DIVENTARE MAMMA NEGLI OSPEDALI MOLISANI, SITUAZIONE DIFFICILE NON SOLTANTO AL SAN TIMOTEO #UNAVOCEPERLEDONNE - Molise Web giornale online molisano

Diventare mamma negli ospedali molisani, situazione difficile non soltanto al San Timoteo #unavoceperledonne

di Viviana Pizzi
 
Avevamo già sostenuto che in questa estate di ripresa dal Covid, che ha visto le donne soccombere più degli uomini anche in base alle richieste ai centri antiviolenza, avremmo scritto questa rubrica non a cadenza settimanale ma quando ce ne fosse stato effettivamente bisogno. In queste ore il bisogno nasce da un ennesimo diritto tolto alle donne e in particolare alle neomamme del bassomolise. Da ieri e a tempo indeterminato è stato sospeso il servizio parto naturale e cesareo. Al San Timoteo restano attivi gli altri esami diagnostici che riguardano la maternità. 
 
Il dg Asrem Oreste Florenzano nell'annunciare questo taglio ha sostenuto di aver pensato alla sicurezza delle donne e dei loro bambini, dopo la morte del neonato di Portocannone avvenuta qualche giorno fa, e sulla quale si deve fare ulteriore chiarezza. Decisione voluta anche dalla commissaria Flori Degrassi e dalla subcommissaria Annamaria Tomasella. Come purtroppo avviene in un Molise sempre meno alla portata delle donne, la soluzione a un caso di morte dubbia resta la chiusura. E quindi la mancanza di possibilità per le donne di partorire con il ginecologo che le ha seguite durante tutta la gravidanza. E di conseguenza abbassare quel numero di parti (il decreto Balduzzi ne prevede almeno 500 ndr) necessario alla sopravvivenza del punto nascita del San Timoteo di Termoli. 
 
E menomale che la Asl Lanciano Chieti si è messa subito a disposizione rendendo possibile alle partorienti andare a Vasto. Altrimenti la scelta obbligata sarebbe il Cardarelli di Campobasso. E sappiamo benissimo cosa comporta arrivare nel capoluogo in questo periodo: bifernina a una corsia in vari tratti del percorso, cinque semafori e se sei fortunata arrivi da Termoli in un'ora di tempo. Poi una neomamma si trova a dover affrontare il momento più delicato della sua vita con un medico che non conosce e in situazioni di possibile imbarazzo. Diritti negati a donne a cui era già negata da anni la scelta di poter interrompere una gravidanza perchè, lo sappiamo, all'ospedale di Termoli la legge 194/78 non è applicabile da anni. Da ieri a Termoli non si può nascere ma nemmeno abortire. E' logico che in queste condizioni saranno sempre meno le donne che sceglieranno di farsi seguire al San Timoteo, creando una vera e propria emigrazione sanitaria verso l'Abruzzo e in particolare l'ospedale di Vasto. In un Molise in cui la sanità va sempre più verso il baratro.
 
Nel frattempo a Campobasso si continua a nascere, anche con l'epidurale, ma il servizio della legge 194/78 resta nelle mani dell'unico medico a disposizione, il dottor Michele Mariano, che resterà a lavoro fino al 31 dicembre. La soluzione del problema anche nel capoluogo di regione resta una cosa tampone, perché il bando dell'Asrem per un nuovo professionista non obiettore è andato deserto e nel 2022 si rischia di non poter garantire il servizio alle donne del Molise intero. Ad Isernia invece resta attivo il punto nascite ma non l'applicazione della legge 194/78. 
 
Ne viene fuori un quadro a tinte fosche per un Molise dove le donne si vedono private dei diritti fondamentali dell'assistenza sanitaria ginecologica. Partorire in regione, in un territorio dove la sanità è commissariata dal 2009 quando era presidente Michele Iorio, diventerà un'impresa sempre più difficile. Speriamo di non dover tornare a partorire in casa come 50 anni fa.