo Burnett, BBDO, Corbis, Pepsi Cola, Samsung, Ford, Opel, Kraft, Casio, Gatorade, Sky Television e Novartis.

Nel 2009 gli è stato assegnato il primo premio dell’associazione dei fotografi italiani Tau Visual per la qualità creativa delle sue immagini.

Nel 2010 gli è stato assegnato il premio come miglior fotografo internazionale durante la mostra "Photo Vernissage" che si è tenuto al Museo Manege di San Pietroburgo, che ha visto la partecipazione di centinaia di fotografi da tutto il mondo.

Nel 2011, la rivista italiana L’Espresso lo ha scelto insieme ad altri 9 giovani Creativi italiani per raccontare attraverso una sua opera il 150 ° anniversario dell'Unità d'Italia.

Il suo percorso artistico lo porta ad esporre in numerose gallerie pubbliche e private. Tra le sue serie di maggior successo c'è Clownville, esposta nel 2016 in una personale nella Galleria Janet Coast di Recife in Brasile durante il Festival Internazionale del Circo ed in una personale nel 2019 nella Leica Gallery di Roma.

Nel 2016 ha fondato Storm Studio, il primo collettivo italiano di Post Produzione Digitale e 3D CGI.

Nel 2017 è diventato Elinchrom Ambassador, prestigioso marchio di flash fotografici.

E' uno degli street photographer italiani più conosciuti e stimati e dal 2014 è Leica Ambassador oltre che docente di Street Photography presso la prestigiosa Leica Akademie. Si occupa da molti anni di formazione fotografica ed ha alle spalle decine di workshops internazionali di Ritratto, Street Photography e Post Produzione Digitale.

Dal 2019 fonda ExibartStreet (www.exibartstreet.com) una delle più importanti riviste online di Street Photography al mondo.

Nel 2021 ha vinto il Leone di Bronzo di Cannes con una fotografia di strada scelta da Leica per la sua campagna The World Deserve Witnesses.

www.eoloperfido.com

 

LE MOSTRE

 

Vivere un'esistenza nomade significa arrendersi alla terra

 


Il fotografo e regista canadese Joey Lawrence

presenta Nomads

in anteprima in Italia per Molichrom:

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Joey Lawrence “Nomads”

Campobasso, Palazzo GIL

Dal 24 giugno al 31 luglio 2021

Orario: 10.00/13.00 e 17.00/20.00

Biglietto (solo on line) € 6,00

https://www.molichrom.com/nomads-exhibitions

 

 

Vivere un'esistenza nomade significa arrendersi alla terra, seguendo il ritmo dell'ambiente naturale, spostandosi a seconda della fertilità del suolo, del ciclo di inondazioni di un fiume o delle migrazioni di animali. Il concetto di casa del nomade può non essere un luogo fisico specifico.
La casa è la mente collettiva di un popolo, tribù o clan che viaggia insieme sulla terra dei loro antenati che hanno tramandato le abilità necessarie per sopravvivere e radicato la loro storia all'interno di miti e leggende.

I nomadi possono infrangere i confini percepiti degli stati-nazione e sfidare le strutture sociali moderne che erroneamente riteniamo siano invece lineari, progressive ed eterne. Coloro che hanno disegnato i confini dei paesi che oggi vediamo sulle mappe spesso non includevano i movimenti dei nomadi, che si spostavano da un luogo all'altro, prima delle ere dei visti e dei passaporti.

Il calco del Corno d'Africa è stato scolpito dalla forza delle placche tettoniche africane, somale e arabe, che si scontrarono lacerandosi in tre direzioni durante eoni di sconvolgimenti, molto prima che fossero chiamate Etiopia, Gibuti e Somalia. In questa terra ostile vivono i resilienti Afar e i nomadi somali. Per entrambi i mezzi di sussistenza sono indissolubilmente legati agli eventi sismici del passato. Le periodiche inondazioni e l'evaporazione del Mar Rosso nella depressione di Danakil lasciarono infatti un'abbondanza di depositi di sale che viene estratto in mattoni preziosi e trasportato attraverso la regione sul dorso di carovane di cammelli.

