ASSUNZIONE OSS, ADEGUARE LA SANITÀ MOLISANA ALLE ESIGENZE DELLA POPOLAZIONE. QUESTE LE DENUNCE DELLE SINISTRE RADICALI - Molise Web giornale online molisano

Assunzione Oss, adeguare la Sanità molisana alle esigenze della popolazione. Queste le denunce delle sinistre radicali

Il 23 giugno scorso si è registrata l’ennesima ed annunciata fumata nera al tavolo delle trattative tra l’ASREM (rappresentata dal direttore generale Florenzano e dalla Commissaria Degrassi) e una delegazione degli 80 OSS a partita iva e dell’USB. Il fallimento di tale vertice lascia immutato il dramma non solo dei precari abbandonati in mezzo alla strada ma anche, e soprattutto, le condizioni disastrate in cui versa la sanità pubblica molisana, pesantemente sotto organico rispetto alle esigenze e ai bisogni di chi vive in questa terra.

Sia chiaro: governo centrale e giunta regionale la smettano di prendere in giro questi lavoratori. Non possono lavarsene le mani trincerandosi dietro i burocrati, perché le sorti della sanità molisana non possono essere decise né dal direttore dell’ASREM né dalla Commissaria.

Questi, infatti, devono attenersi alle direttive politiche, tanto più che il piano del fabbisogno del personale deve essere approvato dalla Regione ancorché proposto dalla Commissaria. Ed è inaudito che persino a fronte di una delibera regionale, le assunzioni di questi 80 precari vengano negate dai suddetti vertici burocratici.

Stante la vergognosa situazione, come PCI, PCL e PMLI, proponiamo ai lavoratori la nostra piattaforma immediata che consta in due punti chiave:

- Prevedere, nel nuovo piano operativo sanitario, i servizi degli OSS ben oltre le 80 unità, cioè in funzione delle effettive esigenze di assistenza della popolazione molisana, tra le strutture esistenti potenziate e/o da far sorgere, nonché di quelle per lo sviluppo della sanità territoriale, sia ordinaria sia riferita ai piani anti epidemia;

- Approvare un nuovo piano del fabbisogno del personale 2021/2023 che assorba non solo le 80 unità predette come regolari dipendenti stabili (e ciò in base alla premialità prevista anche per le partite iva, sia dal decreto “Cura Italia”, con richiamo specifico dell’art. 2 ter al precedente art. 2 bis, sia dalla autonomia decisionale regionale), ma anche le tantissime ulteriori unità collegate ad un nuovo piano operativo di potenziamento dei servizi come sopra richiamato.

Questa la strada da seguire, altro che illudersi degli aiuti millantati da parte dei potenti locali: costoro, difatti, non sono semplicemente nemici dei lavoratori; sono fra i principali responsabili del presente disastro sanitario molisano. Solo la forza auto organizzata dei lavoratori, solo le forme di mobilitazione radicali ed incisive possono produrre un serio risultato sociale e occupazionale sulla sanità molisana, come in ogni altro settore.