Più a sud nella African Rift Valley vivono i Dassanach, che ignorano l'invisibile confine tra Etiopia e Kenya e distinguono solo i bordi del lago Turkana. Allo stesso modo, l'antica patria dei curdi è divisa tra i moderni stati nazionali di Turchia, Iraq, Siria e Iran. Nella sperduta isola di Siberut, la tribù sciamanica dei Mentawai rappresenta una minoranza etnica che lotta per i diritti culturali contro il governo indonesiano. In India, un ferroviere può perdonare a un Santone errante di salire su un treno senza biglietto, poiché essendo in pellegrinaggio religioso si affida alla carità degli altri per completare il suo compito spirituale. Il pellegrino ha rinunciato ai suoi beni terreni alla ricerca di qualcosa che va al di là del regno materiale visibile al di fuori della finestra del treno.

Le città-avamposto di cemento che i sovietici costruirono per esercitare il loro controllo sullo stile di vita nomade mongolo furono abbandonate e oggi vengono lentamente assorbite dalla steppa.

 

È stata a lungo una tendenza per i fotografi di passaggio, che possono anche chiamarsi "nomadi", per definire le popolazioni nomadi come "vulnerabili." È troppo semplice, per chi vive in contesti stabili e urbanizzati, considerare "a rischio" chi dipende, per la propria sopravvivenza, dalla fragile lealtà dei propri ambienti naturali.

Ma i fotografi, me compreso, si affidano ad una vasta rete di civilizzazioni, industrie e catene di approvvigionamento disconnesse tra loro per mantenere il nostro modo di vivere.

In un certo senso, abbiamo lasciato la coscienza collettiva di una località e l'abbiamo sostituita con una rete più grande e disastrosamente complicata.

Come abbiamo visto proprio quest'anno, la nostra fiducia e l'attaccamento a questo sistema assurdo è la definizione di vulnerabile. Quei nomadi che credevamo si sarebbero estinti hanno resistito alla periferia di grandi imperi in rovina. È più probabile che lo stile di vita dei fotografi si estingua per primo.

 

 

Biografia

 

JOEY LAWRENCE è un fotografo e regista canadese, con base in Etiopia ad Addis Abeba e negli Stati Uniti a New York, celebre per il suo lavoro che si divide tra incarichi di alto profilo e progetti umanitari. Come fotografo professionista autodidatta, ha costruito il suo stile dedicando moltissimo tempo e risorse a progetti personali ideati per cercare di far emergere l’umanità, con le sue storie in comunità e circostanze invisibili ai più.

Joey ha viaggiato cinque volte tra Iraq e in Siria per documentare la guerra civile in corso.

Si è unito come fotografo “embedded” a diverse fazioni del conflitto, dalle aree a Damasco nelle mani del governo, ai ribelli dell’opposizione dell’Esercito Siriano Libero, ai combattenti curdi dell’YPG (in curdo Yekîneyên Parastina Gel, Unità di Protezione Popolare) e ai partner della coalizione americana Syrian Democratic Forces.

Il suo lavoro dall’Iraq e dalla Siria, tutt’ora in corso, è stato pubblicato su Sunday Times Magazine, Vanity Fair Italia, the Independent, Rolling Stone e molti altri. Portrait of Sarya with RPG, una guerrigliera curda, è stato presentato nella National Portrait Gallery di Londra come parte della mostra del Taylor Wessing Prize.

Joey ha approfondito queste incredibili storie nel suo recente libro We Came From Fire: Armed Struggle Against ISIS in Kurdistan (powerHouse book, 2019). Joey è rimasto un sostenitore per la protezione dei diritti culturali del popolo curdo.

 

The Mosul Corridor, una serie di ritratti e vedute aeree realizzati dal fotografo in collaborazione con Oxfam, è stata utilizzata per la raccolta di fondi e lo sforzo politico finalizzato ad estinguere gli incendi dei pozzi di petrolio a Qayarrah, in Iraq. Gli incendi furono spenti anche grazie alla pressione dei media, permettendo così alle famiglie irachene di ricostruire le loro comunità dopo il ritiro dell’ISIS.

 

Per WaterAid, Joey ha lavorato nel piccolo villaggio di Tombo’s Wound in Sierra Leone per un incarico fotografico a lungo termine per documentare uno studio sulla comunità locale impegnata a superare le questioni legate all'acqua - una storia ritratto di una tragedia profonda e di incredibile resilienza. WaterAid’s #Untapped, la campagna con le immagini di Joey ha raccolto 4,2 milioni di sterline che grazie all’aiuto del governo britannico ha raggiunto in totale gli otto milioni di sterline. La collaborazione di Joey con WaterAid è proseguita in Etiopia, con nuovi progetti nella regione di Amhara e campagne di raccolta fondi per l'installazione di pompe ad energia solare e pozzi di acqua pulita.

 

Sfruttando la creatività ed abbattendo i confini, Joey ha scritto e diretto il suo primo film intitolato “People of the Delta”,girato interamente nel sud dell’Etiopia. Il film non solo ha visto la popolazione locale tra gli attori e inestimabili collaboratori creativi, ma è stata coinvolta anche nella valorizzazione delle lingue locali a rischio di estinzione delle popolazioni Dassanach e Hamar. Più recentemente in Etiopia, Joey ha collaborato con l'acclamato designer etiope Abai Schulze per una campagna pubblicitaria per il suo marchio ZAAF.
È imminente un libro d'arte di Joey “Etiopia ?????” - un tributo fotografico alle diverse culture e tradizioni dell'Africa orientale che celebrerà i 13 anni di lavoro dal Corno d'Africa.

Joey ha lavorato nel mondo della pubblicità e per i migliori marchi collaborando con National Geographic Channel, Disney+, Kerala Tourism, US Army, Vanity Fair, Canada Goose e Lavazza. Le sue immagini sono regolarmente presenti su riviste e cartelloni pubblicitari di tutto il mondo. Joey ha fotografato molti celebri personaggi dello spettacolo e dello sport, tra cui Christian Bale, Matthew McConaughey, Robert De Niro, Danny DeVito, Jennifer Lawrence, Jessica Chastain, David Beckham, per citarne alcuni.

 

www.joeyl.com

 

LE MOSTRE

 

 

Best Of London Street Photography Festival”

Montagano, Salone Belvedere

 

Dal 27 giugno al 26 luglio 2021

 

Prenotazione obbligatoria

https://www.molichrom.com/street-photography-london

 

 

Il London Street Photography Festival è il più grande festival del Regno Unito dedicato alla fotografia di strada. L'obiettivo del festival, senza scopo di lucro, è costruire una comunità e stabilire e sviluppare una piattaforma per il networking, l'apprendimento e lo sviluppo attraverso mostre, workshop, conferenze, competizioni ed eventi associati.

Gli organizzatori mirano a essere strettamente collegati alla comunità e ai giovani e fornire loro le risorse e l'esperienza di livello mondiale in uno dei generi fotografici più dinamici e popolari.

Partner ufficiale della prima edizione del Molichrom: Festival, il LSPF porterà in mostra il Best OF del loro ultimo contest. 32 scatti dei finalisti e i migliori fotografi selezionati del 2020.

 

https://lspf.co.uk

 

 

 

 

 

 

 

LE MOSTRE

 

Come rughe su un viso questi sentieri erbosi

 

Il fotografo Giuseppe Nucci

presenta per Molichrom:

Along The Sheepherds’ Highway

 

Pietrabbondante, Palazzo Comunale

Dal 26 giugno al 15 agosto 2021

ore 12.00

Prenotazione Obbligatoria

https://www.molichrom.com/along-the-sheperds-highways
 

 

La transumanza, l’antica pratica di spostamento del bestiame dai pascoli estivi a quelli invernali, nel centro Italia è strettamente connessa alla rete dei “tratturi”; ovvero le vecchie strade solcate dal passaggio millenario delle greggi e che per molti secoli hanno rappresentato le arterie principali per i commerci.

Attraverso i tratturi si sono tramandate le antiche conoscenze e hanno preso vita tradizioni che tutt’ora sopravvivono in regioni come Puglia, Abruzzo e Molise. Il riconoscimento della transumanza a patrimonio immateriale dell'umanità da parte dell'UNESCO, rappresenta un notevole passo in avanti per la salvaguardia e la riscoperta di un patrimonio storico e culturale fra i più affascinanti dell’Italia nascosta.

Come rughe su un viso questi sentieri erbosi hanno delineato i tratti somatici della civiltà rurale, un volto segnato dal tempo il cui fascino è espresso dall’eternità di antiche pratiche che appartengo alla storia dell’umanità.

 

 

 

 

 

 

LE MOSTRE

 

L’Italia ha dimenticato di essere una nazione di paesi e una parte della propria anima

è stata destinata all’oblio

 

Il fotografo Giuseppe Nucci

presenta per Molichrom:
DEntroTerra

 

Pietrabbondante, Mostra Diffusa

26 giugno ore 11.00

https://www.molichrom.com/dentroterra

 

 

L’Italia ha dimenticato di essere una nazione di paesi e una parte della propria anima è stata destinata all’oblio con tutto il suo carico di tradizioni, superstizioni e credenze.

Il progressivo abbandono dei paesi dal dopoguerra ad oggi è diventato sempre più drammatico. Poche sono quelle zone d’Italia che appaiono come riserve del patrimonio storico minore e molte di loro sono situate lungo la catena appenninica. Le montagne con i loro inverni lunghi e rigidi e la mancanza di infrastrutture moderne che portino progresso e benessere, hanno contribuito a preservare le radici di tutti coloro che dal dopoguerra ad oggi sono partiti in cerca di lavoro e fortuna altrove.

Ci sono tre parole alla base di questo lavoro:

Dentro, perché questi sono i luoghi da dove provengo.

Terra, in quanto tutta questa civiltà, queste usanze e queste tradizioni hanno a che fare con il mondo contadino.

Entroterra, perché nel piccolo questo è uno spaccato significativo di quell'Italia interna troppo spesso bistrattata.

 

Un paese ci vuole.

 

 

 

Biografia:

Giuseppe Nucci nasce nel 1982 a Sant’Angelo del Pesco, piccolo paesino di montagna nell’alto Molise. Il carattere espansivo e la spiccata curiosità che lo caratterizzano lo portano ad abbandonare la piccola realtà di casa a 14 anni, senza mai trovare nel percorso di studi in informatica una vera e propria vocazione. Sono anni di viaggi e di osservazione del mondo, in cui però fatica a capire come inquadrare quel desiderio latente di raccontare le esperienze vissute.

Laureatosi quasi senza voglia nel 2009 riceve in regalo una macchina fotografica che influenzerà tutte le decisioni prese negli anni a venire, votate al miglioramento personale e alla creazione di una base culturale in discipline umanistiche e artistiche di cui sentiva la mancanza.
Nel 2015, di ritorno da un viaggio in India che lo segnerà definitivamente a livello umano, si iscrive ad una masterclass di fotogiornalismo che lo aiuterà a cristallizzare il proprio bagaglio di conoscenze e contribuirà alla creazione di un linguaggio personale basato sulla commistione di più generi.

Nel corso degli ultimi anni si è focalizzato su progetti documentaristici che lo hanno portato ad ottenere numerose pubblicazioni internazionali fra cui spiccano National Geographic Magazine e Stern. Nel 2018 ha inoltre vinto un POYi, uno dei più prestigiosi premi legati al fotogiornalismo. Attualmente vive a Roma, sua città di adozione.

 

www.giuseppenucci.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LECTURES

 

LECTURES I

 

Come guardiamo le fotografie (e come crediamo di capirle)”

a cura di Augusto Pieroni

 

24 Giugno 2021, Ore 19:00

Auditorium Palazzo GIL
Campobasso

 

 

 

L’incontro vuol essere un’analisi leggera, ma anche un giro d’orizzonte provocatorio, sulle abitudini spesso dannose del nostro sguardo contemporaneo. Nel guardare le immagini fotografiche a volte siamo frettolosi o superficiali, altre volte cediamo alla pigrizia dei cliché accumulatisi in decenni; di rado osserviamo e spesso procediamo “a fari spenti”.

Il miracolo è che spesso poi riusciamo lo stesso a capire qualcosa. Sì, ma cosa? L’argomentazione procederà in modo stimolante, rimbalzando tra esempi storici e fenomeni contemporanei, schemi e sintesi, paradossi e interrogativi aperti.

Tutto avendo ben in vista l’importanza di costruire, coi materiali di cui già disponiamo, una rinnovata consapevolezza critica.

 

Biografia

Augusto Pieroni

Storico, critico e educatore nel campo delle arti contemporanee e fotografiche. Creatore e coordinatore del master di fotografia autoriale “Firma Visiva”; è anche docente di Visual Arts, Analisi Critica, Sequenza Fotografica e Processo Creativo presso Officine Fotografiche, ISFCI e RUFA.

Autore di long-seller di saggistica come “Fototensioni”, 2000 (sulle giovani arti fotografiche), “Leggere la fotografia”, 2003-06 (sulla lettura delle immagini fotografiche) e “Portfolio!”, 2015 (sulle sequenze fotografiche). Suoi scritti sono apparsi su Aperture (New York), Hotshoe (Londra-New York), Eyemazing (Amsterdam), Muse (Milano).

 

www.augustopieroni.com

 

 

 

 

 

LECTURES II

 

Tina Modotti. Arte Vita e Libertà”

a cura di Biba Giacchetti

 

26 Giugno 2021, Ore 17:00

Auditorium Palazzo GIL

Campobasso

 

 

 

Biba Giacchetti curatrice della mostra “Tina Modotti, Messico, donne e libertà” attualmente in corso al Mudec di Milano terrà una lectio magistralis sulla vita e l’opera di questo appassionante personaggio che nel corso degli anni '20 ha rivoluzionato l’approccio alla fotografia con immagini di bellezza indimenticabile la cui influenza si riverbera sulla fotografia contemporanea.

Durante la lectio ci sarà una proiezione che includerà le più importanti immagini di questa autrice, comparate con i talenti del suo tempo. Si narrerà la vita di questa artista che parlava e scriveva in cinque lingue e che ha fotografato per soli sette anni della sua breve esistenza nel periodo in cui era residente in Messico, dedicandosi all’attivismo sociale, con prese di posizione contro il nazismo e il fascismo.

Tina Modotti partecipò alla guerra di Spagna in prima linea, sempre impegnata nei soccorsi ai feriti e agli orfani di guerra. Rientrata in Messico morirà a soli 46 anni di attacco cardiaco nel 1942 senza mai aver potuto rivedere la sua terra.

 

Biografia

Biba Giacchetti nasce a Roma studia a Parigi e si trasferisce a Milano dove fonda Sudest57, centro di eccellenza per la grande fotografia d’autore con lo specifico obiettivo di avvicinare i maestri della fotografia al grande pubblico.

Da dieci anni cura le mostre di fotografia di maggior successo, scrive di fotografia, e segue l’acquisizione di stampe fine art da parte di collezionisti pubblici e privati.

Se Elliott Erwitt è stato il suo maestro e mentore, l’approfondimento di Tina Modotti e la mostra ad essa correlata, sono il suo progetto più recente e costituiscono il primo capitolo dedicato agli autori passati e contemporanei che hanno portato nella fotografia l’attivismo visivo.

 

 

www.sudest57.com

 

Lectures III
 

Quanto sei lontano, amico?

Le fotografie, i migranti, l’esilio

a cura di Michele Smargiassi

27 Giugno 2021, ore 17:00

Auditorium Palazzo GIL
Campobasso

 

C’è una pianta che non ha radici: la pianta dei piedi. L’umanità si muove da sempre, dall’inizio della storia, muovendosi ha creato la storia. Ma il movimento è stato, ed è oggi più che mai, sospetto, minaccioso, incute paura.

Come gli esseri umani, le immagini sono nomadi, viaggiano per il mondo, varcano frontiere, attraversano spazi, appaiono e scompaiono.

Le immagini nomadi aumentano o leniscono la paura del nomade?
Attraverso un percorso di fotografie, di ieri e di oggi, questa conversazione cercherà di
comprendere come la rappresentazione visiva del migrante, del nomade, dell’esule ha condizionato il pensiero, le opinioni, le scelte politiche ed etiche di popoli e governi.

 

Biografia
Michele Smargiassi

Sono nato prevalentemente nel forlivese, verso la metà del secolo scorso (l’8 ottobre del 1957). Con mia grande sorpresa faccio il giornalista, che era il mio sogno da bambino: mentre adesso che sono giornalista, di mestiere vorrei fare il bambino. Mi sono laureato in Storia contemporanea all'Università di Bologna con una tesi sulle trasformazioni urbanistiche viste attraverso l’occhio della cartolina illustrata. Dal 1982 ho lavorato a l’Unità, poi dal 1989 a la Repubblica, testata per cui scrivo di società, cultura e, se proprio devo, anche di politica.

Mi occupo da quasi trent’anni di fotografia e cultura visuale. Nel 2009 ho creato e gestisco tuttora il blog Fotocrazia. Oltre a testi per mostre, articoli, cataloghi, riviste e volumi collettivi, prefazioni e postfazioni, ho scritto alcuni libri tra cui: Voglio proprio vedere. Interviste impossibili ma non improbabili a i grandi fotografi (Contrasto, 2021); Sorridere. La fotografia comica e quella ridicola (Contrasto, 2020); Un’autentica bugia. La fotografia, il vero, il falso, Contrasto, 2009); Ora che ci penso. La storia dimenticata delle cose quotidiane (Dalai, 2011); alcuni saggi in volumi collettivi: La famiglia foto-genica per gli Annali della Storia d’Italia Einaudi (2004), "Bugie dell'elocutio" nella raccolta Etica e fotografia (Derive Approdi, 2015); “La Camera chiara di Roland Barthes” in Nuove visioni (Contrasto, 2020).
Ho collaborato a dieci volumi della collana “Maestri della fotografia” (Repubblica / National Geographic, 2019-2020); e attualmente curo la collana “Visionari” (Repubblica / National Geographic, 2020-2021).

 

Ho curato le mostre Fotoamatori insospettabili (Bibbiena, 2006) e The Family of Flickr (Bibbiena, 2011). Faccio parte del direttivo della Sisf – Società Italiana di Studi di Fotografia, del comitato scientifico del Centro italiano per la fotografia d’autore di Bibbiena e del comitato scientifico della Fondazione Nino Migliori.

 

smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it

 

 

WORKSHOP

 

Dalle Sequenze Fotografiche Al Portfolio Personale

 

Workshop di Molichrom:

a cura di

Augusto Pieroni

Venerdì, 25 - 26 giugno
Campobasso, ArtGarage Fondazione Potito

 

 

Il workshop, della durata di una giornata e mezza, affronterà la questione di come dare struttura a una sequenza fotografica, sia essa destinata alla presentazione professionale, all’editoria o all’esposizione.

Faremo luce sulle qualità, le strutture e i flussi narrativi che caratterizzano le più diverse sequenze fotografiche. Sono previste attività di tipo cognitivo e di tipo pratico.
Nella prima parte ci focalizzeremo su diversi aspetti delle sequenze fotografiche: dai modelli storici e contemporanei alle attuali strategie di concezione e composizione.

Tratteremo poi l’intreccio di: concezione, selezione, sequenza, allestimento e presentazione.

Esploreremo l’arco di possibilità cui va incontro un progetto fotografico quanto a strutture narrative, linguaggi, scelte espressive e comunicative, realizzazione e fruizione.